La lettera di appello – Parte 2

 

Nel post precedente (che potete leggere qui) abbiamo visto come il Signor Davide Gamba sia stato espulso dai Testimoni di Geova semplicemente perché non condivideva la politiche della Watchtower in relazione alla gestione degli abusi sui minori.

Oggi vedremo un altro aspetto del “comitato interno” dei Testimoni di Geova, il cosiddetto Comitato Giudiziario.  Spesso nelle riviste Torre di Guardia mettono in bocca ai Testimoni che sono stati chiamati davanti ad un Comitato Giudiziario frasi precotte come “è un provvedimento amorevole”, “è stato qualcosa per il mio bene”. Secondo questi articoli edulcorati l’estremo amore e la scrupolosità con cui gli anziani nominati affrontano la responsabilità di essere usati per condurre un Comitato Giudiziario è sempre palesemente evidente.

Triste a dirsi, le esperienze di molti fuoriusciti (e anche non fuoriusciti) dimostrano come ci sia ben poco di amorevole in questi comitati. Oltre ad essere anticostituzionali, medievali e antiscritturali, sono maggiormente usati  o per estirpare dalla congregazione le persone che non si sottomettono alle direttive del Corpo Direttivo o persone che risultano scomode.

Ecco la seconda parte della lettera: Buona Lettura!

“Successivamente alla mia richiesta di appello, il Sorvegliante si è preso del tempo per scegliere un nuovo gruppo di anziani e formare il comitato di appello. Dopo il comitato di appello, alla presenza di sei nominati, rispondo loro che scriverò direttamente alla Betel di Roma.”

Di seguito riporto la seconda lettera contro il  Comitato di Appello, spedita alla Betel di Roma:   

“Cari Fratelli ad oggi ho subito “due comitati”, quello originale in data 10 Settembre 2016 e quello di appello in  data 1 Ottobre 2016 ed in entrambi i casi ci sono stati gravi sbagli procedurali e di analisi che non hanno nel modo più assoluto permesso di capire se 1) si poteva convocare un comitato giudiziario e 2) se effettivamente era stato commesso da parte mia il peccato in questione. L’accusa è di presunta Apostasia. Tengo a precisare che dopo lo Scandalo della pedofilia che ha coinvolto la Betel Australiana e la visione dell’audizione di Geoffrei Jackson membro del Corpo Direttivo non me la sono più sentita di frequentare le adunanze e tantomeno predicare in maniera formale ciò nonostante amo il nostro Creatore e vivo secondo le sue norme morali. Sinceramente scrivo direttamente alla Filiale Centrale solo perché sono convinto che il comportamento avuto dagli anziani durante i comitati sia stato deplorevole, pressappochista, calunnioso e contro le procedure da voi stessi proposte.

Di seguito una breve cronistoria degli errori verificatosi durante il comitato originale:

  • Non è stata fatta la preghiera iniziale per chiedere lo spirito di Geova. Giudicate voi se la cosa può essere di poca importanza o meno. Io ritengo che sia doveroso visto il gravoso incarico che sono chiamati a gestire i membri del comitato
  • Non mi sono state lette le testimonianze scritte
  • Non mi hanno fatto parlare con gli accusatori
  • Ho prove che ad una sorella non è stato detto che la sua testimonianza sarebbe stata usata per il mio comitato giudiziario. Lei ha affermato di non avermi mai considerato un apostata per le dichiarazioni che avevo fatto in passato
  • I membri del comitato hanno detto delle falsità inducendomi a credere che fossi nel torto
  • Hanno carpito una “confessione” che di fatto confessione non era! Quello che ho detto riguardava uno spettro più ampio che non è stato contestualizzato alla serie di eventi e relative mal interpretazioni che ho sottolineato, ma hanno preso singole parole considerandole alla stregua di una confessione. Se si ascolta la registrazione audio in mio possesso è evidente che la mia non era una confessione legata all’accusa di Apostasia ma era qualcosa che alludeva al fatto che le affermazioni che facevo erano del tutto lecite ma che probabilmente con la mia esposizione posso aver turbato qualche fratello. Dal modo di parlare si evince la convinzione della mia posizione che respinge con forza l’accusa e la procedura utilizzata. La presunta confessione riguardava delle affermazioni all’interno di una frase che comprendeva tanti “se” e tanti “ma” e che sono stati completamente ignorati prendendo solo parte delle frasi che gli interessavano
  • Quello che ho detto si basava in primis, sul principio della libertà di espressione in risposta a domande che mi sono state rivolte per lo più a casa mia da fratelli che volevano (a volte con insistenza) sapere il motivo per il quale non frequentavo più le adunanze. Il mio abbandono delle attività teocratiche era di per se una chiaro segnale verso tutti del fatto che non avevo intenzione di continuare a frequentare. Se la mia intenzione fosse stata quella di divulgare deliberatamente informazioni considerate apostate avrei agito in maniera diversa, avrei potuto benissimo infangare lo spirito della congregazione standomene all’interno o adoperandomi in maniera attiva chiamando i fratelli, invece ho preferito smettere di frequentare e non interagire con nessuno nelle attività teocratiche. In secundis, le risposte alle domande che mi sono state fatte sono legittimate e sostenute dalle Sacre Scritture, dalle riviste “Torre di Guardia” e/o “Svegliatevi” e da fatti cronaca legati allo Scandalo Australiano della Pedofilia sull’omissione di reato alle autorità competenti da parte della Filiale Australiana
  • Gli anziani del Comitato hanno spudoratamente mentito quando mi hanno fatto credere che aderendo all’Associazione Italiana dei Testimoni di Geova avevo di buon grado letto e accettato lo Statuto interno (che non viene fatto leggere a nessuno). Mi hanno mentito quando mi hanno fatto credere che avevo di buon grado letto e accettato le normative procedurali dei Comitati scritte nel Ks, nel Libro Organizzati e nella Torre di Guardia (affermazione mendace visto che le procedure dei comitati sono scritte solo nel Ks in dotazione ai soli anziani nominati e non ai proclamatori). Affermare che ero a conoscenza del fatto che non si poteva registrare un comitato e/o avere un testimone perché è scritto nelle pubblicazioni a me accessibili è un’affermazione falsa e scorretta, che testimonia come anziani nominati mentono con molta naturalezza (sapendo di mentire) nel tentativo di zittire un fratello con presupposti palesemente falsi
  • Invece della registrazione mi è stato suggerito che potevo prendere appunti in forma scritta o scrivere ogni singola affermazione, fatta parola per parola, ma quando ho chiesto loro se poi sottoscrivevano quanto riportato con le loro firme mi è stato negato il consenso
  • Invece della registrazione ho chiesto di poter parlare singolarmente con ogni componente del comitato e mi è stato negato il permesso quando di fatto in particolari situazioni viene concessa questa possibilità
  • Il comitato è durato 1 ore e 6 minuti (c’era già stato un primo incontro la settimana precedente durato 22 minuti dove non si è parlato di niente per il fatto che mi ero presentato con un testimone e volevo registrare). Il 10 settembre per le stesse motivazioni siamo rimasti nel generico per la maggior parte del tempo (senza addentrarsi sulle accuse relative alla presunta Apostasia) perché erano preoccupati che io stessi registrando. Quando poi hanno erroneamente intuito che non stavo registrando hanno risolto la cosa in poco più di 20 minuti facendo pressioni perché confessassi
  • Le mie registrazioni attestano in maniera chiara ed inequivocabile che in più occasioni in forma diretta e/o anche telefonicamente (successive all’incontro) alle mie richieste di spiegazione su come possano aver deciso per la mia disassociazione visto che il comitato non c’era stato, hanno cambiato le motivazioni: Prima per apostasia, poi per aver creato disturbi e divisioni all’interno della congregazione, poi per ribellione per il fatto che non gli ho messi nella condizione di poter fare il comitato e in ultima di nuovo per apostasia
  • Dalle mie registrazioni è chiaro che si sono resi conto di aver commesso degli errori e hanno tentato di “aggiustare il tiro
  • Non mi è stato dimostrato con le scritture che le mie affermazioni erano sbagliate
  • Dopo il primo incontro (quello di 22 minuti), come riportato nella prima lettera di appello dove sottolineo che secondo me il comitato non c’era stato e  avevano detto delle falsità, mi hanno chiamato per dirmi che non mi consideravano un “malvagio” e che se fossi tornato a parlarne di nuovo sarebbe stata l’occasione per “combinarci”.  Non so bene cosa intendessero, però mi è sembrato allusivo, ambiguo e di stampo mafioso
  • Successivamente alla mia richiesta di appello mi è stato suggerito di scrivere la lettera senza evidenziare le motivazioni (nonostante il libro organizzati dica l’esatto contrario). Perché?

Di seguito una cronistoria degli errori verificatosi durante il comitato di appello:

  • Non è interessato a nessuno sapere che nel comitato originale (utilizzo questo termine per praticità) ci sono state delle irregolarità, che sono state dette delle falsità e che sono stato ingiustamente accusato. Nessuno mi ha chiesto delucidazioni in merito alla lettere di “appello” che avevo scritto
  • Non mi è stata fatta leggere nessuna relazione fatta dal comitato originale. Questo non è un errore ma credo che ogni persona che tenti di difendersi debba avere un quadro completo degli elementi che sono stati trasmessi al comitato di appello. Il comitato originale ha avuto modo di leggere e analizzare le mie dichiarazioni in riferimento a quanto successo e all’idea che mi sono fatto del loro comportamento, io invece non ho avuto modo di leggere e analizzare quanto riportato da loro verso il comitato di appello
  • Dico questo anche perché in una piccola pausa (mentre aspettavamo i testimoni accusatori) un membro del comitato originale si è preso la libertà di mettermi in cattiva luce verso il presidente del comitato di appello. Ha dichiarato (sottolineandolo più volte) che io in diverse occasioni sono andato a trovare da solo una donna interessata (mentre il marito era a lavoro). Tralascio che non capisco cosa centri questo fatto con l’accusa di apostasia. Tralascio con quale autorità si prenda la libertà di affermare certe cose. Tralascio che avrebbe anche dovuto dire che la maggior parte delle volte ero accompagnato da mia figlia che era molto amica della loro figlia e che perciò risultava essere l’unico e primario motivo per cui passavo per casa sua. Tralascio che in 5 anni sarà successo solo 5/6 volte che sono andato a casa sua da solo altrimenti ero sempre accompagnato da mia figlia Matilda. Tralascio che non ero un estraneo perché spesso gli facevo lo studio in sostituzione dei loro conduttori e che c’era un rapporto di amicizia tale che per un lungo periodo hanno avuto la fiducia di affidarmi la loro figlia per due tre volte la settimana perché entrambi erano impegnati con il lavoro. Tralascio che nessuno dei due coniugi mi ha mai detto che questa cosa non era gradita altrimenti non mi sarei preso la libertà di farlo. Quello che non tralascio è come un pastore di congregazione in maniera così meschina usi questo fatto alle mie spalle per indurre il comitato di appello a pensare ad eventuali mie mire sessuali infangando il mio buon nome e offendendo la mia integrità di cristiano. Lo trovo calunnioso ed offensivo screditare la mia persona in questo modo! (I giorni successivi al comitato di appello ho chiamato l’anziano in questione per avere delucidazioni in merito alla sua affermazione e non ha voluto rispondere: mi ha chiesto più volte, come se cadesse dalle nuvole, in quale occasione avesse fatto quelle affermazioni ma che in ogni caso non mi avrebbe dato una risposta al telefono per paura che stessi registrando la conversazione: inutile dire la sensazione di disgusto che ho provato appurando che l’onestà non era certo di casa in quel momento. Mi limito a dire che ho le prove della sua calunnia ed è inutile cosa dirà in futuro per difendersi, ciò che è certo è che non ho più piacere di interagire con questo “Pastore” meschino e fraudolento. Si deve vergognare per quello che ha tentato di fare! E visto che ha deciso per la mia disassociazione, allora che mi tratti da disassociato e che non mi rivolga mai più la parola). E’ spiacevole anche sentire che il presidente del comitato di appello, prima non si scandalizzi della calunnia appena fatta nei miei confronti, e risponda che tanto non cambia niente (agli effetti dell’accusa), e che i testimoni dovevano solamente confermare quanto scritto e andar via perché non serviva niente a star li a discutere. Come se tanto tutto fosse già deciso!
  • Soffermandomi sui fatti appena raccontati sinceramente ho il sospetto che non ci sia stata parzialità nel modo in cui io sono stato presentato al comitato di appello nei giorni precedenti al nostro incontro. Se si è disposti a calunniare con tanta facilità, cos’altro si è disposti a fare a porte chiuse?
  • Avevo anticipato (sempre nella lettera) che erano state dette delle bugie dai componenti del comitato originale, due in particolare, ma nessuno del comitato di appello ha voluto sapere quali falsità erano state dette!
  • Di fatto hanno confermato che il comitato originale era stato del tutto regolare anche se a mio avviso, primo, era da considerarsi nullo perché mai iniziato e secondo, tantomeno c’erano i presupposti per poterlo fare
  • Durante il comitato di Appello ho portato all’attenzione che avevo le prove (una registrazione audio) che dimostrava come una procedura descritta nel Ks (che dice che l’accusato deve essere avvisato per due volte prima di essere convocato per un comitato) non era stata seguita e che di fatto mi scagionava dal dover essere convocato al primo comitato. Tale prova non è stata ne richiesta ne ascoltata.
  • Hanno preferito la sola testimonianza di due Anziani alla mia registrazione audio. Tragico ma vero! Non aggiungo ulteriori commenti su questo punto, ma sono molto perplesso sulle motivazioni che hanno indotto il comitato di appello a fare questa scelta
  • I testimoni che si sono presentati erano un Servitore di Ministero di un’altra congregazione e una Coppia di interessati della mia stessa congregazione. Hanno detto di averne a disposizione altri due, entrambi della mia sala. Il primo che avrebbe testimoniato su un colloquio avvenuto a casa mia nell’ottobre del 2015 e l’altra sorella che non sapeva niente del comitato. Lo scrivo solo per dare un quadro del contesto
  • Il primo Testimone ha dichiarato di aver parlato con me “l’anno scorso” (perciò molto prima della prima ammonizione fatta dagli anziani sul non parlare) e successivamente su sua insistenza (nel mese di luglio). Quello che ha detto è vero in parte! La prima chiacchierata risale al dicembre 2015, con una seconda discussione su sua insistenza in marzo e nel mese di luglio abbiamo solamente litigato perché gli ho contestato l’atteggiamento che ha avuto nei confronti di mia figlia. Ho registrazione di tutte le telefonate e messaggi intercorsi tra noi due e risalgono alla fine di dicembre, marzo e luglio. Aggiungo una cosa sul rapporto che ho con questo testimone. E’ un mio caro amico, è un nominato e ha molto insistito perché gli spiegassi quali erano i miei dubbi. Non era forse la persona giusta sfogarmi, con cui parlare e dissipare i miei dubbi? Decidete voi!
  • Il secondo Testimone ha dichiarato che su una sua battuta gli avrei risposto che gli ultimi intendimenti dello Schiavo non erano in armonia con le scritture (non ha dichiarato nulla oltre a ciò che ho appena scritto). La moglie invece ha dichiarato che le avrei detto che nell’ultimo anno ho studiato la bibbia come non l’avevo mai studiata prima e che ero più consapevole rispetto al passato di alcune scritture e siccome alcune cose non mi tornavano finché gli anziani non mi avessero dato delle risposte rimanevo nella mia posizione (non ha dichiarato nulla oltre a ciò che ho appena scritto). Posso dire che la battuta del marito era l’ennesima fatta da lui in quel periodo e se mi si accusa di aver risposto cose che non dovevo, vorrei che si accusasse lui per aver continuato a chiedere cose che non doveva. Sapeva già qual’era la mia posizione in proposito. Perché continuare a chiedere? In ogni caso con lui ho parlato solo dell’intendimento relativo a quando si è formato lo Schiavo. Ho detto di preferire il vecchio intendimento rispetto al nuovo perchè Marco 13:34 non lascia dubbi in proposito (questa è apostasia?)
  • Sinceramente non ho voluto ribattere a nessuno dei 3 testimoni. Il comitato di appello si era già ormai dimostrato una farsa con l’unico scopo di disassociarmi. Il pressapochismo regnava sovrano!
  • Non mi hanno letto le testimonianze scritte, perciò ritengo che siano le stesse che hanno riportato verbalmente i presenti al comitato
  • Ho fatto vedere una lista di circa una cinquantina di fratelli e sorelle (che ho semplificato per comodità ma poteva benissimo arrivare a 100) con cui avevo interagito nell’ultimo anno in grado di testimoniare che non ho mai fatto discorsi apostati, purtroppo è stata completamente ignorata
  • Nel comitato originale sono stato accusato per delle mie affermazioni in riferimento alla pedofilia e in appello non sono state visionate le prove a mio favore 
  • C’è stato un completo disinteresse della mia difesa relativa ai fatti di cronaca che coinvolgevano la Betel Australiana nello scandalo della pedofili Avevo preparato un plico composto da una decina di pagine che dimostrava come l’accusa di omissione di reato è una notizia di dominio pubblico e che ad accusare il Corpo Direttivo di nascondere i casi di pedofilia non ero certo io ma una commissione di inchiesta federale Australiana. Hanno decretato che non si stava facendo l’appello per fatti relativi alla pedofilia ma alla sola apostasia. Cosa interessante è che era stato motivo di accusa e di discussione nel primo comitato. Altra cosa interessante è che nessuno dei sei anziani presenti al comitato di appello ha aperto il plico che avevo preparato
  • Hanno falsamente dichiarato che in caso di mancato possibilità di rispettare la regola dei due testimoni un bambino abusato verrebbe accompagnato dagli assistenti sociali. Bisogna tenere presente che in tutte le occasioni precedenti (anche quando ho parlato con il Sorvegliante) nessuno ha mai citato questa opzione. Questo dimostra che oltre a non essere praticata e conosciuta ai più, oltre a non essere riportata nel Ks o in qualsiasi altro direttiva interna, è un’opzione che mi è stata formulata solamente per ribattere alle mie domande che sollevavano una criticità di gestione del problema. Ora vi chiedo se è vero che c’è il segreto confessionale (che tra l’altro la legislazione definisce un diritto non un dovere) che impedisce agli anziani di denunciare il reato alle autorità competenti come mai non è valido verso gli assistenti sociali? In questo caso cosa fanno gli anziani, accompagnano il bambino/a in un centro specializzato e se ne vanno prima che qualcuno apra la porta? Cosa fanno gli anziani di preciso se la vittima non ha parenti disposti a denunciare? 
  • Nella lettera di appello ho sollecitato che mi venisse fornito il referente a cui chiedere informazioni sugli scandali della pedofilia. Non è stato dato nessun seguito alla mia richiesta. Hanno puntato sulla sottomissione all’organizzazione e sul fatto che nessuno mi deve rendere conto di quello che fa il Corpo Direttivo
  • Non mi è stato dimostrato con le scritture che le mie affermazioni erano sbagliate

In conclusione posso solo dire che sono conosciuto come un fratello solare e scherzoso che non ha mai avuto situazioni di scontro con nessuno in congregazione. Tutti mi vogliono bene e io voglio bene a tutti! Non ho alcun dubbio su Geova e i suoi propositi, ma sto vivendo un periodo in cui  perplesso da quello che sento e leggo non me la sento di continuare a frequentare. L’unica cosa che mi viene proposto è di tornare a frequentare e predicare ignorando le mie necessità.

Io, Davide Gamba ho fatto giuramento a Geova! Vivere una fede caratterizzata da alcuni dubbi verso l’operato di uomini non credo sia un peccato. Chiedere aiuto tanto meno.

Io ho chiesto aiuto:

Il 22 Luglio 2015 ho chiesto informazioni ad un anziano su un dubbio di natura scritturale da cui non ho ricevuto nessun riscontro, mi ha solo detto che dovevo farmi una ricerca cosa che tra l’altro gli avevo già detto di aver fatto (come minimo un campanello d’allarme gli sarebbe dovuto risuonare nella testa).

 Il 17 Agosto 2015 scoppia lo scandalo della Betel Australiano legato alla Pedofilia, vado in crisi di fede chiedo aiuto ai fratelli ma nessuno sa niente tantomeno vuole sapere.

 Il 7 Settembre 2015 smetto di andare in sala

 L’11 ottobre 2015 vengono a trovarmi i miei anziani chiedo aiuto cercando spiegazioni inerenti allo scandalo Australiano, non sanno niente e una volta usciti da casa mia non si interessano di farmi sapere se queste notizie sono vere oppure no.

 Il 27 Marzo 2016 parlo con il sorvegliante in visita alla mia congregazione, esprime delle considerazioni sul fatto che il Corpo Direttivo non sia tenuto a rendermi conto di quello che fa e svaluta le mia capacità di stabilire se la notizia possa essere vera oppure no, parliamo anche di scritture ma non troviamo un punto di condivisione.

Il 28 Marzo 2016 sempre il sorvegliante mi fa recapitare una lettera con una ricerca fatta da lui attraverso le nostre pubblicazioni. Lo ringrazio e rispondo che avevo già letto quel materiale ma che essendo completamente privo di riferimenti scritturali lo invito a rispondermi a quelle stesse domande con le scritture. Non mi risponde!

Il 10 Aprile 2016 su mia richiesta invito i miei anziani a casa e gli chiedo aiuto nel rispondermi con le scritture ad alcune domande di carattere dottrinale. Si presentano con le stesse ricerche che avevo fatto io e che gli avevo detto di non portare perché già le conoscevo. In un mio momento di assenza discutono tra di loro del fatto che vogliono tornare a casa presto dalle loro rispettive moglie e che non hanno nessuna intenzione di perdere ulteriore tempo per rispondere alle mie domande.

Il 12 Aprile 2016 Riscrivo al sorvegliante con il dubbio che non abbia ricevuto il mio messaggio. Gli ripropongo le domande fatte giorni prima. Non mi risponde!

Insomma potrei continuare con altri esempi ma è giusto per far capire che quando è stato il momento di chiedere aiuto, l’ho chiesto! Quando chiedo e non trovo risposte non mi si può dire che i miei sono solo tecnicismi e che devo avere fede, soprattutto se le scritture fanno intendere cose diverse! Anche stabilire se Gesù Cristo è morto sul Palo o sulla Croce è un tecnicismo ma non mi sembra che la cosa sia di poca importanza. Anche andare sul podio con o senza cravatta è un tecnicismo ma non mi sembra sia permesso salirci senza.

 La pedofilia è un reato e in Australia nessuno ha mai fatto negli ultimi 60 anni, come si può SOLO chiedermi di aspettare che faccia qualcosa Geova? Mi è stato detto che cosa mi cambia se Giuda abbia o meno preso gli emblemi. Sinceramente a me cambia tutto il senso della verità! Non credo sia un tecnicismo!

Non ritengo di essere un uomo di poca fede solo perché esigo delle risposte in merito agli scandali sulla pedofilia Australiana e se alla domanda se sono vere o meno le accuse fatte in Australia mi sento rispondere che l’Associazione dei Testimoni di Geova è contro la pedofilia, sinceramente  mi sento preso in giro! Tantomeno mi ritengo di essere spacciato per un apostata solo perché difendo il mio diritto di mettere al primo ciò che si comprende in maniera lampante dalle scritture.

Vi lascio con una riflessione che non vuole essere provocatoria ma che mira a farvi capire che i miei non sono tecnicismi ma sono domande spinte solamente dal desiderio di capire alcune criticità della nostra dottrina. Solamente capire! Posso anche mettere in preventivo di non  trovare tutte le risposte e questo è ragionevole, ma perché mi si vuole convincere che sto sbagliando quando le scritture sono chiare:

Se i vangeli di Matteo 4:1-2 e Marco 1:12-13 e Luca 4:1-2 dicono tutti che Gesù dopo il suo battesimo va immediatamente nel Deserto per 40 giorni per essere tentato da Satana ma Giovanni 1:35-43, Giovanni 2:1-12 dice invece che Gesù il giorno dopo va a casa sua, il secondo giorno a Galilea, il terzo a Cana. Perché non posso dire che la bibbia si contraddice senza aver il timore di essere sottoposto ad un comitato giudiziario?

Se il vangelo di Marco 15 :25 dice che Gesù è messo al Palo alla terza ora ma quello di Giovanni 19:14-16 invece dice che era la Nona ora. Perché non posso dire che la bibbia si contraddice senza aver il timore di essere sottoposto ad un comitato giudiziario?

Se il vangelo di Marco 13:34 dice in maniera inequivocabile che Gesù da autorità ai suoi Schiavi alla sua partenza avvenuta nel primo secolo. Perché non posso dire che secondo me l’ultimo intendimento del Corpo Direttivo non è in armonia con le scritture senza aver il timore di essere sottoposto ad un comitato giudiziario? Non ho mica organizzato un “colpo di stato”!

Come riportato dalle pubblicazioni, spesso il Corpo Direttivo ha avuto l’onestà di dichiarare di non essere ispirato, di essersi sbagliato molte volte in passato, che non è possibile determinare se i membri del Corpo Direttivo o altri fratelli siano o meno appartenenti alla classe celeste.  Sulla base di questa onestà veniamo giustamente consigliati che prima di tutto bisogna ubbidire a Geova, e allora perché gli anziani fanno pressione perchè ciò che viene scritto nelle riviste non debba mai essere messo in discussione?

Non mi illudo che l’esito possa cambiare, perché purtroppo non avete la visibilità e la percezione di come realmente sia stata strumentalizzata la situazione. Ciò di cui sono certo è che quando sarò giudicato dal nostro padre Celeste non mi troverò di fronte allo stesso Sinedrio che ho subito le settimane scorse e sono anche certo che se entrerò nel nuovo mondo, qualcuno dovrà chiedermi scusa! Voglio informarvi che ho registrazione audio di tutti i comitati, tutte le telefonate avute con i vari anziani prima e dopo i comitati e le varie visite. Ho registrazione di tutte le telefonate e/o messaggi e/o dialoghi diretti con tutti gli accusatori e non ho intenzione di divulgarli. Queste registrazioni e le scritture sopra citate testimoniano che io dico la verità! 

PS: Nel corso delle conversazioni avute con i miei anziani, con il sorvegliante o con i membri del comitato in più occasioni mi è stato sottolineato che è illegale registrare le conversazioni private. A tal proposito sono state espresse idee non corrette. Credo si tratti di un lapsus. In realtà, come ben sapete, la registrazione fonografica di un colloquio ad opera di un soggetto che ne sia partecipe o comunque sia ammesso ad assistervi, è legittima secondo il codice di procedura penale anche se eseguita clandestinamente, cioè senza informare l’interlocutore della registrazione cosa tra l’altro che non ho mai nascosto visto che già dalla prima telefonata nella quale mi convocarono per il comitato giudiziario ho manifestato chiaramente la mia intenzione. La registrazione infatti costituisce una forma di memorizzazione fonica di un fatto storico, della quale l’autore può disporre legittimamente, anche a fini di prova nel processo secondo la disposizione dell’art. 234 c.p.p. (salvi gli eventuali divieti di divulgazione del contenuto della comunicazione che si fondino sul suo specifico oggetto o sulla qualità rivestita dalla persona che vi partecipa): tale registrazione infatti costituisce prova documentale secondo la disciplina dell’art. 234 c.p.p. Nè si può invocare il TU privacy per sostenere la illegittimità dell’intercettazione (sia di una conversazione che di una telefonata). Nel febbraio 2015, la Corte europea dei Diritti umani ha confermato la liceità di (video)registrazione nascosta ad opera dei giornalisti, dato che il diritto di informare su fatti di interesse pubblico prevale sul diritto al rispetto della vita privata (Haldimann v. Switzerland, ricorso n. 21830/09); con sent. 10 febbraio 2015, Haldimann e altri c. Svizzera, la Corte di Strasburgo è chiamata a valutare se, e in quali termini, il giornalista che si avvalga di telecamere nascoste nell’ambito di un reportage volto a fornire informazioni su un tema di interesse pubblico goda delle garanzie discendenti dall’art. 10 Cedu. Nel caso di specie, i giudici europei giungono a ritenere prevalente il diritto di libertà d’espressione dei giornalisti sul diritto al rispetto della vita privata della persona filmata: da ciò una violazione dell’art. 10 Cedu in relazione alle condanne penali inflitte ai ricorrenti. E’ invece reato registrare conversazioni alle quali NON si partecipa (es. art. 167 TU privacy, art. 615bis c.p., come nel caso di un registratore lasciato acceso in una stanza) e se i ministri di Culto si appellano alla Legge di Cesare nel campo confessionale in merito alla pedofilia, mi sento libero di appellarmi pure io per le registrazioni.

In Fede

Gamba Davide

Chi non conosce la verità è uno sciocco, ma chi, conoscendola, la chiama bugia, è un delinquente.” B.B.

Fine della lettera

Seguono le riflessioni del signor Gamba:

Credo che da entrambe le lettere si capisce come si siano verificati i due comitati. L’intenzione era quella di buttarmi fuori a tutti costi indipendentemente se quello che dicevo era vero oppure no. Come anticipato all’inizio la mia richiesta è stata respinta anche dalla sede centrale di Roma perciò sono stato disassociato. Sebbene gli avessi intimato di non fare annunci alla congregazione, l’annuncio è stato ugualmente fatto.

Fin dal principio non avevo nessun interesse di ritornare a far parte dell’Associazione Italiana dei Testimoni di Geova. Non sono orgoglioso di quello che hanno fatto: ne per i fatti di cronaca legati alla pedofilia, ne tantomeno di come abbiano manipolato le scritture. I TdG dicono di essere il popolo di Dio, ma poi alla fine quando è evidente che fanno le stesse cose delle altre religioni non vuoi più che il tuo nome venga associato a loro. In ogni caso ho voluto vedere fino a che punto si sarebbero spinti questi uomini che si definiscono pastori, che seppur non avendo il sostegno delle scritture ne tantomeno prove della discolpa sui fatti di cronaca, si sono dimostrati risoluti nel compiere il loro dovere: disassociare un apostata.

Cara Redazione so che alcuni di voi sono stati disassociati per lo steso motivo, questo lettera è indirizzata a tutti quei fratelli che vivono la mia stessa situazione e a loro faccio un personale invito a non demordere, ad avere coraggio a persistere nonostante l’ingiustizia subita ferisca la dignità e l’orgoglio di ognuno di voi! E’ vero, si può peccare! Ma questo non da il diritto a nessun essere umano di giudicare un suo pari, tantomeno annientare i suoi punti di riferimento, come parenti, amici, fratelli che nel corso degli anni sono stati la loro fratellanza. Se poi, come in certi casi, il peccato non sussiste l’orgoglio ne risente e richiama giustizia.

Questa è una testimonianza che mira a lasciare una traccia indelebile come prova sostanziale di ciò che è già successo in passato, ma che potrebbe succedere sicuramente in futuro a qualsiasi altro Testimone di Geova. E’ una lettera che da voce a quel contradditorio che non viene mai chiamato in causa quando da un podio si tenta di spiegare i benefici e la validità di un comitato giudiziario. Quando si pensa ai comitati, la maggior parte dei TdG crede che regni sempre uno spirito amorevole, che si tenti sempre di recuperare il fratello/sorella e che la disassociazione sia l’estremo atto di fronte ad un peccatore impenitente. Credo che la mia storia dimostri anche l’esatto contrario.

Non è importante quante scritture o prove potevo portare a mia discolpa, Non è importante se avevo dubbi o volevo avere delle spiegazioni. Non è importante se ci sono dei fatti di cronaca che accusano i TdG. Non è importante se le scritture sono state manipolate e le dottrine dei  TdG non sono supportate dalle scritture. Loro hanno la verità, loro hanno il canale scelto da Dio, e io, che non sono nessuno, devo solo ubbidire!

In conclusione ringrazio vivamente voi e il Blog per la possibilità che mi avete dato per aprire gli occhi e capire! Capire che quando da cattolico sono diventato un TdG non avevo trovato la verità, ma solo un’altra falsità che mi teneva ancora dentro l’impero mondiale della falsa religione. Ora non più!

GRAZIE !

La cosa triste è che ero convinto che per la gran parte dei Testimoni di Geova nulla potesse valere più delle Sacre Scritture. Che illuso sono stato!! Mi sono reso conto che per i Testimoni di Geova  nulla  può valere di più di quello che c’è scritto sulle Riviste, Bibbia compresa!

Solo un ultimo pensiero: Per molti anni ho sentito dire da molti testimoni di Geova le seguenti parole: “Se qualcuno mi dimostra con le scritture che sto sbagliando,allora cambio ”.

Io rispondo: “ Il prossimo che me lo dice, lo prendo a pedate nel posteriore ”

37 Comments

  1. Caiafa, Pilato e gli scribi in confronto erano dei pivelli! Ma lo stato quando interviene? È possibile far togliere a un cittadino i diritti fondamentali dell’uomo da parte di questi tribunali interni di autonominati giudici teocratici? Credo che l’intervento dello Stato sia quantomeno auspicabile! Senza parole! Almeno chi di dovere cominciasse a far pagare le tasse a questa Spa!

  2. per esperienza vissuta i comitati non hanno nulla di amorevole vengono fatti esclusivamente per buttarti fuori. Non è ammesso nessuna difesa personale, nessuna spiegazione, dissi di amare dio mi risposero: chi si mette contro la sua organizzazione si mette contro dio. I comitati sono semplicemente una macchina per stritolarti!

  3. Sublime eccezionale resoconto del modo di procedere dei tdg, hanno fatto anche con me e altri le stesse cose.
    E una bella getterà di cronaca da divulgare nei giornali locali e nazionali lo meritano, a te Davide Gamba va tutto il mio aprezamento e la vicinanza,possa in qualche modo il nostro Dio Yahweh ripagare questi scellerati con il doppio del male che hanno fatto a te e ad altri.
    Auguri per il futuro

  4. Ciao Davide. Quello che stai vivendo, va a inserirsi in un contesto di cambiamento epocale che riguarda tutto il pianeta. Ovvero, le religioni stanno collassando sotto il peso delle loro menzogne e dei loro crimini. I suoi rappresentanti di certo non mollano la presa, vendono cara la pelle. In questo caso parliamo dei cani da guardia della torre di guardia. La gente si sta svegliando in massa. Anche nelle congregazioni troppi sanno e zittiscono la propria coscienza per paura o comodità. Poi ci sono i vili. Per capirci, la categoria con la quale hai avuto a che fare tu. Tuttavia, lorsignori non hanno fatto i conti con Colui che sta ritirando le acque da sotto le loro zampe. Lo sai cosa sta succedendo all’MPS? Lo sai che la bancarotta a cui stanno andando incontro non consentirà loro di avere più protezioni politiche e televisive? Ma soprattutto, caro onesto, eroico e sincero Davide, cerca di portare un po’ di pazienza, perché le stesse cose che tu hai fatto notare con i tuoi plichi, appariranno, a tempo debito, sui maggiori quotidiani italiani. O forse lorsignori pensano che le forze dell’ordine e la magistratura stiano dormendo? No, no. La betel italiana e americana sanno bene che la magistratura non sta dormendo. Solo, non immaginano la portata dello sfacio che si abbatterà su di loro. Il malvagio scava la fossa per farci cadere il giusto, ma ci cade lui stesso. Sii forte e pazienza. Così Dio ha strutturato il mondo. La verità viene SEMPRE a galla, per sua stessa natura.

  5. Non hanno nessuna vergogna e nemmeno una coscienza – sono i più intortati di tutti nel matrix – lo stato non interviene perchè cè qualche potente che li copre per il momento

  6. Ricordate nell’assemblea del 2001 a Roma chi potente politico di quegli anni mando i saluti e diede un assegno di contribuzioni di milioni di lire ?

  7. Io ho avuto la tua stessa esperienza, ho parlato anche con il sorvegliante, ma a differenza tua io non avevo dubbi li ho affrontati certo degli argomenti, gli ho detto chiaramente che il corpo direttivo non è lo schiavo fedele e d., che non sono ispirati e essendo uomini imperfetti non sono tenuto ad accettare i loro intendimenti che sono sempre sbagliati, ho portato e sorretto i tuoi stessi argomenti, gli ho chiesto di dimostrare dove daniele dicesse che la profezia dei 7 tempi sarebbe andato oltre all’evento di Nabucodonosor, gli ho dimostrato che Gerusalemme è stata distrutta dai babilonesi nel 586/7 e non nel 607 come affermano loro, gli ho dimostrato come hanno montato la storia della generazione del 1914 e come hanno manipolato la storia per portare avanti la tesi della generazione che divenne da semplici uomini ad una di unti poi ad una doppia generazione, gli ho chiesto di dimostrarmi bibbia alla mano il fondamento di questa loro teoria, di trovarmi una sola scrittura che affermi ciò, code tra le gambe mi hanno solo intimato di non parlare con nessuno, pena la disassociazione. Ed ora in fase di pre inattivo ( faccio un rapporto fittizio) sono ancora all’interno con la maschera del bravo fratello ma non commento più per scelta, ho rifiutato di fare i discorsetti sul podio, nessun tipo di privilegio (rifiutato) non frequento nessun tipo di comitiva per il servizio, frequento in modo passivo alle adunanze, manco tutte, quando posso ne faccio a meno volentieri. Per ora tengo duro anche se avvolte ad ascoltarli mi snerva, lo faccio per la mia famiglia che è tutta all’interno dei TdG.

  8. Non entro nel merito di ciò che è successo al signor Gamba visto che la descrizione delle sue vicissitudini è pubblica e può essere valutata dai lettori, solo volevo precisare che Giovanni cap 19 versetto 14 afferma che Pilato condusse fuori Gesù davanti ai giudei nella sesta ora.

  9. Dovreste ricordalo perche fu fatto il nome allo stadio olimpico di Roma, ma non credo che posso farlo qui pubblicamente.

      • Sicuramente con tutte le forze politiche, ma in quei tempi i TdG erano molto vicino al quel politico che mando i suoi cari saluti a tutti i TdG riuniti allo stadio.

        Giustamente la redazione conosce molto piu di me su questioni che i vertici dei TdG mantengono nascoste alla maggioranza se non quasi a tutti i TdG.

  10. Viola parla di Silvio Berlusconi, Presidente del Consiglio del governo di quel tempo…me lo ricordo bene quell’annuncio e lo stupore dei presenti, come se i saluti li avesse mandati Gesù

    • Si lo sappiamo. Quello che pochi sanno è che “baffetto” era il “santo protettore” della Betel romana. E non sanno delle cene di un responsabile del reparto legale con “rossi”, “neri” e “bianchi”…. Ma non facciamo nomi…

      • ….beh almeno la linea calda tra la buonanima Piccioli e Violante (allora presidente della commissione Affari Costituzionali della Camera)per avere l’accesso al “benedetto” 8 permille….quella la possiamo dire ai bravi postatori…anche perchè fu una “consapevole” Mission Failed…e sì che il giurista fratello D.G. ci aveva anche comprato una bella sciarpetta per far figura alle udienze a Montecitorio…

        Uomo con la Lanterna

    • Ed io “Caro amico”, immaginavo che tu immaginassi… Un abbraccio dalla Valle della Profonda Ombra in cui cammino.

  11. Giovanni, se in ballo non ci fosse tanta prava gente chiusa in una gabbia che chiamano “veritá” ci sarebbe da sconcuassarsi dalle risate😘😘

  12. Non so se avete sentito del caso di EMO PICCIONI,l’anziano che e scomparso il 31 ottobre 2005.Stava conducendo lo studio di libro,e arriva una telefonata nella sala del regno,
    .Una persona aveva chiamato per dare dei documenti di un fratello a Prato Sesia,circa una decina di chilometri da Borgomanero.
    Viene incaricato un altro fratello che si reca sul posto, ma non trova nessuno.
    Ritornando, l’anziano, avendo finito lo studio si reca a Prato Sesia da solo,e sede ne perdono le tracce.Resta solo la macchina parcheggiata.
    Non vedendolo tornare, i famigliari si rivolgono alle forze dell’ordine,
    ma riguardo ai famigliari e ai fratelli viene”consigliato” di non divulgare la notizia,soppratutto di non parlare con i giornalisti.
    Passa circa un mese e il figlio e la madre si decidono a rivolgersi a “Chi l’ha visto”anche contro il parere degli anziani.( Se qualcuno vuole c’è il video su yu tube)
    Il figlio Marco,per il solo fatto di aver chiesto nella trasmossione agli anziani ”di COLLABORARE IN MERITO AD EVENTUALI ELEMENTI UTILI ALL’INDAGINE” è stato DISASSOCIATO

    • Risposta per Romario:

      Paolo Piccioli, deceduto nel 2012, è stato tra i dirigenti della betel romana quello più attivo in quel settore di intervento della CCTdG nel campo “laico-democratico”. Intervento finalizzato a spianare la strada delle attività watchtoweriane laddove il cattolicesimo di Stato (o atteggiamenti clerico-fascisti) dovessero intralciarne la libertà d’azione in Italia. E’ una specie di “ufficio affari riservati” della betel poichè non a tutti è dato sapere come si muovono i collegamenti con gli interlocutori “increduli” di questo campo.
      Piccioli è stato particolarmente impegnato nella promozione storica dei “triangoli viola” collaborando per questo con Anpi, Aned e l’Istituto Gramsci. Ad ogni modo, esempi di questa attività del Piccioli possono essere rintracciati anche nella sua partecipazione al Comitato torinese per la difesa della laicità della scuola pubblica, assieme al Cobas Scuola, Cub, Uaar, e altre associazioni simili; è stato il contatto di Luciano Violante quando questi era presidente della commissione Affari costituzionali della Camera per promuovere la traduzione in legge (cosa ancora non avvenuta) dell’intesa CCTdG e Stato italiano, traduzione che aprirebbe l’accesso della CCTdG alla ripartizione dell’8 permille.
      Sempre all’interno dell’intevento in questo fronte è da collocare la pubblicazione del libro (giunto già a diverse edizioni) del TdG salernitano Matteo Pierro “Fra martirio e resistenza”, edito da actac edizioni, che si avvale dell’introduzione del dirigente Aned Italo Iibaldi. Il “fratello” Pierro,inoltre, ha scritto articoli per “Patria indipendente”, pubblicazione dell’Anpi.
      Questa attività “laica” e “antifascista” della CCTdG ovviamente è in larga parte sottaciuta al popolo delle congregazioni. Talvolta si promuove qualche pubblicazione (come il libro di Pierro) o qualche inziativa pubblica sui “triangoli viola” che ha il patrocinio di un’amministrazione comunale e della sezione locale dell’Anpi o Aned; iniziativa per fare numero e spot promozionale che esuli dalle solite etichettature comuni del culto WTS al fine di guadagnarsi simpatie nella popolazione antivaticanista o comunque difensora della laicità istituzionale. Ma la cosa è sempre reclamizzata, nelle congregazioni, con bassa intensità e soprattutto non viene svelato il retroscena dei percorsi che hanno portato alla realizzazione di quelle attività. Ovviamente è per non distogliere il popolo delle congregazioni da quel immaginario arcadico (o catechistico-fumettaro se si vuole) nel quale esso inquadra l'”onestà” dell’organizzazione di cui è fedele seguace. Provate a chiedere nelle vostre congregazioni quanti sono a conoscenza della partecipazione e coinvolgimento di dirigenti CCTdG (o comunque di TdG) nelle attività di Comitati per la laicità della scuola pubblica o nelle attività pubblicistiche di Anpi o Aned.

      Sperando che la risposta sia stata sufficientemente esauriente.

      Uomo con la Lanterna

      • Grazie uomo con la lanterna. Il tuo commento mi è di spunto anche per una. riflessione. I TdG furono perseguitati dal regime nazista e molti soffrirono. Sarebbe interessante capirne anche i motivi. forse potremmo rimanere sorpresi. Ad esempio, alcuni siti metterebbero a disposizione alcuni tipi di documenti: riproduzioni di lettere e dichiarazioni varie di Rutherford…buona ricerca a tutti.

  13. Ti ringrazio di cuore Uomo con la lanterna. Si, la risposta é stata esaustiva. Ora alcune questioni sulle iniziative legate al video ” Triangoli Viola” mi sono più chiare.

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