Dialoghi con la Forza

Chi o cosa rappresenta Babilonia la Grande? Chi si trova dentro le sue mura? Chi è fuggito da essa?

Cosa rappresenta la “generazione” profetizzata da Gesù che avrebbe visto la fine?

La distruzione di Gerusalemme del 70 E.V. ha un significato profetico per noi oggi?

Cosa rappresentava la “Grande Tribolazione” profetizzata da Gesù?

Perché Gesù proibiva il divorzio concesso da Mosè? Perché guariva di Sabato?

In che anno e in che giorno venne tenuta l’Ultima Cena? A chi Gesù promise lo spirito santo?

Cosa rappresenta lo Schiavo Fedele e Discreto? Chi o cosa rappresentano le “dieci vergini”?

Queste e tantissime altre domande trovano una risposta sorprendente, e a volte sconcertante, nel libro “Dialoghi con la Forza”.

Vi proponiamo una anticipazione:

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PRIMO CAPITOLO

Ego: Dove mi trovo?

Teofilo: Ben svegliato Ego.

Ego: Cosa è quella forte luce?

Teofilo: È la via di uscita per uscire da Babylon, se lo vorrai.

Ego: Babylon? Cos’è Babylon?

Teofilo: Citando un noto film, potrei dire che Babylon “è ovunque, è intorno a noi. Anche adesso, nella stanza in cui siamo. È quello che vedi quando ti affacci alla finestra, o quando accendi il televisore … È il mondo che ti è stato messo davanti agli occhi per nasconderti la verità. La verità che tu sei uno schiavo. Come tutti gli altri sei nato in catene. Sei nato in una prigione che non ha sbarre, che non ha muri, che non ha odore. Una prigione, per la tua mente”.

Ego: Non sono mai stato in questo posto, e non sono mai stato in nessuna prigione.

Teofilo: Per essere più corretti, prima di adesso non ne eri consapevole. Per questo non vedevi le mura di Babylon, ma ti assicuro che erano state sempre attorno a te. Poi qualcosa ha iniziato a non quadrarti più. Hai iniziato ad avere dei dubbi, hai iniziato a farti domande, hai iniziato a non credere più che quello che era attorno a te fosse del tutto reale. Hai iniziato a cercare le tue risposte. Questo ti ha reso consapevole che esiste una finzione attorno a te, una realtà costruita. Hai iniziato a percepire l’esistenza di Babylon.

Ego: Chi ha costruito Babylon?

Teofilo: Babylon è il capolavoro di un essere incredibilmente intelligente e sinistro chiamato il Calunniatore, o il Malvagio.

Ego: E tu chi sei?

Teofilo: Io sono Teofilo, uno che è uscito da Babylon prima di te.

Ego: E che ci fai qui?

Teofilo: Ti indico la strada per uscire. Poi deciderai tu se vorrai farlo o meno.

Ego: Puoi essere più preciso su cosa sia Babylon?

Teofilo: Babylon è un simbolo presente nel libro del ritorno di Ieosus scritto dall’apostolo Ioannen. Basilarmente Babylon rappresenta il controllo della mente umana attraverso la religione.

Ego: Mi stai dicendo che fino ad ora io sono stato prigioniero della religione?

Teofilo: Esattamente. Il concetto di Babylon si può applicare a qualsiasi religione. Comunque, nella descrizione che ne fa l’apostolo Ioannen, per Babylon si intende la falsificazione degli insegnamenti di Ieosus e tutto quello che ne è seguito.

Ego: Quindi parliamo di Cattolicesimo, Protestantesimo, Islam, Avventisti, New Age, Ebraismo e tutta quella roba lì?

Teofilo: Volendo semplificare sì, ma Babylon è molto più di un cartello di religioni. Babylon è l’utilizzo della religione come mezzo di controllo mentale e sociale. Babylon è un virus per trasmettere l’ignoranza e la superstizione. Babylon fa diventare i suoi prigionieri i più spietati carcerieri di sé stessi. Non è un caso che Ioannen la chiama “la grande Babylon, la gran prostituta”.

Ego: Si può fuggire da Babylon?

Teofilo: Sì.

Ego: Come si esce da Babylon?

Teofilo: Devi seguire quella luce. Ma ti avverto. Non esiste un modo facile per uscire da Babylon. E non esiste nemmeno un modo indolore per farlo. Nessuno può trascinarci fuori da Babylon al posto nostro. Nessuno può spingerti oltre quella luce. Dovrai farlo da solo. Io posso solo indicarti la strada. Per uscire da quel mondo irreale non basta nemmeno che tu apra i tuoi occhi, visto che quello lo hai già fatto. Ora devi usare i tuoi occhi per guardare attorno a te. Se capisci cosa è Babylon, allora puoi abbandonarla.

Ego: In pratica cosa dovremmo fare?

Teofilo: Ci faremo delle belle chiacchierate che hanno a che fare con l’uomo e con Dio, nella convinzione che “la forza” guidi la nostra conversazione. Il resto lo capirai da solo.

Ego: Quindi stiamo parlando per conto terzi…

Teofilo: Si spera… viceversa non saremmo qui.

Ego: Da dove dovrebbero iniziare queste conversazioni?

Teofilo: Io direi di iniziare da dove sono state interrotte.

Ego: Non mi sembra che avessimo interrotto qualcosa…

Teofilo: Noi no, ma qualcun altro molto più importante di noi, sì.

Ego: Di chi stiamo parlando?

Teofilo: Le ultime parole dell’ultima preghiera di Ieosus furono: “Padre giusto, anche se il mondo non ti ha conosciuto, io comunque ti ho conosciuto ed [i miei apostoli] hanno capito che tu mi hai mandato. Io ho fatto conoscere loro il tuo nome e lo farò conoscere ancora, così l’amore che hai per me sarà in loro, e anch’io sarò in loro”.

Ego: Sembrano delle parole amare.

Teofilo: In parte lo sono. Durante tutta la conversazione che Ieosus ebbe con i suoi apostoli durante l’Ultima Cena, a poche ore di distanza dalla sua morte, era chiaro che loro non avevano ancora capito molte cose. In particolare, non avevano ancora “conosciuto Dio”. Certo, avevano una comprensione di gran lunga più profonda di altri, essendo stati in compagnia di Ieosus per un certo periodo di tempo. Ma Ieosus si rendeva conto che alcuni concetti erano ancora troppo lontani da loro. Nonostante questo, loro accettavano Ieosus come un rappresentante di Dio, e questo era tutto quello che si poteva chiedere da loro in quel momento.

Ego: E perché vuoi iniziare le nostre chiacchierate proprio da questa riflessione di Ieosus?

Teofilo: Perché quello che lui ha detto è vero. L’uomo non ha conosciuto Dio. È una amara verità. Ogni uomo si è fatto la sua immagine di Dio, dipingendolo nel modo in cui lo poteva capire e accettare. Ma non siamo andati molto oltre questo.

C’è chi ha visto Dio nelle forze della natura, chi nei loro morti e nei loro sogni. C’è chi lo ha immaginato come un idolo da adorare in un tempio, chi come un essere potenzialmente pericoloso a cui offrire sacrifici.

Perfino gli unici esseri umani che hanno avuto un contatto diretto con Dio, gli antenati degli attuali israeliti, hanno finito per costruirsi un loro dio che poco o nulla aveva a che fare con quello che li aveva salvati dall’Egitto. Poi c’è chi ha risolto il problema dicendo che Dio non esiste.

Chi in un modo, chi in un altro, tutti cercano di guardare Dio attraverso un visore VR fornito loro da Babylon. Ovviamente il visore VR di Babylon visualizza solo le immagini e i filmati trasmessi da Babylon. Come conseguenza Dio sparisce dal nostro orizzonte.

Ego: E cosa vedrei se togliessi il visore VR?

Teofilo: Vedresti la rappresentazione plastica delle parole di Ieosus: “Padre giusto, anche se il mondo non ti ha conosciuto, io comunque ti ho conosciuto”. Vedresti uomini e donne schiavi di riti senza senso, rincorrere speranze inutili, che vivono nella paura che qualcuno apra i loro occhi.

Ego: È questo il senso dei nostri dialoghi?

Teofilo: In buona sostanza, sì.

Ego: Io direi di iniziare.

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Il libro “Dialoghi con la forza” è disponibile al pubblico in edizione cartacea a QUESTO INDIRIZZO

6 Comments

  1. Pochi libri cambiano una vita. Quando la cambiano è per sempre, si aprono porte che non si immaginavano, si entra e non si torna più indietro.
    (Christian Bobin)

  2. Più che un libro da leggere è un dialogo da ascoltare, i pugni nello stomaco ci sono e possono essere anche molto violenti in certi casi, ma se resisti, ti rialzi e cammini puoi uscire da Babylon.

  3. Uno degli articoli più belli in assoluto. Teofilo dice una gran verità; uscire non è indolore. Soprattutto ora che stanno facendo vedere i denti (come spiegato in ‘profondo fondo’). Ora si tratta solo di superare il punto di massa critica di risvegliati ( centesima scimmia) e dopo non reggerà più nessun ricatto, nessun deterrente. Solo questione di tempo.

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