Il sangue e il miele

Miele Oggi, leggiamo dalla Traduzione del Nuovo Mondo delle Sacre Scritture una storia toccante sul sangue e sul miele. Si trova in 1 Samuele, capitolo 14 versetto da 12 in poi.

Ci troviamo ai tempi del re Saul, circa 1.000 prima di Cristo. È in vigore la Legge Mosaica che prevede per alcuni peccati la pena di morte. Il re Saul é in guerra con i filistei, ed è in seria difficoltá. Sopraffatto dall´ansia fa questo giuramento avventato:

“eppure Saul pose il popolo sotto l’impegno di un giuramento, dicendo: “Maledetto l’uomo che mangia pane prima di sera e finché io non mi sia vendicato dei miei nemici!” E nessuno del popolo assaggiò pane” – Il re Saul impose ai suoi soldati il giuramento di non mangiare fino alla vittoria completa, impedendo di fatto ai suoi soldati di recuperare le forze con il cibo. Un modo di fare completamente assurdo. La storia continua.

“E tutti quelli del paese entrarono in un bosco, quando il miele era su tutta la superficie del campo.  Quando il popolo fu entrato nel bosco, ebbene, ecco, c’era il miele che colava, ma non c’era chi si portasse la mano alla bocca, perché il popolo aveva timore del giuramento.  In quanto a Gionatan, non stava ascoltando quando suo padre aveva posto il popolo sotto giuramento, perciò tese la punta del bastone che teneva in mano e la intinse nel favo di miele e ritirò la mano alla bocca, e gli occhi gli brillavano”. Il figlio di Saul, Gionatan, non aveva sentito il giuramento del padre. Giunto nel bosco si nutre quindi di miele selvatico per riprendere le energie.

“Il racconto continua dicendo: “A ciò uno del popolo rispose e disse: “Tuo padre ha solennemente posto il popolo sotto giuramento, dicendo: ‘Maledetto l’uomo che oggi mangia pane!’” (E il popolo cominciava a stancarsi).  Comunque, Gionatan disse: “Mio padre ha dato al paese l’ostracismo. Vedete, vi prego, come mi hanno brillato gli occhi perché ho assaggiato questo pochino di miele.  Quanto più se il popolo avesse mangiato oggi dalle spoglie dei loro nemici che hanno trovato! Poiché ora la strage dei filistei non è stata grande”. E quel giorno continuarono ad abbattere i filistei da Micmas ad Aialon, e il popolo era molto stanco.  E il popolo si lanciava avidamente sulle spoglie e prendeva pecore e bovini e vitelli e li scannava per terra, e il popolo si mise a mangiare insieme al sangue.  Lo riferirono dunque a Saul, dicendo: “Ecco, il popolo pecca contro Geova mangiando insieme al sangue”. A ciò egli disse: “Avete agito slealmente”. Il modo stupido di fare di Saul crea un doppio danno. Gionatan, che non aveva sentito il giuramento del padre, si trova ora sotto la condanna a morte. I soldati israeliti, affamati, non perdono tempo a far scolare il sangue dai corpi degli animali morti, e li cucinano con il loro sangue, contravvenendo a un divieto della Legge di Israele.

I soldati vengono puniti per aver mangiato la carne insieme al sangue? No. Non viene preso nei loro confronti nessun tipo di provvedimento. Molti biblisti hanno scritto sul perchè Saul non abbia messo a morte chi si era nutrito di sangue animale, andando contro la Legge. Ma a noi, di Saul, non interessa assolutamente nulla. Noi vogliamo sapere se Geova considerava un peccato questa azione o meno. Lo sapremo presto. Il racconto continua dicendo:

” Prima di tutto, rotolate verso di me una grossa pietra”.  Dopo ciò Saul disse: “Spargetevi fra il popolo, e dovete dire loro: ‘Conducetemi, ciascuno, il suo toro e, ciascuno, la sua pecora, e dovete scannare in questo luogo e mangiare, e non dovete peccare contro Geova mangiando insieme al sangue’”. Pertanto quella notte tutto il popolo condusse ciascuno il suo toro che era nella sua mano e lì lo scannò.  E Saul edificava un altare a Geova. Con esso egli cominciò l’edificazione di altari a Geova. Più tardi Saul disse: “Scendiamo dietro ai filistei di notte e prediamoli finché sorga la luce del mattino, e non lasciamone nemmeno uno”. A ciò essi dissero: “Fa qualunque cosa sia buona ai tuoi occhi”. Quindi il sacerdote disse: “Avviciniamoci qui al [vero] Dio”.  E Saul interrogava Dio: “Scenderò dietro ai filistei? Li darai in mano a Israele?” E quel giorno egli non gli rispose”. – Il re Saul prima prende disposizione per macellare debitamente la carne, e poi chiede al sacerdote di Dio l´aiuto di Geova per la battaglia. Geova non risponde. È adirato con il suo popolo, qualcuno ha peccato.

Secondo voi chi aveva commesso il peccato? Il padre e suo figlio? (il padre ha fatto un giuramento idiota, e poi suo figlio, non sentendolo, lo aveva infranto) O il popolo che si trovava in una situazione assolutamente imprevista, e quindi aveva mangiato il sangue insieme alla carne?

Saul, si fece una domanda simile: é colpa mia o colpa del popolo? Come fa a scoprirlo? Il racconto prosegue dicendo:

“Allora Saul disse: “Accostatevi qui, voi tutti, uomini principali del popolo, e accertate e vedete in che modo si è commesso oggi questo peccato.  Poiché come vive Geova, che è il Liberatore d’Israele, anche se è in Gionatan mio figlio, nondimeno positivamente morirà”. Ma da tutto il popolo non ci fu nessuno che gli rispondesse. Ed egli diceva a tutto Israele: “Voi stessi sarete da una parte, e io e Gionatan mio figlio saremo certamente dall’altra”. A ciò il popolo disse a Saul: “Fa ciò che è bene ai tuoi occhi”. E Saul diceva a Geova: “O Dio d’Israele, dà Tummim!” Quindi furono presi Gionatan e Saul, e il popolo stesso uscì.  Ora Saul disse: “Gettate la sorte per decidere fra me e Gionatan mio figlio”. E fu preso Gionatan.  Saul disse quindi a Gionatan: “Raccontami: Che hai fatto?” Gionatan dunque glielo raccontò e disse: “In effetti ho assaggiato un po’ di miele sulla punta del bastone che è nella mia mano. Eccomi! Che io muoia!”.

La veritá é davvero difficile da accettare. Saul dice di dare “Tummim” tra lui e suo figlio e il resto del popolo. Il Tummim era una sorte sacra tramite il quale Dio indicava il suo volere.  In questo caso Saul voleva sapere chi era il peccatore che impediva a Dio di parlare con il suo popolo. Era lui e suo figlio, o il resto del popolo?  Dio disse che, in questo caso, i veri peccatori non erano quelli del popolo che avevano mangiato sangue insieme alla carne, ma Saul che aveva fatto un giuramento assurdo , che aveva causato tutto questo. E per colpa sua, anche suo figlio Gionatan era caduto in una infrazione.

Mangiare miele può essere peggio di mangiare sangue? Per il Dio che, dopo aver decretato la distruzione di Ninive, visto il pentimento dei suoi abitanti, ci ripensò, si, la pensava proprio cosi. In quella circostanza mangiare il miele era peggio di mangiare il sangue, molto sangue.

Riflettiamo. La Legge di Israele prevedeva espressamente la morte per chi mangiava la carne con il suo sangue. Ma Dio non si fece problemi, visto le circostanze, a passarci sopra. Dio non é mai stato un fanatico. Ora, gli Israeliti per  nascita dovevano ubbidire alla Legge di Mose, ma date le circostanze, furono esentati dall´ubbidire alla Legge di mangiare sangue. Viceversa, il Corpo Direttivo dei Testimoni di Geova, che afferma che i cristiani non devono ubbidire alla Legge di Mose, ordina che un uomo, una donna, o un bambino, devono essere disposti a morire se, dopo tutte le cure possibili, non può essere guarito senza usare non sangue intero, ma semplici parti di sangue, come globuli rossi o piastrine. E nememno mangiandoli, ma usandoli come semplici medicine in via endovenosa.

Immaginate che si ripeta la scena descritta precedentemente. Tutti i testimoni di Geova che, arrivati al limite, hanno fatto uso di sangue da una parte, e i 7 membri del Corpo Direttivo dei Testimoni di Geova dall´altra. Immaginate che il sacerdote urla: “Geova, dai Tummim!”. Secondo voi, su quali delle due parti della schiera si abbatterebbe il fulmine di Geova? La storia di Saul insegna.

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