David Splane e i bambini portoghesi

 16 DavidNoi di www.geova.org siamo davvero orgogliosi di aver tradotto questo pezzo, scritto interamente da una donna, Susannah, sul sito www.jwsurvey.org. Specifichiamo che é stato scritto da una donna perché a chi dirige i Testimoni di Geova, essere rimproverati da una donna è peggio di beccarsi gli orecchioni in etá adulta. Siamo del tutto convinti che di questo pezzo si sentirà parlare per molto tempo, e non senza strascichi dolorosi. Passiamo ai fatti.

Susannah scrive quanto segue. David Splane, del Corpo Direttivo dei Testimoni di Geova, ha visitato la filiale dei Testimoni di Geova (Bethel) in Portogallo all’inizio di Novembre 2015. Lo scopo di una visita del genere, di solito, è di raccogliere informazioni e verificare se la filiale opera in conformità con le linee guida del Corpo Direttivo dei Testimoni di Geova. David Splane ha tramesso alla Filiale del Portogallo le informazioni sui cambiamenti nella struttura organizzativa dei Testimoni di Geova. Ha confermato le voci dei tagli al personale e della rimozione dei pionieri speciali, sia in Portogallo che in altri paesi di lingua portoghese.

Il numero di coloro che sono stari licenziati, – a seguito di questo ridimensionamento – è significativo. Circa il 30% dei beteliti dovrà lasciare la famiglia Betel portoghese e tornare a ‘servire’ nelle loro precedenti congregazioni. Allo stesso modo, molti pionieri speciali sparsi in Portogallo e in varie isole sono in soprannumero. Le isole comprendono Madeira, Le Azzorre, Capo Verde e São Tomé e Príncipe.

Deve essere scoraggiante perdere una sicura “carriera per la vita” dopo aver rispettato la richiesta di mettere al primo posto il regno di Dio. Non c’è dubbio che molti di loro pensavano di essere al sicuro sotto l’ala protettrice della organizzazione madre, recentemente rinominata JW.ORG.

David Splane ha parlato Domenica 1 NOVEMBRE 2015 (diretta su internet dalla Bethel a Carnaxide) a quasi 50.000 Testimoni di Geova in tutto il territorio portoghese e in vari paesi africani in cui il portoghese è la lingua ufficiale.

Incidentalmente, la visita di Splane in Portogallo ha coinciso con un importante documentario intitolato “In the Shadow of Sin” andato in onda sul canale Reporter TVI portoghese, preparato dalla giornalista d´inchiesta Ana Leal (un´altra donna, tempi duri per i TdG, n.d.r)

Il documentario mandato in onda il 18 ottobre ha mostrato, per la prima volta nella televisione portoghese, l’impatto delle politiche dannose sugli abusi su minori praticate dai Testimoni di Geova, la loro risposta alla violenza domestica e altre politiche dannose.

Il documentario ha spinto molti Testimoni di Geova a guardare, e sentendosi traditi, si sono sentiti spinti a chiamare la Bethel dei Testimoni di Geova portoghese per fare domande. Gli é stato detto che il documentario era fondato sulle bugie degli apostati. In questo post potete vedere questo documentario, per la prima volta con sottotitoli in inglese (preparato dal sito www.jwsurvey.org, da cui é stato tratto l´intero articolo)

All’inizio del discorso, David Splane, ha ricordato coloro che “parlano male” dei Testimoni di Geova. Chiaramente lo scopo di questo avvertimento è stato quello di calmare i timori del suo uditorio che era stato sconvolto dal documentario mostrato in prima serata dalla televisione portoghese.

Nel tentativo di deviare l’attenzione dalle questioni sugli abusi sui minori, oltre a quelle relative ad altri abusi, sollevate nel documentario della TV portoghese, David Splane ha insinuato che è cattivo giornalismo cercare solo un lato della storia. I suoi commenti sembravano essere un riferimento diretto al documentario di Reporter TVI e al suo principale giornalista d´inchiesta, Ana Leal.

Splane ha detto, “dopo tutto, ci sono sempre due facce in una storia, e un giornalista che non cerca di verificare i fatti, sentendo solo una campana non è un professionista. Un giornalista che opera in questo modo vuole solo ottenere una storia sensazionalistica e, di conseguenza, sarà una brutta storia, non è una storia fondata sui fatti. “

Naturalmente, la buona prassi e l’etica giornalistica richiedono che entrambe le parti di una storia devono essere presentate, in modo che il lettore, un osservatore o un semplice curioso può trarre le sue conclusioni. Quello che David Splane ha omesso di dire ai quasi 50.000 Testimoni di Geova che lo stavano ascoltando, è che il documentario era condotto del ben noto e pluripremiato giornalista Ana Leal. Ha omesso di informare il suo pubblico non solo che il giornalista ha cercato l’aiuto dei testimoni di Geova contattando la loro Bethel ,in modo da avere una visione più completa dei fatti. Egli ha anche trascurato di menzionare che aveva preparato e reso disponibili dei video e delle trascrizioni prima della messa in onda in TV della trasmissione, e che la giornalista aveva contattato anche varie congregazioni invitandoli a partecipare. Lei era entusiasta di condividere le esperienze positive di coloro che le avevano spiegato cosa significa essere un testimone di Geova.

Il discorso di David Splane era in malafede nel tentativo di sollevare dubbi sulla credibilità della giornalista. Ma le sue intenzioni erano chiare dalla sua affermazione “… e così noi di solito lasciamo le cose come stanno, e lasciamo morire questa storia.”

La Bethel del Portogallo non ha fornito alcuna dichiarazione né alcun commento “ne per contraddire ne per confermare”, le testimonianze o le storie narrate all’interno del documentario. Tutti i Testimoni di Geova contattati hanno rifiutato di parlare o di prendere parte.

Questo fatto è stato chiarito alla fine del documentario. Il commentatore di TVI, Judith de Sousa, ha dichiarato: “TVI ha cercato di parlare con l’organizzazione dei Testimoni di Geova di tutte le accuse che sono state presentate, ma loro hanno declinato l’invito a partecipare.”

La giornalista Ana Leal non è stata affatto contenta dello squallido tentativo di David Splane di minare la sua integrità giornalistica. Dopo aver ascoltato il discorso di Splane, lei ha detto. “È davvero facile vedere l’impressionante manipolazione che i testimoni di Geova subiscono ad opera di chi prende la direttiva tra loro. Il signor Splane ha palesemente cercato di insinuare che una relazione è parziale o di parte, se entrambi i lati della storia non vengono esposti”

Dopo aver ascoltato il discorso di Splane e i commenti direttamente legati al suo programma, la giornalista è tornata alla Bethel con una troupe televisiva pronta a registrare una eventuale replica da parte della Watchtower . Era determinata a mettere a verbale che era la Bethel dei Testimoni di Geova ad aver rifiutato di rilasciare un’intervista. Ana Leal si é piazzata fuori la Bethel e ha chiesto ancora una risposta. È stata invitata ad entrare nella Betel e ha aspettato 30 minuti in una stanza per la riunioni della Watchtower. Alla fine, il responsabile dell´Ufficio del Comitato di Filiale, Pedro Candeias, é comparso e gli ha detto: “. Non abbiamo altro da aggiungere” (vedi video qui sotto, purtroppo senza sottotitoli in inglese)

La giornalista Ana Leal e il suo team d´inchiesta ora comprendere pienamente perché la dirigenza della Watchtower ha cercato di minare la sua credibilità. La tattica del Corpo Direttivo dei Testimoni di Geova è chiaro: vogliono che il documentario “muoia”. Ma da questa strategia, in questa occasione, si è tirata pubblicamente fuori la TV portoghese.

Ora, con i sottotitoli in inglese, questo documentario, con le sue testimonianze e le storie dei sopravvissuti possono essere condivisi più ampiamente. Il Corpo Direttivo dei Testimoni di Geova dovrà pensare a una nuova tattica per mettere a tacere le vittime di abusi sessuali e i giornalisti e che sono disposti a documentare i fallimenti delle politiche di Watchtower.

Articolo interamente tradotto dal sito www.jwsurvey.org

Link della fonte: http://jwsurvey.org/governing-body-2/the-friday-column-portuguese-documentary-overshadows-governing-body-visit

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