Discutiamone… Illustrazione o profezia?

Riformato propone la discussione:

Quando Gesù si riferì allo “schiavo fedele e discreto” in Matteo 24:45-47, stava facendo una semplice illustrazione o si trattava di una profezia?

Il commento della Redazione:

Alcuni gruppi religiosi, prendendo isolatamente le parole riportate in Matteo 24:45-47, hanno voluto cercarvi le basi per la legittimazione di una persona o di un gruppo quale autorità che decida l’andamento della loro chiesa o congregazione. La storia dello “Schiavo fedele e discreto” è comunque solo una parabola. A differenza di quanto si possa credere, questa parabola viene menzionata non una, ma ben tre volte nelle Scritture. La prima versione è quella contenuta in Matteo 24:45-51, dove Matteo riporta le parole di Gesù secondo cui, dopo la partenza del padrone di casa, un servitore avrebbe dato cibo ai domestici della sua casa. Un giorno il padrone sarebbe tornato e in base alla maniera in cui si sarebbe comportato, quel servitore avrebbe ricevuto una ricompensa oppure un giudizio. Una seconda versione la troviamo in Marco 13:34-37, dove si parla di un gruppo di schiavi e di un portiere, a differenza di Matteo che parla di un solo servitore e dei domestici. La terza versione della metafora degli “Schiavi della casa”, è la più completa, si trova nel Vangelo di Luca 12:35-48. Questa versione ingloba sia una metafora simile a quella di Marco, che una simile a quella di Matteo.  Specialmente dalla versione di Matteo 24:45-47 si comprende che si tratta di una parabola e non di una profezia. Infatti Gesù la menziona insieme ad altre tre parabole: quella delle dieci vergini, quella dei talenti e quella delle pecore e dei capri. (Vedi Matteo capitolo 25). Se la parabola dello schiavo fosse una profezia, allora anche le altre parabole dovrebbero essere delle profezie, ma non lo sono. Perché possiamo escludere che si tratti di una profezia? Perchè le profezie sono storia scritta in anticipo. Non forniscono due diverse eventualità, non hanno un finale aperto. Descrivono nei minimi dettagli ciò che accadrà. Vedendola in quest’ottica, si capisce che la metafora dello schiavo della casa non si può considerare una profezia, perché il suo finale non è scritto: lo schiavo può sia essere esaltato dal suo signore, sia perdere tutto ed essere buttato fuori. La metafora non profetizza niente.  La storia dello schiavo fedele è quindi solo un’illustrazione che aiuta a comprendere che chi ha responsabilità verrà chiamato a rendere conto di quello che fa.

Buona discussione

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