La dottrina dei dodici apostoli

dodici apostoli  Cosa è la “Dottrina dei dodici apostoli”, comunemente chiamata “Didachè”? Questo libro è un testo cristiano di autore sconosciuto, scritto tra il 50 E.V. e il 120 E.V. Quindi questo testo sarebbe contemporaneo ad alcuni vangeli e alcune lettere ispirate di Paolo, Pietro e Giovanni.  Cosa estremamente rara, tutti i critici di tutto il mondo sono concordi nel definire “La dottrina dei dodici Apostoli” un libro autentico del tempo degli apostoli. Quindi è escluso che sia un falso. Ovviamente il fatto che non sia un falso non vuol dire che sia necessariamente ispirato. Anche il libro degli Ebrei è considerato un libro autentico e di grande pregio, ma nonostante questo molte Ekklesie del primo secolo non lo accettavano come ispirato.

La “Dottrina dei dodici apostoli” è un testo che riveste un enorme interesse per chiunque desidera essere cristiano. Ci aiuta ad avere un quadro più completo di come i primi cristiani, quelli contemporanei agli apostoli, avevano compreso certi insegnamenti. Ad esempio, con quale frequenza ricordavano il Pasto Serale del Signore? Chi vi prendeva parte? Come effettuavano il battesimo? Quali regole morali adottavano?

La “Dottrina dei dodici apostoli” è divisa in tre sezioni principali: una che riguarda dottrine cristiane, una riguardante  il battesimo e il Pasto Serale del Signore, e infine l’organizzazione della ekklessia. Questo libro venne persino considerato come parte delle Sacre Scritture da alcuni eminenti studiosi dei primi secoli, chiamati dai critici con il nome di  “Padri della Chiesa”. Va detto che la maggioranza di questi studiosi lo considerò non ispirato. Nonostante questo, la Chiesa ortodossa etiope lo considera un libro ispirato. Viceversa la Chiesa cattolica la inserisce nella letteratura subapostolica.

Nel sito Zion´s Club si stanno ponendo “La Domanda”. Perchè questo testo che tutti riconoscono come contemporaneo del periodo degli Apostoli, e che era conosciuto dai cristiani del primo, secondo e terzo secolo, col tempo scomparve e venne dimenticato? Non abbiamo ancora risposte certe, ma ci stanno lavorando con serietá e senza pregiudizi. Per ora lo consideriamo solo un libro interessante dal punto di vista storico. Se sará qualcosa di più, lo diremo.

Nel frattempo si sta facendo una traduzione moderna di questo testo. Vi proponiamo i primi due capitoli. Già che ci siamo, se volete avere qualche indizio sul perchè le “chiese ufficiali” abbiamo rapidamente messo da parte questo testo, datevi una occhiata su cosa dice il capitolo 2 versetto 2. Si capisce subito perchè le religioni cristiane sono particolarmente “allergiche” a questo libro, e si guardano bene dal citarlo anche solo per sbaglio (Compresa anche la Watchtower, ovviamente). Vi proponiamo quindi i primi 2 capitoli.

L´insegnamento del Signore ai popoli delle Nazioni tramite i suoi dodici apostoli

CAPITOLO 1

1. Ci sono due strade, una della vita e una della morte, e c´è una grande differenza tra le due strade. 2. Ora questa è la strada della vita:

Primo “amerai Dio che ti ha fatto esistere”.

In secondo luogo “amerai il tuo prossimo come te stesso”. Inoltre “Tutto quello che non vorresti che ti accada, anche tu non farlo ad altri”.

3. L´insegnamento di queste parole é questo: “Benedite quelli che vi maledicono” e “pregate per i vostri nemici” e “digiunate per quelli che vi perseguitano”. Infatti “cosa fate di eccezionale se amate solo i vostri amici? Le persone che non conoscono Dio non fanno altrettanto?” Voi invece “amate anche quelli che vi odiano” e non avrete nemici.

4. Non farti dominare dai tuoi istinti. Piuttosto “Se uno [per provocarti] ti dà uno schiaffo sulla guancia, tu porgigli anche l’altra e sarai perfetto”. E “se uno [che ha autoritá] ti costringe a seguirlo per un chilometro, tu prosegui con lui per due chilometri”. E “se uno porta via il tuo mantello, tu dagli anche la camicia”. Se “uno ti prende ciò che è tuo, non ridomandarlo”, perché non hai il potere di farlo.

5. Dai a chi ti chiede qualcosa, e non chiedere che te lo renda indietro, perché il Padre vuole che tutti siano partecipi dei suoi doni. Benedetto colui che dà secondo il comandamento, perché è un innocente. Guai su colui che riceve! Perché, se da una parte, uno riceve perché ne ha davvero bisogno, sarà considerato innocente. Ma se ha chiesto e non ne aveva bisogno dovrà rendere conto del motivo e dello scopo per cui ha ricevuto [un dono]. Trattenuto in prigione, dovrà rispondere delle proprie azioni e non sarà liberato da quel posto fino a quando non avrà restituito fino all’ultimo centesimo.

6. E a questo riguardo è pure stato detto: “Si bagni di sudore il dono nelle tue mani, affinché tu sappia a chi lo devi dare”.

CAPITOLO 2

1. Il secondo comando dell´insegnamento:

2. Non ucciderai, non commetterai adulterio, non commetterai atti di pedofilia, non avrai a che fare con la prostituzione, non ruberai, non praticherai la magia, non farai uso di droghe, non ucciderai un bambino nella corruzione [forse aborto] né lo ucciderai appena nato. Non desidererai le cose del tuo prossimo.

3. Non giurerai il falso, e non darai falsa testimonianza, non dirai cose malvagie, e non devi portare rancore.

4. Non devi essere ambiguo nel pensare, e non devi essere ambiguo nel parlare, perché la persona ambigua é un serpente velenoso che produce la morte.

5. La tue parole non saranno né false né senza senso, ma saranno accompagnate dalle tue opere.

6. Non sarai avaro, né insaziabile, né ipocrita, né maligno, né superbo; non farai piani malvagi contro il tuo prossimo.

7. Non odierai alcun uomo. Ma alcuni li riprenderai; per altri, invece, pregherai. Altri li amerai più della tua stessa vita.

 

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