Il film della discordia

Da alcune settimane, nelle sale cinematografiche, sono iniziate le proiezioni del film che già prima della presentazione al Festival di Venezia ha scatenato più di una protesta. È la storia di Giulia, che abbandona i Testimoni di Geova di cui fa parte per aprirsi al mondo e ad un sentimento forte e completamente nuovo. Stiamo parlando del film ” La ragazza del mondo “, che ha scatenato veri e propri scontri nei vari forum tra Testimoni e Cattolici e fra Testimoni ed ex Testimoni. Questo ” film della discordia ” non vuole essere un film di condanna, ma, piuttosto, raccontare il mondo dei Testimoni mettendo in evidenza sia aspetti controversi, sia aspetti più normali. A spiegarlo è il co sceneggiatore Antonio Manca: ” Se utilizziamo un linguaggio tecnico, possiamo dire senza dubbio che i Testimoni di Geova sono una setta ; lo dimostrano la necessità del matrimonio all’interno del gruppo, il rifiuto nei confronti dei fuoriusciti, la volontà di stare il più lontano possibile dalle persone che non sono come loro. Certo i Testimoni non amano affatto essere definiti una setta. In base a quello che ho visto e sentito, posso dire che sono gli ormoni uno dei motivi che spingono ad abbandonare la congregazione. Conosco moltissime storie simili a quella di Giulia. La donna che con la sua vicenda ha ispirato il film è stata contenta del realismo de ” La ragazza del mondo “. fine cit.
Il regista Marco Danieli, nella sua opera, vuol fare emergere le umiliazioni e le sofferenze di chi decide di staccarsi dalla congregazione. La scena più scioccante è quella in cui la protagonista Giulia è costretta a rivelare i particolari più intimi della sua relazione con il fidanzato durante il “processo” davanti agli anziani. Il regista dichiara: ” L’amica che mi ha ispirato il suo personaggio mi ha raccontato che per lei è stata anche peggio di come abbiamo fatto vedere nel film “.
È proprio dal racconto di una sua amica, ex Testimone di Geova, che il regista ha dato il via alla sua storia. Poi, insieme con l’altro sceneggiatore Antonio Manca, ha frequentato per un certo periodo una comunità durante le loro adunanze. Egli stesso ammette: ” Devo dire che ci hanno accolto con grande calore, sorprendendoci. Poi, dopo un po’, abbiamo compreso che a loro del documentario non importava nulla. Erano solo interessati a convertirci “.

Già, perché la missione principale dei Testimoni di Geova è salvare dalla distruzione eterna chiunque non appartenga alle loro file.

Seguono alcune scene prese dal film

5 Comments

  1. IL SUCCESSO

    L’apice del successo di una industria è, scrivere sul prodotto: “NUOCE GRAVEMENTE ALLA SALUTE”, mantenendo lo stesso dei assidui consumatori.

    L’apice del successo di una industria religiosa è, scrivere sfacciatamente: “NON SIAMO ISPIRATI”, (w17 febbraio p.26 par.12) mantenendo lo stesso dei convinti adepti. Allora capirai, ti tengono in pugno.

    • E’ assolutamente vero. A me è capitato purtroppo di venirmi a trovare al cospetto di cotanta ignoranza… perfino degli adolescenti che dovrebbero essere di mente più aperta, più idealisti e amanti della libertà e invece a sentire che il corpo direttivo non è ispirato si sono scandalizzati e mi hanno ammonito dal dirlo nuovamente perché i deboli possono inciampare 🙂

      • Felice,a volte sono proprio i ragazzini robottini della jw.org a essere più bigotti degli adulti…

      • L’unica differenza è che il giovane è pieno di illusioni, invece l’adulto in parte è consapevole di sguazzare nella melma.

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