Io e il mio dottore

Dottore: Dimmi Andrea, come è andata negli ultimi mesi.

Andrea: Male dottore, molto male.

Dottore: Non ci sei riuscito ancora?

Andrea: No, dottore.

Dottore: Nemmeno usando il farmaco che ti avevo prescritto?

Andrea: No dottore.

Dottore: Non disperare, ci riuscirai. È solo questione di tempo

Andrea: Lo spero dottore.

Dottore: Vedi Andrea, la fede tocca corde del nostro animo che non rispondono soltanto alla ragione. Se tu scoprissi che il tuo cellulare ha una batteria che può esplodere da un momento all’altro cosa faresti?

Andrea: Lo darei subito indietro.

Dottore: E se il tuo rivenditore di automobili ti avesse rifilato una macchina guasta?

Andrea: Vorrei un altro modello, o i soldi indietro, o lo denuncerei.

Dottore: Vedi, questi sono comportamenti che rispondono alla logica. Sono del tutto razionali. Ma quando hai capito che ti avevano rifilato un fede falsa, un religione basata sul nulla, con chi te la sei presa?

Andrea: Inizialmente me la sono presa con chi me lo ha spiegato.

Dottore: Fino a che punto.

Andrea: Lo ho odiato con tutte le mie forze. Avrei voluto vederlo morto.

Dottore: E ora con chi ce l’hai?

Andrea: Con me stesso…

Dottore: Perché?

Andrea: Perché non riesco a decidermi, non riesco a decidermi. Dovrei abbandonare, ma non ce la faccio. Proprio non ce la faccio.

Dottore: Da un punto di vista razionale, sei come quella persona che ha comprato un cellulare con la batteria che può esplodere. Un tecnico ti ha avvisato, ma te la sei presa con lui. Poi hai constatato che è vero, ma non vuoi disfarti del tuo telefono. A costo di fartelo esplodere mentre telefoni. Ti faccio questo paragone non per farti sentire in colpa, ma per renderti evidente che non c’è nulla di razionale quando si ha a che fare con la religione. Sentimenti di appartenenza, paure inconfessabili, voglia di dominare il prossimo e superstizione prendono il posto dei nostri pensieri razionali, e ci bloccano. Non sei il primo, non sarai l’ultimo.

Andrea: E questo cosa vuol dire?

Dottore: Che finchè non sarai in grado di agire in maniera razionale, sarai un malato Andrea. Un malato mentale. Gli stadi di alterazione mentale si esprimono in molti modi, alcuni in maniera più appariscente, altri in maniera meno appariscente. Non bisogna andare in giro con la bava alla bocca e gli occhi spiritati per avere un disordine mentale. Dopo tutti questi anni in cui altri hanno deciso al posto tuo chi devi essere, cosa devi pensare, chi sono le persone di cui ti devi circondare, tu non sei più in grado di decidere la tua vita. Ti ripeto, mi dispiace, ma questa è una malattia. E da questa malattia ti devi curare Andrea.

Andrea: Ma non ce la faccio, non ce la faccio…

Dottore: Andrea, tu stesso, nelle sedute passate, mi hai detto che non credi più a nulla di quello che ti è stato insegnato nella tua precedente religione. Giusto?

Andrea: Si.

Dottore: Comprendi allora che non è la tua fede la motivazione di questa tua scelta. La fede non c´entra.

Andrea: È così.

Dottore: Allora, cosa ti lega, cosa ti trattiene. Riesci a dirlo?

Andrea: La paura

Dottore: Hai paura di vivere, hai paura di decidere, hai paura di vivere una vita normale senza “happy end”, senza salvagente. Una vita che al momento non ha altro scopo che quello di “essere vissuta”.

Andrea: È cosi

Dottore: La paura di vivere è una malattia Andrea, una malattia che può diventare molto seria. E ci sono molte droghe che si utilizzano per non aver paura di vivere. Alcune sono chimiche, altre sono mentali.

Andrea: Mi sta dicendo che la mia religione è la mia droga?

Dottore: Si Andrea, la stai utilizzando così. È una droga per nascondere le tue paure. Ma il mondo non cambierà solo perché tu ti rifiuti di guardarlo…

Andrea: E che fine farò se non riesco a decidermi.

Dottore: La fine di tutti i drogati Andrea. Vedrai la tua vita scorrerti davanti come uno spettatore, come un osservatore. Ma non potrai mai viverla. Altri penseranno per te, decideranno per te, ameranno per te. Che la droga sia chimica o mentale, questo non cambia nulla.

Andrea: Ma come posso dirlo ai miei?

Dottore: Non pensare ai tuoi, sapranno cavarsela benissimo da soli. Devi dirlo a te stesso. Gli altri, specialmente chi ti è vicino, quando lo dirai a te stesso, ti sentiranno… Non è detto che accetteranno, ma di sicuro ti sentiranno.

Andrea: Non riesco ad accettare che sia andata così.

Dottore: Il tuo stato mentale ora è simile a chi ha avuto un lutto, chi ha subito una perdita, chi ha avuto un tracollo. È inaccettabile. E continuerà ad essere inaccettabile finche non avrai la forza di guardare attorno a te, e vedere che la gente, il mondo, la vita, sta continuando anche senza di te. Che non sei tu il centro del mondo, e nemmeno la tua religione. Nessuno è il centro del mondo Andrea. Possiamo solo decidere di essere attori nel nostro film, o semplici comparse. Scegli la parte buona per te stesso Andrea. Alla mia età posso dirti che la vita, sai, è molto più breve di quello che ci raccontano…

Andrea: Ma Dio deve esistere!

Dottore: Essere Dio non è un tuo problema Andrea. Al massimo è un Suo problema. Se c´è, ti verrà a cercare. Altrimenti non sarebbe Dio. Stammi bene, mio giovane amico.

10 Commenti

  1. Jesus ha dato solo 2 comandi”‘Amare Dio e Amare il prossimo”. I capi religiosi sono andati oltre cio,hanno aggiunto regole e comandi e le hanno imposte dolcemente a degli uomini e delle donne e dei bambini e dei ragazzi che in effetti dovevano essere solo liberi di pensare e decidere come Voleva il nostro Onnissapiente Creatore.
    Qui e il punto: Vogliamo essere liberi di Amare? O vogliamo farci vincolare da regole umane inutili?

  2. Purtroppo questo condizionamento é come una droga, quindi trovo il paragone molto pertinente. Mi é capitato di parlare con una persona, le ho detto come stanno realmente le cose, come le Scritture siano state mal interpretate e che nessuna religione si salva, sapete cosa mi ha detto? “Ma allora dove ce ne andremo? Senza un’organizzazione sarebbe totale anarchia”. Quindi come un drogato ha necessità di avere con sé la droga ed é terrorizzato all’idea che possa rimanerne senza, cosí il testimone di Geova é terrorizzato all’idea di rimanere senza l’organizzazione, senza qualcuno che pensi per lui, studi per lui e che soprattutto decida per lui. È davvero una brutta situazione perché ci sono persone che hanno dedicato letteralmente la vita a Geova, dalla mattina alla sera é un continuo servizio-studio riviste-adunanza, senza neanche potersi dedicare ad un hobby, senza avere un benché minimo interesse in qualcosa che esuli dalla “vita da cristiano”, ed ecco che la paura é tanta perché oltre questo non c’è più niente, non esiste vita per loro. Toglili la “droga” e non sapranno cosa fare della loro esistenza. È brutto constatare questo, ma purtroppo per molti funziona così…

  3. In fin dei conti cii che ci salva e’ la legge della coscienza esistente in tutti gli esseri umani. O che segui un credo o non lo segui dovrebbe essere semore funzionante.
    Cio che voglio dire e che i comportamenti in voga oggi come egoismo avidita’ tradimento e quant’altro le ho vissute con persone molto religiose le quali leggevano di continuo la Bibbia. Percio non e il credo che ti protegge al 100%, anzi e la nostra forza di volonta a circondarci da persone che possono darci un es. Positivo nella vita e possano ricordarci quanto sia meraviglioso fare il bene ogni giorno senza aspettarsi nulla in cambio.

  4. Concordo con quanto detto da Ester Queen. Anche a me una persona, pur riconoscendo tutta la verità distorta che le è stata insegnata, ha ammesso che non le è facile prendere la decisione di uscire, almeno non subito. Molti cercano di uscirne un pò alla volta, proprio come un tossicodipendente cerca di uscirne gradualmente. Riconosco che ciò non sia affatto facile: occorre una buona dose di forza di volontà, amore per la verità, ma specialmente un leale e devoto attaccamento al nostro Padre celeste…se non proviamo un forte sentimento di amore per Lui, mancherà la vera motivazione, difficilmente si troverà la forza per dire basta e cominciare da capo.

  5. Concordo pienamente con quanto scritto in questo post. Quando mi affacciai in una religione, non avrei mai pensato che avrebbe cercato di controllare tutta la mia vita. Ma è proprio ciò che ha fatto e ha cercato di farlo sempre più pesantemente. Ma io desideravo vivere la mia vita seppur quietamente e modestamente. Ho cercato di liberarmi ma il condizionamento mentale era così forte da non rendermi conto che tutta la mia vita era in mano di una religione. Poi ne sono uscito e mi sono pian piano reso conto di quanto fosse psicologicamente pesante e asfissiante. Poi mi sono reso conto che tutte le religioni creano legami mentali, anche se forse in modi diversi.
    Spero di ripulirmi presto e completamente da questa tossicopsicodipendenza.

  6. Cmq da ex tossicopsicodipendente della religione, nella mia esperienza personale ho constatato che dare un taglio netto mi ha aiutato a mettere le cose in chiaro con i (miei ex) pusher/carcerieri. Almeno diventa un pò più difficile tirarmi di nuovo dentro.
    A chi sta lottando per la propria libertà e per riprendere in mano la propria vita, per pensare in prima persona, per amare in prima persona, per decidere in prima persona, per vivere in prima persona, dico che ce la può fare. È una lotta, non sarà facile ma vale senz’altro la pena sostenere gli sforzi di questa lotta per poter poi ottenere l’eccellente risultato di riappropriarsi della propria mente e della propria vita.
    Buona guarigione a tutti.

  7. Concordo anche io con quanto detto è una dura lotta disintossicarsi da la religione soprattutto quando certi modi di pensare e di agire ti vengono instillati sin dall’infanzia. Ma quando incominci ad assaporare la libertà non riesci più a tornare in una prigione

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