Ministro di Culto a chi?

Negli ultimi tempi ci arrivano spesso notizie di molti Testimoni di Geova che hanno subito un Comitato Giudiziario (un processo interno che porta all’espulsione) per aver diffuso la notizia che il loro Corpo Direttivo cerca di negare ai suoi adepti che anche all’interno dei Testimoni di Geova esiste il problema dell’abuso sui minori. Altri Testimoni di Geova denunciano che il Corpo Direttivo dei Testimoni di Geova non stabilisce nessuna norma che obblighi chi é a conoscenza di un problema di abuso dei minori, come ad esempio gli anziani di congregazione, a contattare la Polizia (Sembra che qualcosa stia cambiando in Inghilterra e Irlanda, ma al momento sembra solo un’eccezione dovuta a problemi legali VEDI QUESTO ARTICOLO). Anche per queste denunce può scattare l’espulsione.

La responsabilità della Dirigenza dei Testimoni di Geova nella gestione problematica dei casi di abusi sui minori è chiaramente emersa dalle audizioni della  Commissione Governativa Australiana sugli abusi sui minori ( Royal Commission) che nella sua inchiesta ha ampiamente dimostrato come le cose stiano proprio così. Dal canto loro, gli anziani di congregazione, nella quasi totalità dei casi, almeno in Italia, si appellano sempre alla loro facoltà di beneficiare del segreto confessionale in quanto ministri di culto. Ed è proprio su questo punto che oggi vorremo spendere qualche pensiero. Come stanno le cose in Italia? Gli anziani dei Testimoni di Geova sono davvero ministri di culto esentati dall’obbligo di denunciare i casi di abuso sui minori di cui vengono a conoscenza? Vediamo.

Secondo l’intesa tra la Repubblica Italiana e la Congregazione Cristiana dei testimoni di Geova , su questo argomento non ci dovrebbero essere dubbi. Infatti i primi due articoli determinano che:

Articolo 1  (Libertà religiosa)

  1. La Repubblica italiana dà atto dell’autonomia della Congregazione cristiana dei testimoni di Geova, liberamente organizzata secondo i propri ordinamenti e disciplinata dal proprio statuto.
  2. La Repubblica italiana, richiamandosi ai diritti di libertà garantiti dalla Costituzione, riconosce che le nomine dei ministri di culto, l’esercizio del culto, l’organizzazione della confessione e gli atti in materia spirituale e disciplinare, si svolgono senza alcuna ingerenza statale.

Articolo 2 (Ministri di culto)

  1. Ai ministri di culto della confessione dei testimoni di Geova, nominati a norma dello statuto della Congregazione, è assicurato il libero esercizio del ministero.
  2. I medesimi non sono tenuti a dare a magistrati o altre autorità informazioni su persone o materie di cui siano venuti a conoscenza per ragioni del loro ministero.
  3. I ministri di culto hanno facoltà di essere iscritti al Fondo speciale di previdenza e assistenza per i ministri di culto.
  4. Ai fini dell’applicazione del presente articolo e degli articoli 3, 4 e 6, la Congregazione centrale rilascia apposita certificazione delle qualifiche dei ministri di culto.

Per sintetizzare quanto  appena letto possiamo dire che lo Stato Italiano da piena autorità all’Associazione Italiana dei  Testimoni di Geova di gestirsi in piena autonomia secondo le norme del proprio statuto. Tra le cose che la Sede centrale di Roma può fare, esiste la possibilità di nominare ministri di culto a suo piacimento, rilasciando apposita certificazione, permettendogli così di non riferire ai magistrati o altre autorità informazioni informazioni che hanno appreso su persone o materie durante l’esercizio della loro funzione di ministri di culto.

Cosa prevede lo Statuto dell’Associazione Italiana dei Testimoni di Geova? Anche in questo caso sembra non esserci alcun dubbio:

I MINISTRI DI CULTO della Confessione sono denominati:

1) anziani (o presbiteri);

2) servitori di ministero (o diaconi);

3) pionieri (o evangelizzatori).

Detti ministri sono nominati dal Comitato Direttivo della Congregazione Centrale, al quale spetta il giudizio definitivo sulla loro idoneità a svolgere le funzioni di ministro. Possono essere soggetti a trasferimento o revoca.

Che anche i Giudici dello Stato riconoscano la figura del Ministro di Culto ad un Testimone di Geova è comprovato da una sentenza del Tribunale di Teramo che  trovate facilmente in rete e che di seguito ne facciamo un sunto: La Corte di Appello ha infatti  stabilito che un ministro di culto Testimone di Geova non poteva essere punito per essersi rifiutato di rivelare informazioni di natura privata apprese mentre esercitava il proprio ruolo di ministro di culto.

In sintesi la storia da cui era scaturita la sentenza è questa: L’imputato, un ministro di culto (“anziano”) appartenente alla Congregazione Cristiana dei Testimoni di Geova, era stato incriminato per reticenza in quanto, citato in qualità di testimone all’udienza dibattimentale nell’ambito di un procedimento penale per maltrattamenti in famiglia che vedeva coinvolta una coppia di coniugi ai quali egli aveva prestato assistenza spirituale, si rifiuta di rispondere, invocando a tale fine la rivestita qualifica di ministro di culto della Congregazione Cristiana dei Testimoni di Geova e la stretta connessione funzionale tra l’esercizio del proprio mistero religioso e l’avvenuta conoscenza dei fatti oggetto dell’esame testimoniale. Nello specifico all’anziano era stato richiesto di riferire in ordine a ciò che aveva visto nell’abitazione dei coniugi presso i quali gli fu chiesto di recarsi in veste di ministro di culto, al fine di offrire conforto spirituale e impartire consigli basati sulla Bibbia. Nonostante il fatto che le motivazioni spirituali per il suo rifiuto vengano esposte, l’anziano viene imputato per il reato di falsa testimonianza (nella forma della reticenza) per avere taciuto intorno ai fatti che aveva visto in merito ai litigi intercorsi tra gli stessi coniugi ai quali aveva fornito conforto e sostegno spirituale.

La Corte di Appello del  Tribunale di Teramo ribalta però in seguito questa prima imputazione, decretando che una volta accertato che il ministro di culto sia esponente di un’organizzazione confessionale rapportata con l’ordinamento giuridico italiano, devono ritenersi a esso estese anche le garanzie previste dalla legge per il segreto ministeriale. Tale trattamento viene riconosciuto al ministro di culto sempre a condizione che vi sia sussistenza di un oggettivo e concreto nesso causale tra l’esercizio delle funzioni religiose e la conoscenza di fatti e informazioni avvenuta nella circostanza.

Fin qui ad una prima lettura sembrerebbe che non ci sia nessuna cosa da puntualizzare e che di fatto quando gli anziani dei Testimoni di Geova si difendono dietro il segreto confessionale questa sia una verità incontestabile.

Ma è propri così? Esiste un “ma…”, un “ma…” sicuramente non conosciuto dal Legislatore, ma conosciuto da chi è “addentrato” nella realtà dei Testimoni di Geova. In cosa consiste questo “ma…”?

Affinchè una anziano dei Testimoni di Geova, nominato dalla loro sede di Roma, possa essere riconosciuto anche ministro di culto dallo Stato, si richiede che La Società Torre di Guardia (secondo l’Art. 2 Comma 4 trascritto sopra) debba prima  rilasciare un certificato di idoneità ad ogni singolo nominato presente sul territorio italiano e dopo farne comunicazione agli enti preposti dello Stato Italiano. Ma, come sanno tutti gli anziani dei Testimoni di Geova, al momento della loro nomina in questo incarico, nessuno di loro riceve dalla sede di Roma il “certificato di nomina” come Ministro di Culto. Infatti, secondo una riforma interna avvenuta circa due anni fa, gli anziani non vengono più nominati dalla Sede di Roma, ma da un ministro viaggiante locale. Anche la carta intestata fa riferimento al ministro viaggiante, e non alla sede di Roma.

È evidente che, come sembra, coloro che prestano servizio nelle congregazioni locali dei Testimoni di Geova difficilmente possano dirsi ministri di culto in quanto (1) La loro nomina non viene dalla Sede Centrale di Roma, ma da un ministro viaggiante. (2) Non ricevono nessun certificato che comprova la loro nomina. Il loro nome viene semplicemente aggiunto ad un lista di anziani locali.

Le cose cambiano drasticamente se uno di questi anziani finisce “nei guai” con la giustizia “a causa del suo compito di anziano”. Nel caso che un anziano finisca sotto processo per qualche motivo che ha relazione con la sua funzione da anziano (per esempio non ha denunciato alla polizia un caso di abuso sui minori), questa notifica di “nomina dalla Sede Centrale di Roma” viene prontamente richiesta. Da quel momento in poi l’anziano è a tutti gli effetti un ministro di culto. Ma prima? Stando cosi le cose, gli anziani dei Testimoni di Geova possono davvero considerarsi ministri di culto “prima di ricevere questa notizia”? Lasciamo a chi legge la facoltà di rispondere a questa domanda.

I Ministri di Culto riconosciuti dall’Associazione Testimoni di Geova e noti allo Stato Italiano, che non vengono nominati Ministri si Culto solo quando devono affrontare un processo, sono molto pochi. Sono quei Ministri di Culto che secondo l’intesa hanno il permesso di dare assistenza spirituale ai malati (Articolo 3), assistenza spirituale ai detenuti (Articolo 4), insegnare nelle scuole (Articolo 5), unire una coppia in matrimonio (articolo 6) ecc.. Mediamente ogni provincia italiana non ha più Ministri di Culto di questo tipo di quante dita abbia una mano.

A supporto di quanto scritto leggiamo direttamente un estratto della rivista Torre di Guardia del 1980 che ci fa capire il punto:

Quando un detenuto mostra interesse, il suo nome e indirizzo dovrebbero essere trasmessi al ministro di culto che visita la struttura carceraria dove si trova il detenuto. Per sapere chi è il ministro di culto incaricato è sufficiente rivolgersi al segretario della propria congregazione, che ha a disposizione un elenco aggiornato dei ministri di culto autorizzati a visitare le carceri. Il segretario potrà scrivere o telefonare al ministro di culto interessato fornendogli tutte le informazioni necessarie perché possa mettersi in contatto con il detenuto. Se per qualche motivo tale elenco non fosse a disposizione, si potrebbero inviare il nominativo e l’indirizzo del detenuto alla Congregazione Centrale. Questa a sua volta informerà il ministro di culto per le carceri, il quale farà visita al detenuto e disporrà di studiare con lui se si mostra sinceramente interessato alla verità

Da queste parole è evidente che non tutti i nominati  possono visitare i detenuti, come non tutti i nominati possono celebrare un matrimonio. Quindi i Testimoni di Geova non considerano affatto tutti i nominati come ministri di culto. Perchè quando si celebra un processo in cui sono coinvolti anziani dei testimoni di Geova sui casi di abuso dei minori, TUTTI gli anziani vengono considerati ministri di culto a cui applicare il segreto confessionale?

Questa “doppia norma” sui Ministro di Culto, a nostro avviso, lascia una zona grigia che deve essere chiarita in maniera netta e precisa.

Quanti sono effettivamente i ministri di culto dei Testimoni di Geova riconosciuti in Italia in tutte le loro funzioni (come poter celebrare un matrimonio, visitare le carceri e cose simili)?

Per avere un’idea più chiara diciamo che nel 1973 è stato istituito il Fondo unico di previdenza del clero e dei ministri di culto delle confessioni religiose diverse dalla cattolica con legge 22.12.1973 n.903.

La legge dice che sono soggetti all’obbligo di iscrizione al fondo tutti i sacerdoti secolari, nonché tutti i ministri di culto delle confessioni religiose diverse dalla cattolica, dal momento della loro ordinazione sacerdotale o dall’inizio del ministero di culto fino alla data di decorrenza della pensione di vecchiaia o di invalidità.

Cosa dicono i numeri a riguardo?

Direttamente dal sito dell’INPS, solo qualche anno fa la situazione italiana per l’Associazione dei Testimoni di Geova era la seguente: NUMERO ISCRITTI al FONDO PENSIONISTICO: 245

Decidete voi a quanto corrispondono in Italia la totalità dei nominati  con l’incarico di “Anziano”. Quello che è certo è che durante un comitato giudiziario per pedofilia, tutti nessuno escluso si rifugiano dietro il segreto confessionale paventando di essere ministri di culto. Risulta  comunque evidente che DUECENTOQUARANTACINQUE sia un numero sorprendentemente troppo basso per avvicinarsi all’effettiva totalità dei nominati che fungono da pastori nelle 2.997 congregazioni in essere della sola Penisola.

Circa 3.000 congregazioni richiedono almeno 10.000 anziani. Dal punto di vista dei Testimoni di Geova, meno di 300 sono Ministri di Culto. Gli altri non lo sono. Non celebrano matrimoni.

Perciò quando un anziano nominato si nasconde dietro la giustificazione di essere un ministro di culto e decreta così la facoltà di potersi avvallare degli obblighi confessionali che questa figura gli permette, può darsi che tecnicamente sia vero perchè avrà ricevuto la notifica come Ministro di Culto in quei giorni. Verrebbe però da chiedere: Come mai non viene designato come ministro di culto all’inizio del suo ministero come fanno tutte le altre religioni, ma solo “ad personam” secondo necessità?

Noi non lo sappiamo! Quello che sappiamo è che le direttive sono molto chiare.

Infatti, secondo circolari interne più volte in passato è stato ricordato  che: “.. a tutti gli anziani che in base alla legge 22.12.73 n. 903, è stato costituito dall’INPS il “Fondo di previdenza del clero e dei ministri di culto delle confessioni religiose diverse dalla cattolica” al quale possono iscriversi, tramite gli uffici centrali, gli Anziani la cui nomina è stata approvata dallo Stato e i fratelli nel servizio continuo. Tale legge stabilisce che i versamenti annuali, sono obbligatori per tutto il tempo in cui il fratello continua a servire in qualche fase del servizio continuo o come ministro. Al compimento del 65° anno di età, dopo aver versato almeno 10 anni di contributi, l’iscritto potrà percepire la pensione di vecchiaia. Per porre termine all’obbligo contributivo è necessario conseguire la pensione o comunque interrompere il servizio continuo, non servendo più come Pioniere Regolare o Speciale. I contributi sono soggetti ad una rivalutazione annua e non sono cumulabili con quelli del lavoro secolare. Per l’iscrizione al Fondo sono necessari 3 certificati in carta libera: di nascita, di residenza e di cittadinanza.”

Chi non è anziano nominato o pioniere regolare o pioniere speciale, chi non ha letto questa circolare, chi non ha fatto domanda di iscrizione, chi non ha presentato i certificati in carta libera potrebbe tranquillamente dire: Ministri di culto a chi?

Ma loro? Che sanno bene quale sia la procedura per essere considerato un ministro di culto. Sono in buona fede?

N.B. Se a qualcuno fosse balenata l’idea che anche le donne, in quanto pioniere regolari che si spendono nel servizio continuo, possano essere ministri di culto beh ..ha pensato giusto! In Italia esistono donne Ministri di Culto… Ma questo ai Testimoni di Geova meglio non dirlo. Li verrebbe un colpo!

23 Commenti

  1. grazie per l’articolo e l’informazione. Riguardo al segreto confessionale, possono invocarlo dopo che quello che hanno appreso nell’esercizio delle loro funzioni viene condiviso con numerosi altri anziani, il sorvegliante e infine la Betel?
    Si può ancora parlare di “segreto” oppure nessun tribunale lo accetterebbe?

    • Diciamo che fino ad oggi nessun organo istituzionale si era mai interessato di capire come funziona questo aspetto dentro la Congregazione dei Testimoni di Geova. La legge che regola il segreto confessionale si basa interamente su una visione prettamente Clericale che si ha della più nota “confessione auricolare”. Estendendo questa facoltà ad altre religioni è probabile che si sia dato per scontato che anche in tutte le altre funzionasse più o meno allo stesso modo. Oggi con gli scandali della Pedofilia molte commissioni a livello mondiale (come la Roayl Commission Australiana) stanno spulciando il modus operandi dei comitati giudiziari. Speriamo capiscano che finora i tdg ci hanno marciato alla grande.

      • QUESTO ARTICOLO E’ DI ECCEZIONALE FATTURA. Il caso ha voluto che è stato pubblicato a distanza di appena tre giorni dalla presentazione presso la Procura della Repubblica di Bari di una dettagliata DENUNCIA PENALE fondata principalmente su di un caso tipo di pedofilia all’ interno dei Testimoni di Geova.
        Sono testimone fisico e morale che, a seguito della denuncia e nel corso delle indagini della Polizia Giudiziaria, l’ anziano A.C. invocò a suo discrimine la qualità di ministro di culto: l’ interrogatorio fu sospeso e l’ anziano fu indagato per “reticenza”.
        Subito dopo, però, successe un fatto “strano”: suo malgrado, per ordini pervenuti dall’ alto, l’ Agente di Polizia Giudiziaria procedente fu “costretto” a sospendere le indagini e, di conseguenza, la Denuncia fu temporaneamente occupata.
        Geova ha voluto, però, che oggi, dopo lo scoppio del “CASO MAGGI” (l’ ex betelita pentito di cui ha parlato diffusamente la Gazzetta del Mezzogiorno del 15/2/17), detto caso scabroso ritornasse agli onori della cronaca a seguito della puntuale e dettagliata Denuncia 21/2/17 innanzi citata.

  2. E anche questa bufala, smontata!
    I presupposti di illegalita’ ci sono tutti.
    E pensare che eravamo servitori di questi imbroglioni !
    Ora vedremo, se avrete il coraggio di uscire allo scoperto .
    Tempo ci vuole, ma tutto emergera’.
    Anche voi, ” principi del nulla” , avete le ora contate!

  3. E’ buffo che si appellino al segreto confessionale: un anziano che viene a conoscenza di “peccati” è tenuto a convocare gli altri anziani per discutere della faccenda ed eventualmente formare un comitato giudiziario. In caso di sospetto abuso viene informato il reparto legale della filiale. Quindi di quale “segreto confessionale” stiamo parlando?

  4. Però bisogna sempre ricordare che l’intesa sottoscritta tra la CCTdG e il governo dell’epoca, Prodi-bis, non è mai stata tradotta in legge di Stato dal Parlamento.
    Cioè: quella carta ha lo stesso valore della carta igienica.
    Il DDL (disegno di legge, ndr) che doveva trasformarla in legge è stato sempre bloccato in sede di commissioni parlamentari, non è mai giunto in aula plenaria nonostante siano passati decenni dalla sua stesura. Altri DDL simili, concernenti altre confessioni minoritarie, lo hanno scavalcato nella trasformazione legislativa. La CCTdG invece è rimasta ancora al palo. Da dire che su queste bocciature hanno avuto parte attiva i gruppi anti-TdG appoggiati più o meno direttamente dalla CEI con l’azione dei parlamentari più devoti al vaticano.

    Uomo con la Lanterna

      • Quello che vuole dire Uomo con la Lanterna è che sebbene tra la Repubblica Italiana e la Congregazione Cristiana dei Testimoni di Geova è stata stipulata un’intesa ai sensi dell’art. 8 della Costituzione. Sebbene il testo, datato 18 novembre 1999 e approvato a maggioranza dal Consiglio dei ministri il 21 gennaio 2000, sia stato sottoscritto dal Governo il 20 marzo 2000 ….. a questo schema di intesa non è ancora seguita la legge d’approvazione (di competenza parlamentare), il che implica che non se ne può assumere l’immediata efficacia nel diritto statuale. Un ulteriore intesa è stata firmata il 4 aprile 2007 dall’allora presidente del Consiglio dei ministri Romano Prodi ed è ancora in fase di approvazione. Diciamo che sebbene l’intesa non sia ancora stata approvata, l’Articolo 8 della Costituzione e il fatto che già siano state approvate le intese di altre religioni rende a tutti l’idea che sia solo una questione di tempo.

      • Non sono proprio d’ accordo con la tua conclusione possibilista, caro Moderatore1:
        Mi risulta con certezza assoluta che contro il passaggio parlamentare è schierato come un sol uomo BABILONIA LA GRANDE, ovverossia L’ Ente giuridico CEI-Conferenza Episcopale Italiana, non l’ Ekklesia ossia la Chiesa Cattolica in generale, così come la conosciamo tutti, né Papa Francesco che smise di essere vescovo nel momento stesso in cui divenne Cardinale.
        La soluzione del grave problema venutosi a creare è duplice:
        A) Abolizione dell’ art. 47 della Legge n. 222/85 istitutiva dell’ otto per mille: niente ai Testimoni niente ai Cattolici, tutto allo Stato che, però, deve sobbarcarsi degli oneri necessari per Opere di beneficienza, Caritas, ecc.;
        B) Cambio radicale della strategia (inversione a U) di Babilonia la Grande nei confronti di Babilonia la Piccola, ossia l’ Ente giuridico CCT/WTS.
        Insomma, è la storia moderna delle sorelle sconosciute ai più dei fratelli e sorelle che corrispondono alle mitiche prostitute dell’ antichità, OOLA & OOLIBA.- Vedi Ezechiele Capitolo 23
        Alla prossima.
        Vito Pucci

    • Vabbe’ da quel che ne so io è solo in stand by, insieme alle richieste di altre denominazioni cristiane e non. Fatto sta che l’8 per mille se va alla chiesa cattolica è un atto di prostituzione della meretrice con la bestia selvaggia, se invece spetterà a noi sarà una benedizione. C’è da impazzire…

  5. Non ho capito una cosa: quel fondo di cui si parla alla fine dell’articolo, dà diritto ad una pensione integrativa? Si sommerà a quella normale che si percepisce versando i normali contributi?

  6. A questo punto mi chiedo se poi la cifra di ritorno se la intaschino i ministri di culto effettivi o se in qualche maniera la devolvano alla WT o alle congregazioni. Comunque è un dato di fatto che questa cosa rimane sottaciuta.

  7. Ah scusate il doppio post ma sono un po’ un fiumiciattolo in piena. Non è che la WT ha sapientemente diviso i ministri di culto in due categorie, ovvero quelli aventi speciali diritti e quelli generici, un po come ha fatto con i soci? Strategia molto raffinata direi io…

  8. Vito più chiara di così?…..Non tutti i ministri, pionieri speciali ….derelitti…ex…sorveglianti…ex…prendono la pensione, non a tutti hanno versato i contributi.
    Se poi vogliamo anche parlare del cosiddetto voto di povertà, che sai x certo essere prassi per certi ruoli, anche li c’è chi lo ha fatto a parole, e chi a fatti….e lo sai benissimo.
    Stando cosi le cose nessun ex sorvegliante dovrebbe ritrovarsi con case….più o meno modeste di proprietà….e relativa vita con mezzi al di sopra della media.
    Ho conosciuto tg davvero devoti e squattrinati dediti al “servizio” è altri che del servizio hanno fatto il loro business.:-)

  9. Vito più chiara di così?…..Non tutti i ministri, pionieri speciali ….derelitti…ex…sorveglianti…ex…prendono la pensione, non a tutti hanno versato i contributi.
    Se poi vogliamo anche parlare del cosiddetto voto di povertà, che sai x certo essere prassi per certi ruoli, anche li c’è chi lo ha fatto a parole, e chi a fatti….e lo sai benissimo.
    Stando cosi le cose nessun ex sorvegliante dovrebbe ritrovarsi con case….più o meno modeste di proprietà….e relativa vita con mezzi al di sopra della media.
    Ho conosciuto tg davvero devoti e squattrinati dediti al “servizio” è altri che del servizio hanno fatto il loro business.:-)

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