Era davvero il 14 Nisan?

pane vino

Molti testimoni di Geova si apprestano a celebrare il 23 Marzo 2016 la Commemorazione della morte di Cristo. Sono convinti di rispettare in questo modo il comando di Cristo contenuto in Luca 22:19 “Questo significa il mio corpo che dev’essere dato in vostro favore. Continuate a far questo in ricordo di me”. Purtroppo gli è stata raccontata una bugia. Perchè è errato ricordare il 23 Marzo la Commemorazione della morte di Cristo?

Il libro Perspicacia volume 1 p. 1065 dice: “Gesù evidentemente nacque nel mese di etanim (settembre-ottobre) del 2 a.E.V., venne battezzato all’incirca nello stesso periodo dell’anno 29 E.V., e morì verso le 15 del venerdì 14 nisan (marzo-aprile) del 33 E.V. in primavera”.  Il Copro Direttivo dei Testimoni di Geova insegna che Gesù è morto nella data ebraica del 14 Nisan. Inoltre, il Corpo Direttivo insegna che quest´anno il 14 nisan corrisponde al 23 Marzo 2016. Questo è falso.

Il problema del calendario lunare ebraico

Se consultate qualsiasi calendario ebraico, potete notare che la data del 23 Marzo del 2016 non corrisponde quest´anno al 14 Nisan, ma corrisponde ad una data ebraica diversa, precisamente al 14 Adar II dell´anno ebraico 5776. Perchè?

Il mese di Adar II é un “intercalare”. Spieghiamo cosa vuol dire. Gli ebrei, sin dai tempi antichi, usavano il calendario lunare, nel senso che era la luna a stabilire la durata di un anno. Viceversa, noi occidentali usiamo l´anno solare, dove è il moto apparente del sole a stabile la durata di un anno. L´anno solare è piu lungo dell´anno lunare di poco più di 10 giorni ogni anno. Questo vuol dire che i giorni contati con un calendario lunare non possono mai corrispondere ai giorni contati con un calendario solare. Inoltre, per evitare che la differenza tra calendario lunare e il moto del sole fosse troppo evidente, di tanto in tanto gli ebrei aggiungevano un tredicesimo mese per recuperare circa 30 giorni andati persi negli anni precedenti. Questo tredicesimo mese, o mese intercalare, era appunto chiamato Adar II, e veniva aggiunto secondo il bisogno. Il 2016 è uno di quegli anni dove è necessario inseririe il mese intercalare di Adar II per correggere la data ebraica. Quindi nel 2016, secondo il calendario ebraico, il 14 Nisan cade il 22 Aprile 2016, e non il 23 Marzo 2016.

Le Scritture indicano il 13 Nisan, non il 14.

Oltre a questo, c´è un secondo aspetto da considerare. Secondo le Scritture, Cristo non celebrò la Commemorazione il 14 Nisan, ma il giorno prima, il 13 Nisan. Infatti il testo originale di Giovanni 13:1 dalla Traduzione del Nuovo Mondo Interlineare dice che Gesù tenne la sua Ultima Cena prima della festa della Pasqua ebraica.

Infatti il testo originale della Scrittura di Giovanni 13:1 dice:

Πρὸ δὲ τῆς ἑορτῆς τοῦ πάσχα – Pro de tes heortes tou Pascha

Letteralmente va tradotto “Prima della festa della Pasqua”.

Anche il vangelo di Matteo chiarisce che Gesù tenne la Commemorazione prima della festa della Pasqua ebraica. Infatti la nota in calce a Matteo 26:17 dice che la frase “il primo giorno dei Pani non fermentati” andrebbe tradotta “Il giorno prima [dei Pani non fermentati]”. Questa traduzione del termine gr. πρῶτος (pròtos) seguito da un genitivo concorda col significato e la traduzione di una costruzione simile in Gv 1:15, 30, cioè: “esisteva prima [pròtos] di me”. Secondo LSJ, p. 1535, col. 1, “πρῶτος è usato a volte dove ci aspetteremmo di trovare πρότερος [pròteros]”.

Che Giovanni e Matteo non stessero confondendo le date, ma intendevano dire proprio quello che hanno scritto, è evidente da una osservazione che viene fatta dal vangelo di Giovanni, che in Giovanni 18:28 dice: “Quindi, da Caiafa condussero Gesù al palazzo del governatore. Ora era la mattina presto. Ma essi stessi non entrarono nel palazzo del governatore, affinché non si contaminassero e potessero mangiare la pasqua”.

Inoltre, in Giovanni 19:14 viene detto che quando Gesù era di fronte a Pialto,  “Era la preparazione della Pasqua, era la sesta ora (circa mezzogiorno]”. Da questi versetti, si nota senza troppi giri di parole, che la mattina in cui Gesù fu flagellato e interrogato da Pilato non era ancora iniziata la Pasqua, visto che i capi sacerdoti non si dovevano contaminare per poterla mangiare. La Pasqua sarebbe iniziata dopo. Visto che il giorno ebraico iniziava al tramonto del sole, il loro 14 Nisan, il giorno in cui celebrare la Pasqua, sarebbe iniziato solo la sera, dopo la morte di Cristo. Questo vuol dire che tutti gli avvenimenti dell´ultimo giorno di vita di Gesù, vale a dire (1) la celebrazione del Nuovo Patto (2) Il tradimento di Giuda (3) la promessa del Regno (4) l´arresto di Gesù e (5) la sua morte avvennero tutte durante il 13 Nisan, il giorno prima della Pasqua ebraica.

Gli avvenimenti descritti nelle Scritture indicano un giorno diverso dalla Pasqua ebraica

Oltre a questa diretta conferma scritturale, esistono tutta una serie di prove che ci convincono che la sera in cui Gesù celebrò il nuovo patto, quindi la sera della Commemorazione, non poteva essere la stessa sera della Pasqua ebraica. Secondo le Scritture, Gesù spezza con i suoi discepoli un “artos”, ossia un pane lievitato, e NON un “azuma”, un pane non lievitato. Agli ebrei non era permesso di usare pane lievitato la sera della Pasqua.

In aggiunta le Scritture non menzionano che Gesù mangiasse l´agnello Pasquale o le erbe amare quella sera, pasto tipico della Pasqua. Al contrario, parlano di una normale cena in cui si usava anche del vino, bevanda non prevista nella celebrazione della Pasqua.

Se si fosse trattato della sera della Pasqua ebraica, le guardie, i soldati, i capi sacerdoti, gli scribi, i farisei, i loro servi, e tutti i personaggi di cui parla il racconto biblico, sarebbero stati tutti impegnati a celebrare la Pasqua con le loro famiglie, e non sarebbero potuti andare in giro per la cittá a dare la caccia a Gesù. È assolutamente impensabile che gli ebrei si astenessero dal celebrare la Pasqua per avere il tempo di arrestare Gesù, visto che avevano detto in Matteo 26:5 “Non alla festa, affinché non ci sia un tumulto fra il popolo”. Gli stessi capi ebrei avevano escluso la possibilità di arrestare Gesù durante la festa, consapevoli che la violazione delle sacre leggi della Pasqua avrebbero causato tra la popolazione una rivoluzione.

La bugia sui quartodecimani

La w06 15/4 p. 17 dice: “Alla fine del II secolo, secondo quanto riportato da Eusebio di Cesarea nella sua Storia Ecclesiastica, Policrate di Efeso inviò una lettera a Roma per difendere “la celebrazione della Pasqua il giorno quattordicesimo, in conformità col Vangelo, senza variar nulla, ligi alla regola della fede”. Questa lettera dice che Melitone, vescovo di Sardi, in Lidia, era tra coloro che difendevano il 14 nisan, e dice anche che era considerato dai suoi contemporanei uno dei “grandi luminari” defunti…. Coloro che difendevano la correttezza della celebrazione della morte di Gesù Cristo il 14 nisan vennero chiamati quartodecimani, e uno di loro fu Melitone di Sardi.” – fine citazione

Secondo questa Torre di Guardia, i primi cristiani celebravano la Pasqua, e quindi si sottintende anche la Commemorazione, il 14 Nisan. Questo è chiaramente un falso storico. Spieghiamo perchè.

Wikipedia dice: “Le comunità asiatiche della Cilicia, della Siria e della Mesopotamia, a differenza del resto della primitiva comunità cristiana, erano soliti festeggiare la Pasqua secondo il computo ebraico il 14 nisan (da cui il nome “quartodecimani”), in qualunque giorno della settimana cadesse, mentre gli altri cristiani celebravano la Pasqua solo di domenica, giorno della Risurrezione di Gesù”. Possiamo notare come il termine “quartodecimano” si riferisce solo ai cristiani che continuavano a celebrare la Pasqua ebraica.

Questo termine, Pasqua ebraica, non si riferisce all´Ultima Cena in cui Cristo aveva spezzato il pane e passato il calice di vino. Il passaggio del pane e del vino , in linguaggio cattolico, non si chiama Pasqua ebraica, ma Eucarestia (o Comunione). Quindi la Commemorazione non corrisponde alla Pasqua ebraica, ma alla Eucarestia o Comunione. Chiediamoci: ogni quanto celebravano i primi cristiani l´Eucarestia? Il più antico testo cristiano non ispirato pervenutoci, la Didachè o Dottrina dei dodici apostoli, un libro del primo secolo della nostra era, testimonia che i discepoli celebravano la Commemorazione o Eucarestia o Comunione tutte le volte che una Ekklesia o Congregazione si riuniva, quindi ogni settimana, e non solo il 14 Nisan, data riservata solo alla Pasqua ebraica. (potete trovare altri aspetti sulla Didachè in QUESTO ARTICOLO)

Quindi il ragionamento della Watchtower su questo argomento è destituito di ogni fondamento dal punto di vista (1) Astronomico, visto che il 23 Marzo 2016 non corrisponde al 14 Nisan (2) Scritturale, visto che le scritture indicano chiaramente che l´Ultima cena venne tenuta “il giorno prima” della Pasqua ebraica. (3) Storico, visto che i quartodecimani celebravano il 14 Nisan la Pasqua ebraica, e non la Commemorazione o Eucarestia, che veniva celebrata ogni volta che una Ekklesia o Congregazione si riuniva per adorare Dio, praticamente ogni settimana.

Sará interessante vedere quest´anno quanti Testimoni di Geova disubbidiranno deliberatamente a Dio pur di seguire le loro tradizioni.

Chi lo desidera, può approfondire questi aspetti in questa serie di articoli.

(1) Il segno di Giona

(2) Un errore clamoroso

(3) I pani dell´ultima cena

(4) La preparazione

(5) Gli apostoli si aspettavano di celebrare la Pasqua?

(6) Che ora era?

(7) Quando venne celebrata la Commemorazione

 

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