Non credete a false storie sui Testimoni di Geova

07 di casa in casa  In questi giorni si parla molto della gestione dei casi sugli abusi sui minori all´interno della Congregazione Cristiana dei Testimoni di Geova. Un servizio nella trasmissione delle “Iene” li ha dipinti, almeno in alcuni tratti del loro servizio, come una setta di plagiati mentali che tollerano e coprono i casi di pedofilia che accadono all´interno della loro comunità.

Come abbiamo avuto modo di spiegare abbondantemente nei nostri interventi a questo riguardo, noi non pensiamo che quel servizio corrisponda al vero. Da quello che noi sappiamo sui Testimoni di Geova, la stragrande maggioranza degli aderenti a questo culto é composto da brave persone che si sforzano di rispettare la legge e odiano gli abusi sessuali, specialmente sui bambini, in tutte le loro forme. Chi dice il contrario, a nostro avviso, semplicemente non li conosce.

Inoltre noi pensiamo che non è vero che all´interno dei Testimoni di Geova esiste un condizionamento mentale che li renda incapaci di prendere decisioni autonome. Sicuramente i Testimoni di Geova amano conformarsi al modello proposto nel loro credo, ma tra conformarsi ad un modello comportamentale e subire un condizionamento mentale la differenza é notevole, quasi abissale. Quindi noi non crediamo a queste frottole. Dal nostro punto di vista i Testimoni di Geova preferiscono aderire a uno standard comportamentale per loro libera scelta.

Nonostante questo, noi crediamo ai fatti. Noi crediamo che, come in molte altre religioni, anche nei Testimoni di Geova esiste il problema dell´abuso dei minori. Non sono gli unici ad avere questo problema, ma è un fatto che anche loro ne siano colpiti.

Va detto che, a differenza di quello che in tanti raccontano in questi giorni, le pubblicazioni della Watchtower non vietano ai Testimoni di Geova di denunciare i pedofili alla polizia. Chi racconta questo dice una bugia, consapevolmente o inconsapevolmente.

Comunque, resta un fatto che, in base alle statistiche disponibili, non sembra che siano in molti i Testimoni di Geova che si rivolgono alla polizia o ad altre autorità per denunciare gli abusi subiti. Secondo quanto riportato da numerosi quotidiani sulle indagini della Commissione Reale Australiana, sembra che su 1006 casi di presunti abusi sui minori, gli anziani della congregazione non abbiano denunciato nemmeno un caso. E, sempre secondo questi giornali, la denuncia da parte delle famiglie non ha raggiunto nemmeno il 20% del totale.

Come mai persone che, per natura e convinzioni personali odiano la pedofilia, si trovano loro malgrado ad avere un tasso di denunce alla polizia degli abusi subiti piuttosto basso? Dopo aver analizzato tutti i fatti, noi pensiamo che i seguenti punti risultano essere critici nella gestione dei casi sugli abusi sui minori al loro interno:

1) Regola dei due testimoni. Secondo questa regola, se non ci sono due testimoni oculari di un abuso sessuale, la comunità dei Testimoni di Geova non può espellere un abusatore. A nostro avviso questo modo di fare, potenzialmente, permette a molti abusatori di continuare a frequentare la comunità dei Testimoni di Geova. Sappiamo che vengono prese precauzioni per “tenerli sott´occhi”, ma basteranno? A volte, purtroppo, non bastano.

2) Politica della “non denuncia” da parte dei ministri di culto. I ministri di culto dei Testimoni di Geova, come anche i ministri di culto di altre religioni, facendo appello al “Segreto Confessionale” non sporgono denuncia quando vengono a conoscenza di un caso di un abuso di un minore. Noi pensiamo che in questo modo, volontariamente o involontariamente, i ministri di culto danno un cattivo esempio. Noi chiediamo che il Legislatore intervenga su questa Legge, rendendo obbligatorio per tutti i ministri di Culto, di qualsiasi religione essi siano, la denuncia alla polizia quando vengono a conoscenza di un abuso sessuale di qualsiasi tipo.

3) Salvaguardare il buon nome della Comunità. Alcuni Testimoni di Geova, sicuramente in buona fede, pensano che salvaguardare il buon nome della Comunità omettendo di denunciare alla polizia i casi conosciuti di abuso sui minori sia un fatto apprezzato da Dio. Anche i credenti di altre comunità religiose hanno pensato la stessa cosa. Sappiamo tutti cosa è accaduto nella Chiesa irlandese. A tutti queste persone oneste ma sprovvedute, noi ricordiamo che la Bibbia è piena di racconti di errori di altri servitori di Dio. Pietro tradì Gesù tre volte, Giuda vendette il suo maestro per pochi spiccioli, Davide uccise un uomo per prendersi la sua donna, e potremmo continuare a lungo. Per chi adora Dio, dire la verità non é mai stato un problema. Dio lo si serve solo dicendo sinceramente le cose come stanno e non coprendo il male che viene commesso. Dio non saprebbe che farsene di una comunità di fedeli che per salvare la faccia sacrifica la purezza dei bambini. E questo vale per tutte le religioni.

4) La paura di dire: abbiamo sbagliato. Noi pensiamo che é evidente che alcune politiche adottate dal Corpo Direttivo dei Testimoni di Geova riguardo agli abusi sui minori, anche se forse hanno avuto le migliori intenzioni, mostrano di non essere state all´altezza e devono essere riviste. Possiamo dire lo stesso delle politiche adottate anche da altre organizzazioni religiose. Al Corpo Direttivo dei testimoni di Geova, come anche a chi dirige altre organizzazioni religiose, diciamo che ammettere uno sbaglio è segno di forza, non di debolezza. Per Gesù non fu un problema ammettere di non conoscere la data della fine del mondo. Ci suona strano che semplici uomini non riescano a dire: “abbiamo sbagliato”.

Riassumendo, noi non partecipiamo al “massacro mediatico dei Testimoni di Geova” in corso in questi giorni. Quando nessuno parlava di alcune loro incongruenze, noi abbiamo messo in risalto diversi aspetti che necessitavano attenzione. Ora che tutti ne parlano come di essere immondi, noi diciamo che non sono dei mostri, come alcuni li dipingono, ma sono persone che in tutta sincerità pensano di fare la cosa giusta. Probabilmente, anzi sicuramente, su alcune cose si sbagliano e vanno corretti, ma non si demonizza nessuno per il semplice gusto della vendetta personale. La pedofilia é un problema più grande della chiesa dove ci rechiamo la domenica. La pedofilia non conosce Chiese, non conosce Parrocchie, non conosce testi sacri. La pedofilia commessa in una Chiesa Cattolica é la stessa identica pedofilia commessa nella Sala del Regno dei Testimoni di Geova. Non dimentichiamolo.

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