Il Coraggio di Disubbidire

Questa non è la storia di un Testimone di Geova o di un fuoriuscito e non è nemmeno una storia che ha a che fare con quel mondo lì. Abbiamo voluto pubblicarla perchè in un certo senso sentiamo che ci rappresenta nella sua essenza! E’ una storia reale, un’esperienza di vita vissuta. Un uomo che in un recente passato con la sua scelta ha salvato il mondo! Aldilà delle sue capacità o della sua posizione o dei suoi obblighi verso i suoi superiori ha avuto il coraggio di disubbidire. La sua coscienza ha avuto il sopravvento sull’ubbidienza! Molti Testimoni di Geova dovrebbero prenderlo come esempio!

Buona lettura:

La sera del 26 settembre 1983, Stanislav Petrov svolgeva le sue mansioni di tenente colonnello nelle forze armate sovietiche, ed era di turno al Serpukhov-15, un bunker segreto a poca distanza da Mosca.

Il suo compito in quel periodo consisteva nel monitorare OKO, il sistema d’allarme dell’URSS per eventuali attacchi nucleari, trattandosi di una delle fasi più calde e tese della Guerra fredda che dal dopoguerra aveva visto in equilibrio costantemente precario i rapporti tra Stati Uniti e Unione Sovietica.

Ronald Reagan e Yuri Andropov, leader dei rispettivi paesi, erano ai ferri corti, con Reagan che aveva già definito la Russia “impero del male”, e il mondo era sospeso in un generale clima di attesa di fronte al concreto rischio di una terza guerra mondiale, un’ipotesi che drammaticamente sembrava sempre più realistica.
Quella notte sembrava una notte come tutte le altre, senza particolari motivi d’allerta, quando poco dopo la mezzanotte i segnali d’allarme cominciarono a suonare, e Petrov apprese dal computer che uno dei satelliti del sistema aveva rilevato che gli Stati Uniti avevano lanciato cinque missili balistici verso l’URSS.
Petrov aveva a quel punto il dovere di segnalare a sua volta l’allarme ai suoi superiori, cercando di non perdere nemmeno un minuto, visto che a partire dall’allarme, la previsione era di un’attesa di circa 25 minuti prima che i missili raggiungessero effettivamente il suolo sovietico.
Come ha ricordato durante un’intervista alla BBC, “Non c’erano regole precise su quanto tempo avessimo a disposizione prima di segnalare un presunto attacco, ma sapevamo che ogni secondo di procrastinazione avrebbe rubato tempo prezioso. Non dovevo fare altro che alzare il telefono, che aveva un filo diretto con i nostri comandanti. Se avessi inviato la segnalazione, nessuno avrebbe avuto nulla da ridire”.
In questo modo, prima ancora che i missili stranieri avessero toccato il suolo sovietico, sarebbe scattato un contrattacco delle forze russe diretto verso gli Stati Uniti, che avrebbe di fatto dato luogo a uno scenario di guerra senza precedenti.
Tutto era nelle mani di Petrov, che in quel momento aveva l’autorità sulla decisione da prendere, e i cui sottoposti attendevano con ansia, in un clima frenetico da allarme rosso, che venisse data l’approvazione per la procedura d’emergenza.
A questo punto però avvenne l’inatteso: Petrov era un analista esperto, non un semplice militare con compiti di sorveglianza (si trovava lì come sostituto, infatti), e qualcosa in quell’allarme gli sembrò troppo anomalo per corrispondere a una minaccia realistica. Il sistema indicava solo cinque missili diretti verso l’URSS, e Petrov considerò troppo ridotto un attacco del genere, per essere la prima azione militare degli Stati Uniti nei confronti del loro principale nemico politico mondiale. Inoltre, Petrov non si fidava del tutto della tecnologia sovietica in questo campo, e ritenne quindi opportuno aspettare prima di prendere decisioni avventate che in quel momento avrebbero deciso le sorti dell’intero pianeta.
Petrov informò quindi i suoi superiori del rilevamento da parte del satellite, ma lo definì da subito un falso allarme, sperando naturalmente di avere ragione.
I minuti passarono e anche dopo la scadenza del tempo in cui, nel caso l’attacco fosse stato reale, i missili sarebbero arrivati a terra, non si ebbero rilevazioni di sorta in una notte di calma piatta che i cittadini russi non notarono essere diversa da tutte le altre. “Ventitré minuti più tardi mi sono reso conto che non era successo niente. Se ci fosse stato un vero e proprio attacco, ne avrei già avuto notizia. È stato un sollievo… Sono stato fortunato”.

Petrov era l’unico ufficiale nella sua squadra ad aver ricevuto un’istruzione come civile: “I miei colleghi erano tutti soldati di professione, sono stati istruiti a obbedire agli ordini. Se ci fosse stato qualcun altro al mio posto, probabilmente l’allarme sarebbe stato dato”.

Il pianeta era salvo, e tutto per merito di un solo uomo, che scegliendo di affidarsi al suo istinto e alle sue competenze piuttosto che all’ottusità di un protocollo, aveva evitato un disastro senza precedenti.

Nonostante questo, il tenente Petrov non ebbe alcun encomio da parte dell’esercito sovietico, ma anzi fu redarguito, ufficialmente per altri motivi, per aver preso un’iniziativa così importante senza affidarsi al protocollo militare, e la sua carriera fu molto penalizzata, tanto che oggi egli vive in condizioni decisamente modeste, dimenticato dal suo paese.

Per anni Petrov non fece menzione dell’incidente, ma dopo il crollo del regime sovietico ne parlò con i media, fino a che la sua storia non si diffuse in tutto il mondo, tanto che nel 2004 la Association of World Citizens statunitense l’ha premiato con il World Citizen Award, nel 2006 è stato celebrato presso le Nazioni Unite a New York, e in seguito è stato realizzato anche un documentario sulla sua storia, The Man Who Saved The World.

9 Commenti

  1. Lettura davvero interessante ed istruttiva. Esempio di un uomo non solo con un coraggio da vendere, ma con la capacità di ragionare con la propria testa senza essere incatenato a rigidi protocolli, capace di mettere interessi collettivi al di sopra di quelli personali, la cui coscienza lo ha spinto ad agire nel modo giusto pur essendo consapevole che sarebbe stato penalizzato per questo. Un invito a chi ancora non l’ha fatto: non abbiate paura di fare ciò che sapete essere giusto, prendete il coraggio a piene mani e prendete posizione per la salvezza…sono in gioco le nostre stesse vite, quindi non indugiamo.

  2. Essi sono i medesimi che dimostrano come la sostanza della legge sia scritta nei loro cuori mentre la loro coscienza rende testimonianza con loro nei loro propri pensieri sono accusati oppure scusati.-.. Un incirconciso che osserva le giuste esigenze della legge!…- Non è giudeo chi lo è di fuori ne’ è circoncisione quella che è di fuori nella carne. Ma è giudeo colui che lo è di dentro, e la sua circonsisione è quella del cuore mediante lo spirito e non mediante un codice scritto. La lode di una tale persona viene non dagli uomini ma da Dio!!! (Romani 2:15;26;28,29)

  3. Anche i tdg,come e risaputo sono una setta piena di protocolli,regole,dotrine,che spingono all’ubbidienza di alcuni uomini anziché al buon senzo e all’amore indicato da Ieosus.
    Cari tdg dico a voi (singeri)
    Il tempo e finito di tenere gli occhi chiusi per delle regole di comportamento che sentite tramite una circolare dal CD letta dal podio mella sala del regno,prendete la VOSTRA responsabilità e agite
    Se l’albero fa frutti marci non può essere buono, non cullatevi sulliperfezione e stato tagliato come tutte le altre religioni

  4. Come e ormai risaputo in tutti i mezzi di comunicazione,i tdg sono guidati da regole,protocolli,consigli di superiori,tipo anziani e sorveglianti,e le famose circolari, che vengono dalla betel o dal CD poco importa.
    Parlo a voi (sinceri tdg) non continuate a tenere gli occhi chiusi con la forza sperando che le cose migliorano,i vostri nominati non interessa Dio e tantomeno Gesu altrimenti non leggerebbero dal podio circolari e ordini vari che vanno contro i principi di morale e buon senzo indicate da Gesu in due parole: Ama Dio con tutta l’anima e il prossimo come te stesso.
    Non sperare che le cose migliorano la wts e un albero marcio che da frutti marci,come puoi sperare che fa di colpo frutti buoni? In realtà e stato già tagliato come tutte le altre religioni.
    Prendi le tue responsabilità apri gli occhi e ama il prossimo semplicemente senza disposizioni regole o come spesso ti dicono:mettiamo le cose nelle mani di Geova.Le mani Geova li sta già usando da un pezzo con il battipanni ancora non capisci? Fai ciò che indica Gesù nelle scritture e smetti di tormentati la coscienza tanto da non prendere sonno la notte,il tempo ti scappa di mano

  5. Bellissima questa esperienza, la conoscevo già e ritrovarla qui è stato molto piacevole oltre che contestuale a quello che succede purtroppo fra i testimoni di Geova schiavi di regole che causano e hanno già in parte causato l’implosione , complimenti redazione bell’articolo

    • Una storia molto bella. Sul sito The Post Internazionale, da cui è stato copincollato questo articolo, si trova anche il trailer del documentario, che vi consiglio (avete dimenticato la fonte, ve lo segnalo perché credo sia da mettere per ragioni di copyright).
      Una gran bella lezione per tutti.
      Anche il fatto che è stato poi fortemente penalizzato per questa sua scelta la dice lunga. In ogni contesto totalitario ciò che conta è il protocollo, la gerarchia, la forma. Ricorda qualcosa? 🙂
      Buona giornata

  6. Vicenda clamorosamente interessante ma serve da lezione a tutti ovviamente non solo ai tg. Sposo al 199% tutto quello che trattate nel blog ma mi riservo un punto percentuale per farvi un appunto. Non è appropriato il nome del blog in quanto da l’impressione ma forse non è solamente tale, di voler essere una sorta di esca studiata per attirare i medesimi testimoni ma lasciare correre 🏃 un’operazione d’errore fa parte del meccanismo. Credo che ci sia un pizzico di voglia di vendetta da parte del blog e dei suoi scrittori, vi consiglio di lasciar perdere buttate alle spalle i testimoni dimenticateli anche se ci avete condiviso molti anni insiemi felici e non la vita è bella non sprechiamola parlando del passato guardiamo tutti avanti quando arriverà il regno e Cristo Re chi sarà degno sarà li! Un salutone ✋

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