I pani dell´Ultima Cena

agnello

Ho una domanda da farvi: il cibo consumato da Gesù e i discepoli durante la sua Ultima Cena, contribuiscono a capire che tipo di cena Gesù tenne con i suoi discepoli?

Grazie per la domanda. In effetti, il cibo consumato da Gesù e dai suoi discepoli durante la sua famosa Ultima Cena chiarisce in maniera piuttosto chiara che l´Ultima Cena venne tenuta il 13 Nisan, il giorno prima della Pasqua ebraica che cade il 14 Nisan. Perchè? Spieghiamo.

In diversi punti, le Scritture menzionano quali cibi si dovevano consumare durante la Pasqua ebraica: Ad esempio, Deuteronomio 16:2,3 dice “E devi sacrificare a Yahweh tuo Dio la pasqua, del gregge e della mandria, nel luogo che Geova sceglierà per farvi risiedere il suo nome.  Non devi mangiare con essa nulla di lievitato, per sette giorni. Devi mangiare con essa pani non fermentati, il pane d’afflizione, perché fu in fretta che uscisti dal paese d’Egitto, affinché ti ricordi del giorno della tua uscita dal paese d’Egitto per tutti i giorni della tua vita”.

Secondo alcuni, Gesù e i discepoli usarono durante l´Ultima Cena questo pane non fermentato. Se così fosse, questo proverebbe che Gesù e i suoi discepoli si trovavano a tavola dopo aver mangiato la Pasqua ebraica. Se così fosse, il ragionamento risulterebbe corretto. Infatti, la Torre di Guardia del 2015 del 15/1 p. 14 §7 dice: “In quella importantissima occasione del 33, Gesù usò il pane non lievitato che era avanzato dalla celebrazione della Pasqua (Eso. 12:8). Nelle Scritture a volte il lievito denota corruzione o peccato (Matt. 16:6, 11, 12; Luca 12:1). Pertanto, è significativo che Gesù abbia usato pane non lievitato, in quanto questo rappresentava appropriatamente il suo corpo senza peccato (Ebr. 7:26). Alla Commemorazione viene usato pane dello stesso tipo”. –  fine citazione.

Non resta quindi da farci una semplice domanda: “Durante l´Ultima Cena, Gesù e i discepoli usarono pane non fermentato?” Molti resteranno sorpresi, ma le Scritture dicono qualcosa di diverso.

Chiediamoci: come viene chiamato il “pane non fermentato” degli ebrei nella lingua greca, la lingua in cui vennero scritti i vangeli? La Traduzione del Nuovo Mondo, in Marco 14:1 dice: “…Ora due giorni dopo era la pasqua e [la festa de]i pani non fermentati…”. Secondo la Interlineare del Regno, edita dai Testimoni di Geova, Il termine tradotto in greco “pane non fermentato” é ἄζυμα [azuma], che indica senza ombra di dubbio un pane NON fermentato, e da cui prende nome la stessa festa degli ebrei dei pani non fermentati, o festa degli azimi [da azuma].

Che tipo di pane venne usato durante l´Ultima Cena di Cristo? Citiamo nuovamente la Traduzione del Nuovo Mondo che dice:

Marco 14:22 “(Marco 14:22) …E mentre continuavano a mangiare, egli prese un pane, disse una benedizione, lo spezzò e lo diede loro, e disse: “Prendete, questo significa il mio corpo…”

(Matteo 26:26) … Mentre continuavano a mangiare, Gesù prese un pane e, dopo aver detto una benedizione, lo spezzò e, dandolo ai suoi discepoli, disse: “Prendete, mangiate…

(Luca 22:19) …E, preso un pane, rese grazie, lo spezzò, e lo diede loro, dicendo: “Questo significa il mio corpo che dev’essere dato in vostro favore…

Secondo l´Interlineare del Regno edita dai Testimoni di Geova, in tutte e tre le scritture dove viene citata la divisone del pane dell´Ultima Cena, i vangeli NON USANO il termine ἄζυμα [azuma] che si traduce “pane non fermentato”. Piuttosto, in tutti e tre i passi dei vangeli, i discepoli usano il termine greco ἄρτον [arton] che NON vuol dire pane non lievitato o azimo, ma vuol dire PANE IN GENERALE. Lo stesso tipo di pane generico viene citato in Matteo 4:4 quando Satana chiede a Gesù di tramutare le pietre in pane, in Matteo 7:9 quando Gesú diceva che Yahweh non avrebbe dato a gli chiedeva un pane una pietra, o in Luca 24:30, dove dopo al risurrezione Gesú mangia con i suoi discepoli un comune pane ebraico a tavola, e così via. Il termine ἄρτον [arton] compare in un numero enorme di scritture greche, e indica sempre il pane comune, ad eccezione di Luca 6:4 dove indica il Pane di Presentazione, che comunque non era un pane non lievitato.

Quindi il termine usato per “pane” durante l´Ultima Cena, (ἄρτον [arton]), a differenza del termine (ἄζυμα [azuma]) indica pane comune, un pane che gli ebrei mangiavano in qualsiasi circostanza. Inoltre, durante l´Ultima Cena, le Scritture non dicono che Gesù e i discepoli abbiamo mangiato l´agnello arrosto, elemento principale della Pasqua ebraica. Non risulta che venissero mangiate le erbe amare, tipiche della Pasqua ebraica. Inoltre durante l´Ultima Cena si beveva del vino, qualcosa che era estraneo al modo degli ebrei di celebrare la Pasqua.

Tutto quello che venne consumato durante l´Ultima Cena da Cristo e dai suoi discepoli, e soprattutto quello che NON venne consumato (niente pani azimi, niente agnello, niente erbe amare], concorrono ad indicare chiaramente quanto viene detto dallo stesso apostolo Giovanni. Infatti in Giovanni 18:28 l´apostolo dice “Ora era la mattina presto [dopo l´Ultima Cena]. Ma essi stessi non entrarono nel palazzo del governatore, affinché non si contaminassero e potessero mangiare la pasqua”. (Tratto dalla Traduzione del Nuovo Mondo)

Quindi, secondo lo stesso apostolo Giovanni che era presente, la cena che Gesù e i discepoli ebbero la notte prima che Gesù venisse portato davanti a Pilato NON POTEVA essere la Pasqua ebraica il 14 Nisan. Giovanni dice chiaramente che NON avevano ancora mangiato la Pasqua, quindi non volevano contaminarsi. Viceversa, l´Ultima Cena era una cena privata tenuta da Gesú e i discepoli il 13 Nisan, il giorno prima della Pasqua ebraica. In quella circostanza Gesù istituisce il Patto Nuovo e il Patto per un Regno.

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2 Commenti

  1. Marco

    Salve, però vorrei far notare che in Luca 22:30,35 sembra che il termine “artos” venga usato con il significato equivalente al termine “azuma”. Questo è desumibile dal fatto che gli avvenimenti descritti nel cap.24 di Luca hanno luogo nel giorno dopo la resurrezione ( cft. v.1), per cui nel pieno della Settimana degli Azzimi.

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    1. amministratore nuovo

      Tutti i biblisti sono concordi nel dire che il vangelo di Luca ha avuto molte aggiunte nel corso del tempo. Ad esempio l’introduzione è di molto successiva al resto del vangelo. Similmente la menzione della “pasqua” è successiva. Non è un vangelo affidabile dal punto di vista storico. Ecco perché abbiamo basato l’intero ragionamento sul vangelo di Giovanni. In questo vangelo, nonostante venga narrato minuto per minuto cosa avvenne l’ultima cena, la celebrazione della Pasqua è totalmente assente. A scanso di equivoci lo scrittore dice che al quando Gesù era da Pilato era la Parasceve, o vigilia di Pasqua. Andare oltre vuol dire arrampicarsi sugli specchi. Saluti.

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