Il giorno dell´infamia

04 goodbye

La nostra posizione in relazione alle scelte fatte dal Corpo Direttivo dei Testimoni di Geova é stata sempre molto pragmatica, e si può sintetizzare in questa frase: “se va bene a loro, va bene a tutti”. In ultima analisi, i Testimoni di Geova sono persone adulte, pienamente in grado di decidere le sorti della loro vita. Se a loro sta bene seguire gli ordini e le direttive del loro organo dirigente, anche se a volte bizzarre e contraddittorie, nessun altro dovrebbe dirgli e tanto meno imporgli di fare il contrario. Usare o meno sangue durante una operazione chirurgica, non partecipare alla vita politica del proprio paese, rifiutarsi di impugnare le armi anche in caso di guerra, e altre scelte simili, sono a nostro avviso scelte che qualsiasi adulto deve essere in grado di fare. Nessuno dovrebbe deriderlo o cercare di imporgli il contrario.

Noi pensiamo che questa posizione vada mantenuta anche in relazione al modo in cui i Testimoni di Geova allevano i loro figli. Ogni genitore ha sempre cercato di inculcare ai propri figli quello che “per lui” era il meglio. Non ci meravigliamo di trovare bambini ai pellegrinaggi a Lourdes, o nelle Moschee o nei templi buddisti. Allo stesso modo non dovremmo meravigliarci di trovare bambini figli di Testimoni di Geova alle loro adunanze o nella loro opera di porta in porta. Fa parte delle “tradizioni di famiglia” che ogni padre cerca di tramandare ai propri figli. È stato così dall´alba dei tempi e lo sarà ancora in futuro.

Ci dispiace doverlo dire, ma, senza annunci clamorosi, sotto questo aspetto qualcosa sta cambiando nei Testimoni di Geova. Fino a qualche tempo fa, per i Testimoni di Geova era impensabile far battezzare i bambini. I figli dei Testimoni di Geova potevano frequentare le adunanze con i loro genitori, accompagnarli ai loro grandi raduni e anche nella loro opera di porta in porta. Ma il battesimo dei bambini era chiaramente ed energicamente scoraggiato. Le cose ora stanno cambiando. Nei loro discorsi nelle conferenze di tutto il mondo, i leader religiosi dei Testimoni di Geova stanno esortando i genitori a far “battezzare” i loro figli anche se hanno solo dieci o undici anni. Tutta l´Organizzazione dei Testimoni di Geova, con una serie di video a cartoni animati, punta al battesimo dei bambini. Cosa significa?

Se chi legge questo articolo é un cattolico o un evangelico, a questo punto si sarà detto: e dove sta il problema? Da noi i bambini si battezzano anche più piccoli, e nessuno si scandalizza per questo. Sono tradizioni religiose, nulla di più.

Questo é vero praticamente in tutte le religioni, tranne che per i Testimoni di Geova. Nella religione dei Testimoni di Geova, il battesimo é molto più di un sacramento: é un patto di ubbidienza. Infatti, nella formula battesimale é inserita una frase in cui il candidato al battesimo proclama la sua ubbidienza non solo a Dio, che sarebbe ovvio, ma anche alla Organizzazione dei Testimoni di Geova. Da quel momento in poi, se il Testimone di Geova viola qualsiasi precetto, credenza o anche “ordine” della loro Organizzazione, può essere espulso e ostracizzato dalla sua Organizzazione. Cosa si intende con il termine “ostracizzato”?

Per ostracizzazione si intende che nessun Testimone di Geova lo accoglierà più in casa. Nessun Testimone di Geova gli rivolgerà più una parola o andrá a casa sua. Nessun Testimone di Geova avrà nessun legame sociale, neanche minimo, con lui.

Se a fare questo “patto” del battesimo sono degli adulti in grado di intendere e di volere, come abbiamo detto all´inizio di questo articolo, sono “fatti loro”. Se va bene a loro, va bene a tutti. Ma che dire se, come si sta cercando di fare da un pó di tempo a questa parte, a essere inclusi in questo “patto” del battesimo sono bambini di dieci o undici anni spinti dai cartoni animati del sito jw.org, dal desiderio di far contenti mamma e papà o dal voler apparire semplicemente “come i grandi”?

Nei Testimoni di Geova non esiste nessuna clausola “salva bambini” in relazione al battesimo. Questo vuol dire che, se a 12 anni il bambino Testimone battezzato a 10 anni dovesse pensare che l´idea che Gesù é il Re della terra da 1914 sia una solenne assurdità, verrebbe espulso. Non potrebbe più giocare con i suoi amichetti Testimoni di Geova. Non potrebbe visitare la nonna o il nonno, o gli zii, o i cugini, nessuno. Verrebbe escluso dalla vita sociale della sua famiglia, anche se ha 12 anni.

Oppure, se a 13 anni, il ragazzino che ormai ha imparato le cognizioni di base della matematica, dovesse capire che dal 33 E.V. al 1935 sono vissuti molti più cristiani dei 144000 profetizzati dai Testimoni di Geova, egli subirebbe la stessa sorte. Espulso e ostracizzato. Farebbe la stessa fine rinnegando o mettendo in discussione qualsiasi credo dei Testimoni di Geova: non solo presente, ma anche futuro. Si, perché se tra un anno i membri del Corpo Direttivo dei Testimoni di Geova dovessero decidere che il rosa é un colore omosessuale, anche se questa decisione é stata presa DOPO il suo battesimo, il Testimone di Geova battezzato a 10 anni verrebbe espulso se si ostinasse a vestire con i pantaloncini rosa.

Si può indurre un bambino a fare una scelta che lo condizionerà per il resto della sua vita? Con quale coraggio? Può un bambino di dieci anni decidere che da grande non farà ne il dottore ne l´astronauta, perché il Corpo Direttivo dei Testimoni di Geova vieta gli studi universitari? Può decidere a dieci anni che si innamorerà nella sua vita solo di una Testimone di Geova, visto che é questo che ci si aspetta da lui quando cresca?

E inoltre, si può obbligare una persona adulta a tener fede a un voto fatto quando aveva solo dieci anni? Può un uomo di 40, 50 o 60 anni essere espulso e ostracizzato solo perché a dieci anni non aveva ne la conoscenza ne le capacità di mettere in discussione gli insegnamenti dei Testimoni di Geova? E se da grande scoprisse che molte cose sono sbagliate, la sua libertà di espressione verrebbe annullata solo per un voto fatto quando mangiava ancora pane e nutella?

Cosa si può fare? Noi non siamo avvocati o giuristi, e non sappiamo se questo modo di agire scriteriato e senza nessuna base biblica e logica costituisca un qualche tipo di reato. In Italia e in Europa ci sono molti enti a tutela dei minori, e crediamo che siano già a conoscenza della cosa. Quello che ciascuno di noi può fare é NON ESSERE OMERTOSI. Si deve parlare, diffondere, rendere partecipi di questa situazione che può distruggere la serenità di molte vite innocenti.

Noi pensiamo che le Autorità Europee dovrebbero imporre alla Congregazione Cristiana dei Testimoni di Geova una clausola per cui, anche se un bambino si battezza alla età di dieci anni o simili, fino al compimento del ventunesimo anno di età, egli deve essere libero di annullare la sua decisione senza NESSUN TIPO DI RIPERCUSSIONE sulla sua persona. Non dovrebbe essere ne espulso o ostracizzato. Dovrebbe semplicemente essere lasciato libero di fare la sua vita. Se viceversa questa decisione é stata presa in etá adulta, é soltanto giusto rispettarla.

Incoraggiare i bambini di dieci o undici anni a firmare un patto per la vita é un gioco crudele che serve solo a fare aumentare i numeri nei totali dei Testimoni di Geova. Dio ha creato i bambini liberi. Rompiamo le catene che vogliono renderli prigionieri della meschinità dell´uomo.

Nota: gli autori di questo articolo autorizzano la copia e la diffusione senza nessun limite

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