Nulla di nuovo sotto il sole

Minacciato dal pericolo di un’imminente proscrizione delle sue attività in Russia, il Corpo Direttivo dei Testimoni di Geova invita gli oltre 8 milioni di fedeli a partecipare, tramite l’invio di lettere, ad una campagna a livello globale per fare appello direttamente al Cremlino e ai funzionari della Corte suprema. Sono state fornite istruzioni dettagliate su cosa scrivere in tali lettere, che dovranno essere inviate entro il 1 aprile 2017, dal momento che la Corte suprema si pronuncerà sull’istanza il 5 aprile. Direttamente dal loro sito JW.ORG, nella sezione “Sala Stampa”, si legge: “Se la Corte suprema accogliesse questa istanza, la sede nazionale dei Testimoni, vicino a San Pietroburgo, verrebbe chiusa. Di conseguenza, le circa 400 associazioni religiose locali registrate verrebbero sciolte e le attività delle oltre 2300 congregazioni dei Testimoni di Geova della Russia verrebbero considerate illegali. Le proprietà della filiale, come pure i luoghi di culto in cui si radunano i Testimoni di tutto il paese, potrebbero essere confiscate dallo Stato. Inoltre i singoli Testimoni di Geova potrebbero essere perseguiti penalmente per il loro impegno nelle loro normali attività religiose”. fine cit.

Lungi dal voler trarre conclusioni sommarie, è innegabile che ciò che salta subito all’occhio di un attento lettore è che la principale preoccupazione del Corpo Direttivo sia quella di evitare la confisca delle proprietà e non primariamente il benessere e la sicurezza dei loro confratelli. Solo a fine articolo, un portavoce dei Testimoni presso la loro sede mondiale rivolge un pensiero alla situazione critica dei propri conservi, e infine conclude: “È evidente che leggere la Bibbia, cantare e pregare con i propri compagni di fede non sono atti criminali. Speriamo che questa campagna mondiale spinga i funzionari della Russia a porre fine a questo trattamento ingiustificato nei confronti dei nostri compagni di fede”.  fine cit.  Fra i Testimoni di Geova solo i meglio informati, in verità molto pochi, avranno l’impressione di un déjà vu, cioè di rivedere una situazione già vissuta in passato.

Ci riferiamo a ciò che accadde in Messico nel periodo compreso tra il 1943 e il 1991. Agli inizi degli anni ’40, venne emanata la Legge secondo la quale le proprietà di un gruppo religioso appartenevano allo Stato. Questo accadeva a tutte le religioni in  Messico, non solo ai Testimoni di Geova. Come reagirono i Testimoni di Geova quando le autorità richiesero ubbidienza a questa legge uguale per tutti ? Lo leggiamo direttamente dal loro Annuario datato 1995 alle pag. 212, 213: “L’acquisto di immobili presentava delle difficoltà, dato che per legge qualsiasi edificio usato per scopi religiosi doveva diventare proprietà dello Stato. Per queste e altre ragioni la Società decise che sarebbe stato saggio riorganizzare l’opera dando maggiore risalto alla sua natura educativa.

Così il 10 giugno 1943 fu presentata una domanda al Ministero degli Affari Esteri per registrare “La Torre del Vigía” come associazione non religiosa, ed essa fu approvata il 15 giugno 1943. In seguito a questo cambiamento si smise di cantare i cantici alle nostre adunanze e i luoghi di adunanza vennero chiamati Sale di Studi Culturali. Alle adunanze non venivano pronunciate preghiere udibili anche se nulla proibiva ai presenti di dire in silenzio nel proprio cuore una fervida preghiera. Si evitava qualsiasi cosa facesse pensare a una funzione religiosa, e in effetti le nostre adunanze si prefiggono di istruire. Quando in altri paesi i Testimoni cominciarono a chiamare “congregazioni” i loro gruppi locali, i Testimoni del Messico continuarono a usare il termine “compagnie”. Le visite di casa in casa dei Testimoni continuarono, con ancor più zelo, ma si evitava di usare direttamente la Bibbia alle porte”.  fine cit.  Qual era il problema ? Se i Testimoni di Geova continuavano a dichiarare di essere una religione, i loro beni immobili diventavano proprietà dello Stato. Quindi il Corpo Direttivo diede ordine di non pregare, non usare la Bibbia, non cantare cantici del regno, non farsi chiamare religione, fare qualsiasi cosa pur di non perdere i loro soldi investiti nei loro beni immobili. Si trattò di “strategia teocratica” o di un vero e proprio compromesso ? Ognuno è libero di trarre le proprie conclusioni. Sicuramente in Russia la situazione è leggermente diversa. Una sentenza recita che è reato essere Testimoni di Geova, e questo è inaccettabile. Nessun essere umano deve essere privato di un suo diritto fondamentale: la libertà di scegliere in cosa credere e di vivere la propria vita in armonia con la propria coscienza. Viceversa, pensiamo sarebbe più opportuna una rogatoria internazionale che accerti se gli insegnamenti del Corpo Direttivo violano la legge oppure no.

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