Pare …

eutico

Cara Redazione, la w16 15/1 che abbiamo studiato domenica scorsa, al paragrafo 15 dice: “Geova iniziò a scegliere gli unti dopo la morte e la risurrezione di Gesù, e PARE che tutti i componenti della congregazione cristiana del I secolo fossero unti”. Come mai prima il Corpo Direttivo diceva categoricamente che tutti i cristiani del primo secolo erano unti, e ora dice che “PARE” che tutti erano unti. È cambiato qualcosa?

Probabilmente hanno letto il nostro articolo: “La resurrezione di Eutico e Tabita”. Infatti, è del tutto evidente che sia Eutico che Tabita non erano cristiani unti, ma cristiani con la speranza terrena che aspettano la “risurrezione dei giusti”. (Atti 9:36-43) Probabilmente non furono i soli a non avere la speranza celeste. Quindi quel “PARE” indica che hanno accettato anche questo insegnamento dal blog di Zion. Ci fa piacere.

Ma noi abbiamo sempre pensato che dalla Pentecoste del 33 E.V fino a un periodo di tempo vicino al 1935, tutti i cristiani erano unti, e solo successivamente abbiamo ricevuto la speranza terrena. Come si conciliano questi due punti di vista differenti?

Semplicemente, non si conciliano. Abbiamo un punto di vista corretto, basato sulle Scritture, che spiega che Eutico e Tabita e altri non avevano la speranza celeste. Poi abbiamo un punto di vista non corretto, basato solo su aspettative che non si sono realizzate, che vorrebbe far credere che tutti i cristiani dal primo secolo al 1935 andavano in cielo. (Nota bene: in questo articolo usiamo il termine “unti” e “grande folla” secondo il “vocabolario” dei Testimoni di Geova, e quindi in modo improprio, ma lo facciamo per aiutare i Testimoni di Geova a capire di cosa stiamo parlando).

Puoi spiegarci nei particolari questo argomento?

Certo. In relazione al primo secolo, le Scritture narrano della risurrezione di due soli cristiani dopo la Pentecoste del 33 e.v. Parliamo della risurrezione di Eutico e Tabita. In base al racconto ispirato, questi due cristiani non vennero risuscitati in cielo, ma sulla terra. (Atti 9:40; 20:9,10). La domanda che ci poniamo è la seguente: è possibile che un unto venga risuscitato due volte, una volta con la speranza terrena e una volta con la speranza celeste?

Mi cogli del tutto impreparato, non saprei cosa rispondere.

Scritturalmente questo è del tutto impossibile. Per spiegare la risurrezione degli unti, l’apostolo Pietro scrive che Cristo ‘fu messo a morte nella carne, ma fu reso vivente nello spirito’. (1Pt 3:18) L’apostolo Paolo, nel trattare il soggetto della risurrezione dei “fratelli” di Cristo, trae un esempio dall’agricoltura e fa questo ragionamento: “Ciò che semini non è reso vivente se prima non muore; e in quanto a ciò che semini, non semini il corpo che nascerà, ma un nudo granello, forse di grano o di qualcuno degli altri semi; ma Dio gli dà un corpo come gli è piaciuto, e a ciascuno dei semi il proprio corpo … Così è anche la risurrezione dei morti. È seminato nella corruzione, è destato nell’incorruzione. È seminato nel disonore, è destato nella gloria … È seminato corpo fisico, è destato corpo spirituale”. (1Co 15:36-44) Perciò quelli che fanno parte del ‘seme della donna’, muoiono, rinunciando al corpo terreno fatto di carne corruttibile, e sono risuscitati con un corpo spirituale incorruttibile. (Gen 3:15; Ri 12:17).

Paolo spiega chiaramente che, quando un unto muore,muore per sempre. Non può essere risuscitato come uomo una seconda volta perché semplicemente l’essere umano non esiste più. Verrà risorto un essere spirituale con i ricordi, la personalità, le caratteristiche di quando era uomo o donna, ma in un corpo celeste. Questo aspetto dottrinale esclude che un unto, alla sua morte, possa essere risuscitato sulla terra e poi essere nuovamente risuscitato alla vita celeste.

Ma Redazione, se tutti i cristiani del primo secolo facevano parte della classe degli unti, come è stato possibile per Eutico e per Tabita essere risuscitati sulla Terra?

Inutile arrampicarci sugli specchi accampando strane teorie sul perché Eutico e Tabita vennero risuscitati sulla terra. Non vogliamo a tutti costi sostenere idee che non trovano fondamento nelle Scritture. Attenendoci strettamente alle scritture, ogni evidenza indica che Eutico e Tabita non erano parte degli unti e di conseguenza non avevano la speranza celeste. Le Scritture dicono questo e bisogna accettarlo.

Ma Tabita ed Eutico erano gli unici essere umani ad avere la speranza terrena in quel tempo?

Ti faccio una domanda. Nel 34 E.V. un uomo muore in India, una ragazza muore in Messico, un vecchio muore in Australia. Secondo te, avranno una risurrezione? E se sì, dove?

Non capisco il senso della domanda.

Il senso è molto chiaro. Se tu mi rispondi: certo, verranno tutti riuscitati nel Nuovo Mondo, allora mi stai dicendo che nel primo secolo fino ai nostri giorni, la speranza di vivere per sempre su una Terra paradisiaca è sempre esistita. Se mi rispondi invece: la speranza terrena non esisteva, loro non erano unti, quindi non verranno risuscitati, mi stai dicendo che centinaia di milioni di persone, forse miliardi, non verranno risuscitate. Quale risposta ti sembra più logica?

Non penso che Geova non risusciti centinaia di milioni di persone solo perché non avevano avuto la possibilità di conoscere le Sacre Scritture. Che colpa avevano?

Anche la logica ci porta a una conclusione simile. Coloro che nel corso dei secoli, a torto o a ragione, si sono definiti cristiani ammontano probabilmente a milioni, e non solo a poco meno di 144.000. (Nota: anche in questo caso il termine “144.000” viene usato in modo improprio, per aiutare i Testimoni di Geova a capire il punto. In realtà i 144.000 rappresentano qualcosa di verso). Se per tutti loro l’unica speranza possibile era quella celeste, questo fatto avrebbe voluto dire solo due cose. La prima possibilità è che tutti coloro che si definivano cristiani abbiano vinto la loro corsa e hanno ottenuto la corona della vita. (2 Tim 4:8). Ma in questo caso, verosimilmente, la chiamata alla vita celeste sarebbe finita secoli fa, quando il numero dei 144.000 sarebbe stato sicuramente completato. Oppure, la seconda possibilità è che la stragrande maggioranza di loro non hanno vinto la loro corsa. In questo caso tutti coloro che si sono detti cristiani dal primo secolo fino all’ inizio del giorno del Signore e che non hanno vinto la corsa non dovrebbero avere nessuna resurrezione in futuro.

Molto probabilmente le cose non stanno così. La conclusione più logica è che la speranza della vita eterna sulla Terra è sempre esistita dalla morte del fedele Abele in poi. A partire dal 33 E.V. la speranza celeste si è semplicemente “aggiunta” a quella terrena dalla Pentecoste del 33 E.V. in poi. Questo è in armonia con quanto detto da Gesù: “ho altre pecore che non sono di questo ovile” (Gv 10:16). Gesù non descriveva un periodo lontano in cui un secondo ovile sarebbe sorto, ma l’idea trasmessa era che durante lo stesso periodo di tempo avrebbe dovuto condurre anche un altro gregge di pecore, coloro che avevano la speranza terrena.

E cosa accadeva invece nella congregazione cristiana? Tutti i cristiani erano unti?

Eutico e Tabita sicuramente no. Ma probabilmente, questa condizione, il non far parte degli unti, non era esclusiva di Eutico e Tabita. Ogni altro cristiano che sarebbe stato risuscitato nel primo secolo (e su cui le Scritture tacciono) avrebbe dimostrato con la sua risurrezione terrena di non far parte degli unti. Attenendoci a quello che affermano le Scritture, possiamo fare alcune considerazioni. Nel conferire i doni miracolosi del loro apostolato, Cristo incluse tra i doni il “destare morti” (Mt 10:8). Evidentemente nelle Scritture non sono incluse tutte le circostanze in cui gli apostoli usarono i doni del loro apostolato per purificare lebbrosi, espellere demoni e operare guarigioni. Le Scritture riportano solo singoli casi a scopo dimostrativo. Se ogni singolo apostolo avesse guarito anche solo 10 persone in tutta la sua vita, i casi di guarigione menzionabili nelle Scritture sarebbero stati ben oltre cento! I casi riportati nelle scritture invece sono davvero pochi, lasciando intendere che la gran parte dei casi di guarigione miracolosa non siano stati riportati.

Per lo stesso motivo è del tutto possibile che gli apostoli operarono altre risurrezioni di cristiani che non sono menzionate nelle Scritture. Ogni cristiano risorto nel primo secolo dopo la Pentecoste del 33 E.V., dal punto di vista dottrinale, non poteva essere parte degli unti. Da questo possiamo dedurre che forse, Eutico e Tabita non siano stati i soli discepoli a non avere la speranza celeste nel primo secolo.

Come influisce questo sul nostro intendimento delle scritture?

Man mano che la fine del periodo apostolico si avvicinava, il numero di coloro che avevano la chiamata celeste progressivamente diminuiva e il numero di coloro che aveva la speranza terrena evidentemente crebbe. Qualche tempo dopo il IV secolo la speranza terrena divenne probabilmente l’unica speranza disponibile al genere umano in generale fino all’inizio del XX secolo. Ovviamente non possiamo essere dogmatici su questo. Possiamo però dire con ragionevole certezza che, “come gruppo”, gli unti sono apparsi in due distinti periodi di tempo: nel primo secolo e nel XXI secolo.

Gli Studenti Biblici e i Testimoni di Geova in generale fino al 1935 pensavano di essere tutti unti non in virtu’ di una chiamata celeste, ma semplicemente perché credevano che fossero le Scritture a insegnare questo. Comunque come spiega la visione di Rivelazione dei sette candelabri (Riv cap.2,3) , come gruppo, i “celesti”, che i Testimoni di Geova chiamano “unti” in modo improprio, vengono scelti solo durante gli ultimi anni (e si parla di pochi anni) prima della distruzione del mondo del Calunniatore.

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