Il vero “padre” dei Testimoni di Geova

 

Citiamo integralmente brani di Wikipedia

William Miller (Pittsfield, 15 febbraio 1782Hampton, 20 dicembre 1849) è stato un teologo e filosofo statunitense, ed è stato la figura più importante di quel filone escatologico cristiano che nel periodo 1830-1840 caratterizzò il fervore religioso degli Stati Uniti d’America, e che sarà conosciuto con il nome di Avventismo. In particolare, l’insieme dei suoi insegnamenti assumerà il nome di Millerismo, ed i suoi seguaci sono conosciuti con il nome di milleriti.

Al giorno d’oggi, sono numerosi gli eredi spirituali di W. Miller, molti dei quali hanno poi sviluppato con il tempo teologie proprie che si differenziano profondamente l’una dall’altra. Tra i tanti eredi possiamo annoverare diverse grandi confessioni religiose, tra le quali sei in particolare spiccano per importanza: la Chiesa Cristiana Avventista del Settimo Giorno fondata nel 1863 e alle cui origini si trova il ministero profetico di Ellen G. White, gli Avventisti del Settimo Giorno del Movimento di Riforma (nati nel 1925), nel 1954 la Chiesa avventista del riposo sabatico, i Davidiani (nati nel 1955), la Chiesa Cristiana Avventista (nata in Salem, nel Massachusetts, dalla fusione dell’Unione della Vita e dell’ Avvento di George Storrs con l’Associazione Cristiana Avventista) e poi nel 1974 la House of Yahweh diYisrayl Hawkins. Mentre tra i movimenti che hanno trovato ispirazione nella predicazione di Miller, e dalla Chiesa Cristiana Avventista, ricordiamo gli Studenti biblici di Charles Taze Russell (il fondatore degli attuali Testimoni di Geova)

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Negli Stati Uniti, i primi decenni del XIX secolo sono caratterizzati da un clima di fermento religioso con pochi precedenti, e W. Miller può benissimo essere considerato un rappresentante dei suoi tempi. Gli storiografi attribuiscono un’importante rilevanza storica alle previsioni di W. Miller, con un conseguente considerevole impatto sulla cultura religiosa contemporanea americana (e non solo).

Già a partire dal 1818 W. Miller aveva maturato la convinzione che il “Secondo Avvento di Gesù” sarebbe avvenuto tra il 21 marzo 1843 e il 21 marzo 1844. Il fondamento della sua convinzione era incentrato sul capitolo 8, versetti 13 (domanda) e 14 (risposta) del Libro di Daniele: 8,13 “Allora intesi un Santo che parlava e un altro Santo disse a quel tale che parlava: <<Fino a quando durerà la visione: il sacrificio perpetuo rimosso, l’empietà devastatrice che vi è stata installata e il santuario e la milizia conculcati?>>.” 8,14 “Gli rispose: <<Ancora duemilatrecento sere e mattine! Allora sarà fatta giustizia al santuario!>>.”

Il punto di partenza del computo era rappresentato dal settimo anno del regno di Artaserse I di Persia, cioè il 457 a.C., e, adottando il principio del giorno-anno, ad ogni giorno profetico fu attribuito il valore di un Anno solare. Dopo l’insuccesso della previsione, la data viene spostata al 18 aprile 1844, adducendo come possibile causa d’errore l’ utilizzo del calendario ebraico non corretto (il Rabbinico in luogo dell’appropriato caraita). Ma anche questa previsione non si avverò. In un clima sempre più acceso, nell’agosto del 1844un sostenitore di W. Miller, Samuel S. Snow, al camp-meeting di Exter nel New Hampshire cogliendo di sorpresa lo stesso W. Miller presenta un messaggio noto come “Messaggio del settimo mese” e/o “messaggio del vero grido di mezzanotte”, che, basandosi sempre su Libro di Daniele 8,14 e sul calendario ebraico caraita, sostiene che Gesùsi sarebbe rivelato al mondo “il decimo giorno del settimo mese” dell’anno in corso, ossia tra i giorni 22 e 23 ottobre 1844. All’alba del 23 ottobre 1844 quando il sole si leva senza che alcunché di visibile sia accaduto, è chiaro a tutti che la previsione di Samuel S. Snow e W. Miller è errata. Quest’ultima esperienza è conosciuta con il nome di “Grande Delusione” (in inglese Great Disappointment). Lo studioso Richard Lehmann nel suo libro Les Adventistes de suptième jour (Editions Brèpols, 1987, pagg. 12-13), sostiene che W. Miller, senza saperlo, sviluppò a modo proprio le convinzioni già espresse da altri, quali il gesuita Manuel Lacunza, il giurista messicano presso il tribunale dell’Inquisizione Gutierry de Rozas, il pastore anglicano e poi battista R. Scott, ed il missionario britannico J. Wolff.

Nota della redazione

I “delusi” dalle profezie di Miller non rinunciarono a cercare di definire la “data” della seconda venuta di Cristo. Tra essi ci fu un certo Nelson Barbour, la cui teoria dei “Sette Tempi” affascinó un giovane dal nome Charles Taze Russell. A questa teoria il giovane Russell aggiunse gli insegnamenti di George Storrs, di cui rimase affascinato. Il resto é storia nota.

Quindi, contrariamente a quello che dice la Watchtower, il “gruppo di cristiani” che attendeva il ritorno di Cristo non era attivo nel 1914, ma da oltre 70 anni, sin dagli anni precedenti al 1844. Come restarono delusi gli uni, restarono delusi gli altri.

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