In origine accanto a Geova esisteva un Regina dei cieli?

È praticamente certo che nel concetto primitivo che gli ebrei avevano di El/Yahweh, fosse inclusa una moglie, Asherah, la “regina dei cieli”. L’esistenza di Asherah, la “regina dei cieli” a fianco di Yahweh, come consorte, è provata da diversi ritrovamenti archeologici. Tanto per fare un esempio, su una grande giara in terracotta ritrovata a Kuntillet Ajrud, nel deserto del Sinai settentrionale, e che risale all’VIII secolo a.C., viene riportata una scritta che dice: “Yahweh […] e la sua Asherah”. Questa frase secondo alcuni studiosi è riferita a due figure antropomorfe che compaiono sulla giara (compare anche una terza figura di cui però non si legge il nome). Va detto che altri studiosi non sono dello stesso parere, ma pensano che la scritta abbia un significato completamente diverso.

Non si può negare che il termine “Asherah” sia contenuto nella Torah e nel Tanakh, visto che entrambi vi fanno riferimento. Purtroppo, molti traduttori si sono presi la libertà di “interpretare” il testo, annacquando di fatto il suo significato su questo punto. Ad esempio, il testo di Deuteronomio 16:21 viene reso normalmente da quasi tutte le traduzioni così: “Non pianterai alcun palo sacro, di qualunque specie di legno, accanto all’altare del Signore tuo Dio, che tu hai costruito”. Invece il testo originale in ebraico dice: “Non pianterai alcuna Asherah, di qualunque specie di legno, accanto all’altare di Yahweh che tu hai costruito”. La versione originale è molto più eloquente di quella “interpretata”. Se c’era il divieto di piantare una Asherah vicino all’altare di Yahweh, vuole dire che, almeno in alcuni casi, questo sia avvenuto in passato, altrimenti il divieto non avrebbe senso. Questo vorrebbe dire che, almeno alcuni israeliti, se non addirittura molti, avevano l’abitudine di affiancare Asherah a Yahweh, affiancando i rispettivi altari, esattamente come si farebbe con un marito e la sua consorte.

Quindi nella Torah il termine Asherah ha un doppio significato. Indica sia un “palo sacro”, talmente legato all’adorazione di Asherah da averne assunto il nome, un po’ come quando oggi dicendo “crocifisso” (un palo di legno) il 99,99% della gente pensa direttamente a Iésous. In aggiunta Asherah è anche il nome proprio della divinità, la regina dei cieli, o femminino sacro. E con questo secondo significato è presente in diversi punti della Torah e del Tanakh. In Geremia 7:17, e Geremia 44:17-19, ad esempio, le donne israelite parlano con grande devozione della “Regina dei cieli”, e sono convinte che il periodo negativo che la nazione di Israele stava attraversando era dovuto alla loro infedeltà alla “Regina dei cieli”.

PS: Nella foto, l’antico documento a cui si fa riferimento

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