Di casa in casa?

07 di casa in casa   Cara Redazione ho una domanda da farvi: Che senso ha la scrittura di Atti 20:20

Grazie per averci scritto. La scrittura di Atti 20:20, nella Traduzione del Nuovo Mondo dice: “mentre non mi sono trattenuto dal dirvi nessuna delle cose che erano profittevoli né dall’insegnarvi pubblicamente e di casa in casa”. Questa traduzione é una ovvia forzatura per sostenere il bisogno di andare “di casa in casa” nell´opera di predicazione.

Che questa traduzione sia una forzatura lo indica la stessa Traduzione del Nuovo Mondo con riferimenti (Rbi8). Infatti al termine “di casa in casa”, nella nota in calce, questa traduzione dice: “e in case private“. Probabilmente il 99,99% dei Testimoni di Geova non ha mai saputo di questa traduzione alternativa presente nella loro stessa Bibbia.

Perché la traduzione “e in case private” della Rbi8 deve essere preferita alla traduzione del testo principale “di casa in casa”? Anche questa volta, come in decine di altre volte, la Watchtower ha tolto la scrittura di Atti 20:20 fuori dal suo contesto. Rimettiamola nel suo contesto.

Chi parla? Parla l´apostolo Paolo. A chi parla? Parla agli anziani di Efeso. Cosa dice Paolo? Paolo dice AGLI ANZIANI DI EFESO, che lui non si era trattenuto di insegnare A LORO pubblicamente e privatamente. Infatti Paolo dice: “non mi sono trattenuto da DIRVI” o “dire a VOI”, agli anziani di Efeso.

Non possiamo immaginarci che Paolo andasse “di casa in casa” a ripetizione da tutti gli anziani di Efeso per istruirli. Ci sará andato qualche volta. Ecco perché la traduzione “in case private” messa nella note in calce é corretta dal punto di vista grammaticale, logico e trasmette il senso del pensiero che Paolo voleva trasmettere. Questo indica che i traduttori sapevano bene come andava tradotto questo termine, ma hanno preferito forzare la scrittura per sostenere il pensiero del loro Corpo Direttivo.

Anche se la Watchtower ha forzato questo versetto per fargli dire quello che non dice, questo non toglie che i cristiani del primo secolo andassero davvero di casa in casa nella loro opera: lo hanno fatto davvero, e su questo ci sono prove inconfutabili, sia bibliche che storiche.

Ma dobbiamo capire il punto: i cristiani andavano di casa in casa perché non avevano altro modo di diffondere il messaggio: non c´era la radio, non c´era la tv, non c´era il telefono e non c´era internet. Possiamo essere sicuri che, se i cristiani del primo secolo avessero avuto tutti i mezzi “social” presenti oggi, li avrebbero usati estesamente per promuovere l´opera.

Un solo dato per tutti. La settimana scorsa, con i mezzi social in soli 3 giorni abbiamo contattato 11.000 persone. Quanto tempo ci avrebbe messo per fare la stessa cosa un gruppo di pionieri?

Nota: Franz ci manda un link sulle reali possibilitá offerte dai sociali: CLICCATE QUI

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