Mene, Mene, Techel e Parsin

Come viene comunemente definita la profezia dei “Sette tempi”? Una pubblicazione dice quanto segue. Una profezia del libro biblico di Daniele dice: “Tagliate l’albero, e rovinatelo. Tuttavia, lasciatene il ceppo stesso con le radici nella terra, ma con un legame di ferro e di rame . . . finché passino su di esso sette tempi stessi”. (Daniele 4:23) Come vedremo, i “sette tempi” menzionati qui hanno la stessa durata dei “tempi fissati delle nazioni”.

Nella Bibbia gli alberi possono rappresentare individui, governanti e regni. (Salmo 1:3; Geremia 17:7, 8; Ezechiele capitolo 31). Quell’albero simbolico “era visibile sino all’estremità dell’intera terra” (Daniele 4:11). Perciò il dominio rappresentato dall’albero che doveva essere tagliato e legato si estendeva sino all’“estremità della terra”, abbracciando l’intero regno del genere umano (Daniele 4:17, 20, 22). L’albero raffigura quindi il supremo dominio di Dio, specialmente in relazione alla terra. Questo dominio fu rappresentato per un certo periodo dal regno che Yahweh aveva istituito sulla nazione di Israele. L’albero simbolico fu tagliato e intorno al suo ceppo vennero messi legami di ferro e rame per impedirne la ricrescita. Era un’indicazione che il dominio rappresentativo di Dio sulla terra avrebbe temporaneamente cessato la sua funzione, cosa che accadde nel 607 a.E.V. L’albero sarebbe rimasto legato finché non fossero passati “sette tempi”. Alla fine di quel periodo Yahweh avrebbe dato il dominio al legittimo erede, Ieosus. È chiaro che i “sette tempi” e i “tempi fissati delle nazioni” si riferiscono allo stesso periodo.

La Bibbia ci aiuta a determinare la durata dei “sette tempi”. Equipara 1.260 giorni a “un tempo e dei tempi [cioè due tempi] e la metà di un tempo”, per un totale di tre “tempi” e mezzo (Rivelazione 12:6, 14). Quindi il doppio, cioè sette tempi, equivale a 2.520 giorni.

Contando 2.520 giorni letterali a partire dal 607 a.E.V. arriviamo al 600 a.E.V., ma i sette tempi durarono molto di più. Ancora non erano finiti quando Ieosus parlò dei “tempi fissati delle nazioni”. I sette tempi perciò sono profetici. Dobbiamo allora applicare la regola scritturale “un giorno per un anno” (Numeri 14:34; Ezechiele 4:6). Così i sette tempi in cui le potenze mondiali hanno dominato la terra senza interferenza da parte di Dio ammontano a 2.520 anni. Contando 2.520 anni a partire dal 607 a.E.V. arriviamo al 1914 E.V. Quello fu l’anno in cui finirono i “tempi fissati delle nazioni”, o sette tempi. Ciò significa che Ieosus iniziò a governare quale Re del Regno di Dio nel 1914 (Tratto da w06 15/7 p.6,7).

Tutto quanto è scritto sopra sembra tutto molto interessante e molto logico. Ma chiediamoci: i 2520 anni compaiono solo nella profezia di Daniele capitolo 4? No. A ben vedere, un periodo di 2520 anni è ricostruibile, con lo stesso criterio usato in Daniele capitolo 4, anche nel racconto di Daniele capitolo 5

La scritta sul muro: 

Come leggiamo in Daniele 5:1-31, è la fatidica notte del 5 ottobre 539 a.E.V. Il re Baldassarre, figlio di Nabonedo e coreggente a Babilonia, indice un sontuoso banchetto per mille dei suoi grandi. Il re, sotto l’effetto del vino, chiede che vengano portati i sacri vasi d’oro e d’argento del tempio di Yahweh, e in questi egli e i suoi ospiti bevono, nelle loro gozzoviglie, mentre lodano i loro dèi pagani. Immediatamente appare una mano, che scrive sul muro un messaggio enigmatico. Il re si atterrisce. I suoi saggi non sono in grado di interpretare la scritta. Infine viene chiamato Daniele. Il re gli promette di farne il terzo del regno se riuscirà a leggere e interpretare la scritta, ma Daniele gli dice di tenersi i suoi doni. Quindi prosegue spiegando la scritta e il suo significato: “MENE, MENE, TECHEL e PARSIN. . . . Dio ha contato i giorni del tuo regno e vi ha posto fine. . . . Sei stato pesato nella bilancia e sei stato trovato mancante. . . . Il tuo regno è stato diviso e dato ai medi e ai persiani” (Daniele 5:25-28). Quella medesima notte Baldassarre viene ucciso e Dario il Medo riceve il regno. Questa storia è nota a tutti. Non tutti sanno che questo racconto contiene un aspetto cronologico pari a quello dei Sette Tempi di Daniele capitolo 4.

Come possiamo comprendere confrontando il racconto, in Daniele 5:25 il profeta legge la scrittura usando queste parole: “MENE, MENE, TECHEL e PARSIN”. Successivamente, nei versetti di Daniele 5:26-8, il profeta legge la scritta in maniera leggermente diversa, leggendo: “MENE, TECHEL, PERES”.

Quindi Daniele, nella sua applicazione al Re di Babilonia, non lesse testualmente la scritta sul muro. Piuttosto ne fece una parafrasi o applicazione lievemente diversa da quella che compariva sul muro. In particolare il profeta da un significato alternativo alla quarta parola scritta sul muro: al posto di PARSIN legge il suo plurale, PERES

Perché Daniele cambia leggermente le parole della scritta sul muro? Sotto l’influenza dello spirito santo, Daniele comprende che quella scritta ha più di un adempimento.  Il profeta legge quindi dalla scritta sul muro l’applicazione per il re Baldassarre. In particolare, nel caso di Baldassarre, Daniele cambia l’ultima parola della frase, cambiando di conseguenza l’intero significato della scritta.

Un solo messaggio, due applicazioni

PERES era la forma singolare di PARSIN e poteva significare sia “diviso” che “persiani”. Lo spirito santo guidò Daniele nella corretta applicazione della scrittura in relazione a Baldassarre, nel senso che Babilonia era caduta sotto la dominazione Medo-Persiana. Comunque, visto che il profeta fece una applicazione locale del messaggio, è evidente che l’intera scritta originale si riferiva a qualche altra cosa che non venne menzionata da Daniele. Possiamo porci la domanda: a chi era indirizzato l’intero messaggio originale della scrittura sul muro, ossia “MENE, MENE, TECHEL e PARSIN”?

Un secondo adempimento?

Possiamo comprendere il senso del messaggio esaminandolo nella sua interezza. Con la giusta vocalizzazione, i quattro termini scritti sul muro erano delle misure monetarie: la mina, il siclo e la mezza mina. Come nel caso del sogno dell’albero di Nabucodonosor bisognava applicare correttamente la durata dei sette tempi profetizzati per capirne il più grande adempimento, cosi in questo caso dobbiamo capire a quanto ammonta dal punto di vista profetico “una mina, una mina, un siclo e mezza mina” (Vedi Daniele capitolo 4).

Riconsideriamo la frase letta da Daniele. Il primo termine era MENE che letteralmente vuol dire “una mina”. A quanto ammonta una mina? La mina era una unità di misura di peso che aveva anche valore monetario (1Re 10:17; Esd 2:69; Ne 7:71). Secondo il testo ebraico di Ezechiele 45:12 una mina (manèh) equivaleva a 60 sicli. La Settanta greca attribuisce invece alla mina il valore di 50 sicli (Vedi PIB). Poiché, quando la Bibbia fa riferimento a cifre notevoli espresse in sicli, queste sono divisibili per 50, ciò potrebbe indicare che anticamente la mina equivaleva a 50 sicli (Ge 23:15; Eso 30:24; 38:29; Nu 31:52; 1Sa 17:5).

Ci sono anche testimonianze archeologiche a sostegno di una mina del valore di 50 sicli. A Tell Beit Mirsim è stato rinvenuto un peso, su cui non è indicato il valore, di 4.565 g che, se diviso per otto mine di 50 sicli, darebbe un siclo di 11,4 g. Questo corrisponde basilarmente al valore medio di circa 45 pesi da un siclo, rinvenuti in Palestina, su cui è indicato il valore. In questa pubblicazione perciò la mina delle Scritture Ebraiche è considerata pari a 50 sicli o a 1/60 di un talento, vale a dire 570 g. C’è inoltre la possibilità che, come al cubito, anche alla mina fossero attribuiti valori diversi, uno per la mina reale (cfr. 2Sa 14:26) e l’altro per la mina comune (Ez 40:5). Abbiamo quindi ogni buona ragione di ritenere che una mina equivalga a 50 sicli.

A cosa corrispondeva la terza parola letta da Daniele, TECHEL. A seconda della vocalizzazione, la parola THECHEL poteva anche essere letta siclo. Il siclo era la basilare misura di peso presso gli ebrei (1Sa 17:5, 7; Ez 4:10; Am 8:5), che aveva anche valore monetario. Un siclo equivaleva a 20 ghera (Nu 3:47; 18:16), e risulta che 50 sicli equivalevano a una mina.

Dal punto di vista monetario, a cosa corrispondeva la quarta e ultima parola, PARSIN? Questo termine, come è stato detto, è il plurale di “Peres”, e la traslitterazione del termine ebraico וּפַרְסִֽין׃ [u·far·sin.]. Secondo l’autorevole Strong’s Exhaustive Concordance of the Bible il significato di וּפַרְסִֽין׃ [u·far·sin.] è mezza mina, quindi 25 sicli. Anche la note in calce a Daniele 5:25 della traduzione di Bryngton (inclusa nel Jw-Library) viene detto che in questo caso Peres vuol dire sia “persiani” sia mezza mina o 25 sicli.

Contare 126 sicli profetici

Possiamo quindi comprendere che, un ebreo avrebbe letto sul muro: una mina, una mina, un siclo e mezza mina”, che equivalgono a [50+50+1+25] 126 sicli.

Nel sogno dell’albero, Yahweh aveva indicato il periodo di tempo in “sette tempi” (Da 4:14-17). Evidentemente ognuno di quei sette tempi era composto da un anno lunare di 360 giorni, per un totale di 2520 giorni.

In modo simile, se si contano la più piccola frazione monetaria israelita, il ghera (un siclo equivale a 20 ghera), come se fossero giorni, i 126 sicli della profezia diventano 2520 (126 x 20) ghera. Si comprende che i sette tempi del sogno dell’albero corrispondono ai 126 sicli (una mina + una mina + un siclo + mezza mina) che la mano scrisse sul muro. In entrambi i casi essi corrispondono a 2520 giorni. Applicando la stessa regola biblica di “un giorno per un anno” che si applica nei sette tempi di Daniele capitolo 4, il peso monetario descritto dalla “scritta sul muro” equivale a 2520 anni (Nu 14:34).

La ripetizione del periodo di tempo di 2520 giorni nel caso del sogno dell’albero e nel caso della scritta sul muro non è una ulteriore conferma che il periodo profetico di 2520 giorni si sarebbe adempiuto. Infatti i due computi di anni partono da due periodi profetici diversi. I due avvenimenti riguardano due cose diverse.

Ha un significato profetico?

Secondo fonti mondane, Babilonia fu presa la notte del 4/5 Ottobre del 539 a.E.V. Circa due anni dopo, nel 537, il popolo di Yahweh fu liberato da Babilonia. Contando a ritroso 2520 dal 537 a.E.V., si arriva alla data del 4/5 Ottobre del 1984. Cosa ha di speciale quella data? Esattamente quel giorno, ricorrevano i 100 anni della Watchtower, che sono stati celebrati con un opuscolo speciale e vari avvenimenti commemorativi.

Vuol dire questo che i “secondi 2520 anni” di Daniele capitolo 5 profetizzavano i 100 anni della Watchtower? Ha relazione questo con la caduta di Babilonia la Grande? Quindi i “primi 2520 anni” di Daniele capitolo 4 profetizzavano davvero il ritorno di Cristo nel 1914. Non vogliamo essere dogmatici su nessuno di questi punti. La sapienza di Yahweh e’ talmente vasta che non possiamo sperare di comprenderla tutto. Il punto piuttosto è un altro. Combinando archeologia e matematica, si possono ricavare molte date. Alcuni di queste date legate alla archeologia sono molto affascinanti e ricche di “patos”. Dovremmo usarle per edificare su di esse la nostra fede?

Una profezia cronologica ispirata

In Daniele 9:25 viene dato una profezia cronologia ispirata che dice: “E devi conoscere e avere perspicacia [che], dall’emanazione della parola di restaurare e riedificare Gerusalemme fino a Messia [il] Condottiero, ci saranno sette settimane, anche sessantadue settimane”. Di tutte le profezia cronologiche, nessuna sembra così chiara ed esplicita come Daniele 9:25. C’è un punto di partenza, e uno di arrivo. Come può essere più semplice?

Eppure, la domanda dei lettori della w14 15/2 P.26,27 dice testualmente “Se nel I secolo il calcolo delle 70 settimane fosse stato fatto correttamente, sarebbe lecito pensare che gli apostoli e altri cristiani dell’epoca usassero questa profezia per dimostrare che Ieosus era il promesso Messia e che era arrivato proprio quando era stato predetto. Non ci sono però prove a conferma del fatto che questo è ciò che fecero i primi cristiani. È opportuno mettere in risalto anche un altro fattore. Gli scrittori dei Vangeli spesso menzionarono profezie delle Scritture Ebraiche che si erano adempiute in Ieosus (Matt. 1:22, 23; 2:13-15; 4:13-16). Nessuno di loro, però, associò la comparsa di Ieosus sulla terra alla profezia delle 70 settimane.

Il punto è molto chiaro. Se la profezia cronologica delle 70 settimane era una prova schiacciante per provare l’identità del Messia, perché’ lo spirito santo ha fatto in modo che questa prova non fosse inclusa tra le altre che dimostravano che Cristo è il Messia? La risposta si trova nel versetto stesso: “devi conoscere e avere perspicacia [che], dall’emanazione della parola di restaurare e riedificare Gerusalemme”. Questa “parola”, questo ordine, era noto e di pubblico dominio quando venne dato, ai tempi di Artaserse il Re (Neemia 2:1-8). Probabilmente era un annuncio cosi di pubblico dominio, che anche i bambini conoscevano la data precisa di quella “parola”. Quindi per gli ebrei di quel tempo, quella profezia serviva a indicare che il Messia sarebbe arrivato nel lontano futuro. Lo scopo della profezia era immediato, chiaro e comprensibile a tutti, senza nessun bisogno di ricorrere alla archeologia.

Ma oltre 600 anni dopo, la data precisa in cui fu “emanata la parola” era altrettanto nota, certa, provabile in maniera inconfutabile? Qualcuno la aveva registrata? No. Come tutti gli avvenimenti legati all’archeologia, quella data era qualcosa di probabile ma incerto. Come spiega la rivista citata in precedenza, la w14 15/2 P.26,27 , evidentemente  lo spirito santo ha fatto in modo che la profezia di Daniele 9:25, benché così chiara e precisa, non venisse annoverata tra quelle che provavano agli Ebrei del primo secolo che Cristo è il messia. Era chiaramente servita allo scopo quando venne data ai tempi di Daniele. Anche se la profezia restava sotto tutti gli aspetti valida e veritiera, ai tempi di Cristo aveva perso il suo scopo originale e quindi non venne usata. Yahweh non lega la fede dei suoi Figli a una data archeologica. Non lo fece allora e non lo fa ora.

Poniamoci una domanda in tutta onestà. Se, dato i limiti impliciti nelle date archeologiche, lo spirito santo ha fatto in modo che una profezia “regina” come Daniele 9:25 non fosse inclusa tra le prove che portavano alla identificazione del Messia, siamo davvero sicuri noi dovremmo insistere che Daniele 4:16, una profezia molto più incerta e molto più oscura di Daniele 9:25, venga usata come prova del ritorno di Cristo? Possiamo davvero fondare la nostra fede su date archeologiche suscettibili, per loro stessa natura, a cambiamenti?

Gli ultimi giorni di questo sistema di cose sono iniziati nel 1914 perchè lo dice Matteo 24:7,8, non perchè lo dice l’archeologia.

31 Commenti

  1. Non so perché ma quando leggo citazioni dalla torre di guardia mi viene l orticaria! È più forte di me. Ho dovuto saltare la citazione! Penso però che l idea del ritorno invisibile di Cristo sia un inganno globale. La Bibbia dice che Cristo sarebbe tornato una sola volta, e non due,(una invisibile e una visibile). La Bibbia dice che OGNI occhio lo vedrà! Poi penso che il Buon Dio non si metterebbe a fare i quiz con le profezie! Poi….

  2. Per quanto riguardano gli ultimi giorni, non so se sono iniziati nel 1914. In altre religioni ad esempio si fanno iniziare dal 1948, data in cui fu restaurato lo stato di Israele. Anche chi sostiene questa tesi porta a supporto versetti biblici e ragionamenti logici apparentemente validi. Io credo che stiamo negli ultimi giorni in base all’andamento delle cose, ma non ipotizzo al momento nessuna data di inizio. Se fosse il 1914 comunque sono un lungo arco temporale, in cui sono morte generazioni di persone. Poi chi vivrà vedrà!

  3. Quindi la profezia di Daniele dell’albero tagliato si adempie nei mini particolari nel periodo di vita di Nabucodonosor e termino con la stessa interpretazione del sogno rivelata da Dio.
    Mentre il CD dei TG hanno dato una interpretazione diversa ,nonostante la profezia si fosse già adempiuta allora in modo inequivocabile .
    Questa e una prova che nel sostenere la data 1914 come l’intronizzazione di Ieosus ,hanno preso fischi per fiaschi.
    Altro che guida spirituale a lavorare dovete andare se volete mangiare.

  4. La data del 607 ac è un errore grossolano. È stato oramai da anni chiarito e provato che la prima caduta di Gerusalemme avvenne nel 586-587. Basta cercare un po’ in rete per capire le ragioni e le prove storiche. Il 607 è una data che serve alla WT per continuare a promuovere il ‘1914’.

    • É interessante che il capitolo 5 di Daniele non specifica la lingua in cui fu scritto il messaggio, ma indica solo che i saggi di Babilonia non erano in grado di leggerla. É molto strano che nessuno in Babilonia, compresi i saggi babilonesi, non conoscessero l´ebraico, essendo che comunque in qualche modo dovevano comunicare con gli ebrei prigionieri.

      Su questa base il prof. Massimo Leone ipotizza che non fossero lettere, bensí graffiti che Daniele era in grado di leggere, o, per chi ha fede, fosse stato ispirato da Dio per poterle leggere.

      Il fatto che siano scritti in verticale, é solo una nostra rappresentazione grafica, forse perché cosí é molto trend….

      • “É interessante che il capitolo 5 di Daniele non specifica la lingua in cui fu scritto il messaggio, ma indica solo che i saggi di Babilonia non erano in grado di leggerla. É molto strano che nessuno in Babilonia, compresi i saggi babilonesi, non conoscessero l´ebraico, essendo che comunque in qualche modo dovevano comunicare con gli ebrei prigionieri.”

        La letteratura a riguardo è enorme, a partire dal Talmud. È interessante curiosare la Jewish Encyclopedia su questo.
        Comunque, sapete che vi dico, la ricostruzione tdG non la trovo logica, ma incredibilmente forzata.
        La logica è quella interna a un discorso dove ogni step si basa sulla forzatura precedente, e non se ne esce… Mah.

        Interessante questo post. Ciao!

    • Secondo me non é un caso, ovviamente ammesso che la storia sia raccontata, riportata, ricopiata e tradotta nella maniera esatta.

      Ci avevo pensato anch´io a questa sfumatura…..

      • “Secondo me non é un caso, ovviamente ammesso che la storia sia raccontata, riportata, ricopiata e tradotta nella maniera esatta.”
        Questo è un problema che vale per tutta la Bibbia purtroppo. Io da ignorante ritengo che il racconto del convito di baldassare sia frutto di fantasia. Innanzitutto perchè la datazione del libro di Daniele sembra essere intorno al 160 a.e.v quindi 400 anni dopo gli eventi narrati. Inoltre il libro di Daniele (raccontando il periodo dell’esilio in terra straniera) pone spesso il tono del racconto sullo scherno verso i regnanti babilonesi… nabucodonosor vaga come un cretino per i campi, e anche baldassarre nella vicenda della scritta misteriosa è presentato con comportamenti degni di un cretino..basta vedere che ricopre di ricompense Daniele che gli ha appena “profetizzato” che perderà il suo regno…

      • Infatti….. il problema é sempre lí.

        Un conto é tradurre un testo, un altro conto é tradurre una cultura.

        E mi sa che questo é il cane che si morde la coda…

  5. se i geova sono contorti anche voi instillate solo incertezze e altri dubbi non credo Dio sia cosi’ elaborato da farci di ammattire ad interpretare tutte queste cose ; GESU’ era per le persone semplici non per erudite

    • Se non lo hai capito il post vuole far intendere che volendo dalla Bibbia possiamo estrapolare qualsiasi tipo di data ci interessa estrapolare. Di esempi su come ricavare i 2520 potremo fartene un’infinità! Ma meglio di no, visto che sul cercare date profetiche gli esperti siete voi!

      • Si può estrapolare qualsiasi data fasulla..è vero..ma crederci, beh quello è solo per chi non è in grado di studiare ed informarsi a dovere. La wts è pessima, ma il grosso del (non)lavoro lo fanno i milioni di tdg che non approfondiscono, non fanno confronti… Ovviamente questo vale per tutte le altre religioni. La cultura è potere. L’ignoranza è schiavitù.

      • Sono un uomo 49 anni battezzati cattolico che non crede nella chiesa nessuna chiesa e sento che Gesù tornerà a breve per mettere fine…studio..cerco…mi metto in discussione vi seguo da poco…credo che il creatore unico e suo figlio Gesù capiscano e leggano dentro di me..e spero non sottilizzino se lo chiamo Gesù e magari erro o se lo chiamo Duo invece di Geova o Javhe o altro nome in quanto non ho certezze essendo uno del popolo non erudito come altri ma credo in un unico Dio che ci ha mandato Gesù ..come afferma la Bibbia e il nuovo testamento…ci credo fermamente sperando che riesca a dipanare la nebbia che spesso ho leggendo in qua e la..di una cosa sono sicuro che questo Unico Creatore che chiamo Dio a breve porrà fine al mondo come noi lo conosciamo….dove ogni uomo pensa di poter dominare gli altri….o di avere ogni verita’…un augurio per vostro lavoro vi seguo ciao

      • Non ti preoccupare Daniele di certo i nostri Kirios non sottilizzano per il nome che usi quando li preghi. Vedono la tua sincerità nel cercare la verità. Se poi ami il prossimo e ami dio stai già facendo un miracolo. 🙂

  6. Russel disse che nel 1914 sarebbe venuta la fine del mondo..cosa che non avvenne , possiamo dire che disse una cosa errata ? ..io direi di no , visto che è accaduto un qualcosa di grosso …la 1 guerra mondiale !! …allora russel fu ispirato ‘ non certo da DIO ..ma da qualcuno che sapeva che in quel anno sarebbe scoppiato un conflitto , prove storiche raccontano che 2 o 3 anni prima l industria bellica americana lavorava a pieno ritmo , come se fosse gia tutto programmato …russel era a stretto contatto con i poteri forti ( illuminati ), e si sa che i poteri forti sono la causa dei mali del mondo , e ne sono la soluzione per acquistare sempre più potere ( la finanza è la bestia) ..guardate come scoppio la 1 guerra mondiale , fu assassinato il duca di sarajevo il 28 giugno del 1914, chi ci fu dietro a questo attentato ? Chi finanzio la guerra e la sua ricostruzione ?, nel 1913 la famiglia dei rochschild si impadronì della federal reserve ( tutto ora in mano a loro )….un detto dice : non si muove foglia senza che rochschild non voglia…mettevi in testa che moltissime cose che accadono in questo sistema, sono progettate molti anni prima, e cè chi in parte ne è a conoscenza.

    • Penso proprio che riflessivo abbia evidenziato il punto. Era il 2001 e avevo iniziato da 6 mesi a studiare nla bibbia quando il 22 agosto esce la svegliatevi dal titolo “come superare lo stress posttraumatico”.
      Il fratello mi dic “ai visto che Geova ha dato il cibo a suo tempo”?
      riferendosi alla caduta delle torri gemelle.
      Sul momento ho pensato che effettivamente era così.
      Ma poi due anni fa ho letto le confidenze che Rockefeller aveva fatto all’amico regista Aaron Russo, circa ” qualcosa di grosso “che sarebbe avvenuto e avrebbe giustificato l’attacco in Afganistan…
      Semplicemente la wts aveva avuto qualche informazione riservata…

      • A ok ..sono andato in internet ..e ho letto qualcosa , be devo dire che il progetto degli illuminati è quello di instaurare un governo mondiale con un unica moneta mondiale .Mayer amschel rochscild disse: Datemi il controllo del danaro di una nazione e non mi importa chi fa le sue leggi. ………….è chiaro se li lasciano fare che il sistema tenderà andare nelle mani di pochi ……………..io dico solo una cosa… ricordiamoci che le profezie possono verificarsi ..ma non per forza si debbano verificare !…un proverbio indiano dice : una piccola fiammella può dissipare l oscurità di sempre.

  7. felixia
    La questione non è “verificare le profezie”. Ma avere la certezza che chi emette la profezia, sia affidabile. Se uno/un gruppo/un’organizzazione/ ecc profetizza una certa cosa, e ciò non si adempie……….., tale soggetto, non può e non deve ritenersi un/il profeta mandato da Dio. In questo caso la scrittura dice ….”Io non li ho mandati”. (o meglio ancora, non sono miei profeti).

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