Pastore con tutta l’anima

Geova.ORG: Iniziamo questa nostra breve intervista ringraziando il signor Bisceglia Carlos per il tempo concesso al nostro blog.

Carlos: Si figuri. Nessun problema.

Geova.ORG: Vista la natura del nostro blog, ci concentreremo principalmente sul suo rapporto con i Testimoni di Geova, tralasciando altri aspetti della sua vita.

Carlos: Va benissimo.

Geova.ORG: Lei e sua moglie siete testimoni di Geova attualmente?

Carlos: No.

Geova.ORG: Ma lo siete stati in passato se non sbaglio, giusto?

Carlos: Si, per un bel po’ di anni.

Geova.ORG: Ricostruiamo brevemente chi era lei all’interno dei Testimoni di Geova. Era uno degli “unti”, giusto?

Carlos: Si.

Geova.ORG: Se non sbaglio, secondo la credenza dei Testimoni di Geova, di fra questi “prescelti” si scelgono coloro che dirigono i Testimoni di Geova a livello mondiale, il Corpo Direttivo. Dico bene?

Carlos: Si, i Testimoni di Geova credono questo.

Geova.ORG: Lei ha mai scritto sulla “Torre di Guardia”?

Carlos: Non era questo il mio compito. Comunque in un paio di occasioni ho fornito il materiale su cui si basavano alcuni articoli chiave che sono comparsi nella Torre di Guardia.

Geova.ORG: Sua moglie era anche “unta”?

Carlos: No, mia moglie non era una “unta”.

Geova.ORG: Dalle informazioni che abbiamo sul suo conto, ci risulta che lei era un “anziano” e un “ministro a tempo pieno” da circa 25 anni. Ci risulta che lei ha servito come evangelizzatore in alcuni paesi sia dall’Europa che dell’estremo oriente. Lei era anche un oratore di assemblee locali e di zona, ha frequentato la scuola speciale SAM dei Testimoni di Geova, era Presidente dei Comitati speciali… insomma era molto addentrato in questa organizzazione.

Carlos: Si, è vero. Ma sono tutte etichette che ormai sono assolutamente prive di senso. Io e mia moglie eravamo due persone che, come altre, credevano davvero in quello che facevamo, e lo facevamo al meglio delle nostre possibilità. Se pensi che sei “in missione per conto di Dio”, ovviamente dai tutto te stesso. O almeno, io e mia moglie la pensiamo così.

Geova.ORG: Di che natura erano i suoi contatti con Gerrit Lösch, membro del Corpo Direttivo dei Testimoni di Geova?

Carlos: Fui messo in contatto con lui quando scrissi un libro “personale”. In questo libro dimostravo, usando la stessa Bibbia in uso dai Testimoni di Geova e le loro stesse pubblicazioni, che praticamente tutte le spiegazioni dei Testimoni di Geova sul libro di Apocalisse, il libro di Daniele, Ezechiele ed altri passi erano sbagliate. Nello stesso libro fornivo anche una spiegazione alternativa.

Geova.ORG: Lei era un Testimone di Geova quando spedì a Gerrit Lösch questo libro?

Carlos: Si. Quando spedii questo libro io e mia moglie ci trovavamo nel campo missionario nel sud della Thailandia.

Geova.ORG: Quale posizione prese il Corpo Direttivo su questo argomento?

Carlos: Ricevetti una lettera da Patterson, dal Centro Organizzativo Mondiale dei Testimoni di Geova. Dalle sigle di intestazione della lettera, presumo che sia sta scritta dal Comitato Scrittori, in poche parole i responsabili della “dottrina” dei Testimoni di Geova. Da quello che mi scrissero, la lettera era sponsorizzata dallo stesso Gerrit Lösch.

Viewty

Geova.ORG: In poche parole cosa le veniva detto in questa lettera?

Carlos: In poche parole mi si diceva di farmi gli affari miei.

Geova.ORG: Qualcuno le disse che le sue spiegazione fossero sbagliate?

Carlos: No, in nessun punto veniva detto che quello che io dicevo fosse sbagliato, e non mi veniva confutato nessun ragionamento. Mi veniva soltanto detto che non ero autorizzato a diffondere quelle informazioni. Le potevo usare in maniera privata, ma senza renderle pubbliche.

Geova.ORG: La cosa le ha creato problemi?

Carlos: No, nessun tipo di problema. Le cose continuarono come prima, ma ovviamente io non credevo più a diverse spiegazioni che venivano riportate sulla Torre di Guardia, e mi guardavo bene dal continuare a insegnarle. Questo non era un problema perché trovandomi in quel periodo nell’estremo sud della Thailandia, ai bordi della giungla, di quel tipo di argomenti non si discuteva praticamente mai con nessuno.

Geova.ORG: Quando sono iniziati i vostri problemi all’interno dei Testimoni di Geova?

Carlos: Io e mia moglie non abbiamo mai avuto problemi con i Testimoni di Geova.

Geova.ORG: Di nessun genere?

Carlos: No, di nessun genere. Noi non siamo mai stati rimproverati, ripresi, rimossi, disassociati da qualche autorità interna. Anzi, le congregazioni dove abbiamo servito in genere ci amavano tantissimo. Almeno questo è quello che ci dicevano… Ci sostenevano, ci aiutavano, si fidavano di noi. Avevamo tantissimi amici. Noi ci trovavamo dentro ai Testimoni di Geova come dei pesci nell’acqua: ci sentivamo davvero a casa. Piuttosto ho avuto ripetuti “scontri” con altri anziani, che concepivano l’incarico che avevano come una “amministrazione di un potere personale”. Ma si sá, le “teste di cocco” si trovano ovunque, non solo tra i Testimoni di Geova.

Viewty

Geova.ORG: Ma se vi trovavate così bene fra i Testimoni di Geova, e se non avete mai avuto problemi con loro, allora come mai vi siete chiamati fuori?

Carlos: È successo la notte del 14 Agosto 2015, alle 3:00 ora italiana. Quella notte seguii in diretta streaming da un tribunale australiano l’audizione di una sessione della Commissione Reale Australiana sugli abusi sui minori. Quella notte venne “intervistato” per circa 3 ore Geoffrey Jackson, membro del Corpo Direttivo dei Testimoni di Geova (che tra l’altro avevo conosciuto personalmente qualche tempo prima). Era stato chiamato per dare una spiegazione sul perché nella sola Australia oltre 1.000 casi di abusi sessuali sui minori non erano stati denunciati dagli anziani di congregazione alla polizia locale. Sentendo con le mie orecchie le risposte del signor Jackson davanti al giudice, mi è crollato il mondo addosso. Quella notte io mi vergognai di essere stato un Testimone di Geova, e decisi di andarmene.

Geova.ORG: Quindi lei e sua moglie avete deciso di tagliare i rapporti con i Testimoni di Geova mentre eravate “all’apice della popolarità” nei Testimoni di Geova, se mi passa questa espressione. Giusto?

Carlos: Si, possiamo dire così.

Geova.ORG: In particolare cosa le ha fatto “crollare il mondo addosso”, come ha detto lei?

Carlos: Inutile girarci attorno. Mi ha fatto crollare il mondo addosso l’aver preso consapevolezza di quanto fosse esteso lo scandalo della pedofilia all’interno dei Testimoni di Geova, e l’aver capito che gran parte di questo scandalo era dovuto alle “direttive” a mio giudizio assurde fornite dal Corpo Direttivo dei Testimoni agli anziani di Congregazione. Va detto a difesa di questi anziani che loro non possono decidere di “non ubbidire” a queste direttive, pena la loro immediata rimozione dal loro incarico. Questo ovviamente non è una attenuante: esistono le dimissioni…

Geova.ORG: Cosa l’ha turbata in quello che lei ha sentito durante quella intervista?

Carlo: Geoffrey Jackson non ha cercato di difendersi nemmeno per un istante dall’accusa che in Australia gli anziani non si erano adoperati per denunciare alla polizia oltre mille casi di abusi sui minori accaduti all’interno delle congregazioni. Era una cosa data per scontata. Sono rimasto incredulo, ferito, profondamente ferito. In seguito capii che quelle informazioni erano state prese direttamente dagli archivi dei Testimoni di Geova australiani. Lo sapevano da sempre quindi, e non lo dicevano.

Geova.ORG: Lei aveva conoscenza che all’interno delle congregazioni dei Testimoni di Geova esistesse il problema della pedofilia?

Carlos: Partiamo dal presupposto che il problema della pedofilia esiste in tantissime realtà, non solo nei Testimoni di Geova. Comunque, gli anziani dei Testimoni di Geova non hanno accesso a nessuno “archivio nazionale” di questi casi. Quindi si è a conoscenza solo di quello che accade, al massimo, nella propria città. Per questo motivo anche se sapevo che c’erano stati casi di abusi sui minori, pensavo che fossero casi isolati, piccole macchie nere in un muro bianco. Ovviamente mi sbagliavo, ma ne ero convinto sinceramente.

Geova.ORG: Lei è mai stato chiamato a gestire casi di abuso sui minori?

Carlos: I casi in cui sono stato direttamente coinvolto sono solo due, ma risalgono a tantissimi anni fa. La prima volta che affrontai questo problema fu circa venti anni fa, in Italia. Una minorenne TdG era stata molestata sessualmente da un non TdG. Io stesso accompagnai la ragazza dalla polizia e da un avvocato.

Geova.ORG: Ci fu una reazione da parte dei suoi ex “confratelli”?

Carlos: Si. Nonostante il sospetto abusatore non fosse un TdG, ci fu una reazione estremamente irritata da parte degli anziani di quella congregazione. Dicevano che si faceva cattiva pubblicità al “Nome di Geova” e quindi di queste cose non bisognava parlarne. Me li ritrovai tutti contro, familiari della ragazza compresi.

Geova.ORG: E lei come l’ha presa.

Carlos: Mi sembrava una cosa allucinante. Il sospetto abusatore non era un TdG… che cattiva pubblicità si poteva dare? L’unica spiegazione che sono riuscito a darmi a quel tempo fu che era un problema locale, di quella congregazione. Pensavo che quel gruppo di anziani era un branco di ignoranti, Sorvegliante Viaggiante compreso. Ho pensato che si trattasse di una arretratezza culturale di quei personaggi locali. Non pensavo mai a qualcosa che interessasse l’intera organizzazione dei TdG.

Geova.ORG: E la seconda occasione in cui è stato coinvolto?

Carlos: Circa dieci anni fa, in Germania, venni invitato in una congregazione di cui non facevo parte come membro esterno per un Comitato Giudiziario, una sorta di tribunale interno. Riguardava un sospetto caso di abuso sui minori da parte di un Testimone di Geova su di un altro membro della comunità, un minorenne.

Geova.ORG: La cosa era fondata?

Carlos: L’accusato ammise che era vero, che davvero aveva molestato una minorenne. Per questo motivo venne disassociato.

Geova.ORG: Che lei sappia la cosa ha avuto strascichi legali?

Carlos: Come le ho detto, io ero solo un invitato esterno. Vale a dire che mi sono trovato a parlare con gli altri anziani e l’accusato solo una volta e per circa due ore. Non so nulla del “prima” e del “dopo”. Terminato il Comitato, venni congedato e non fui ricontattato in seguito. Ricordo che io e un altro anziano parlammo con i genitori del minorenne dicendo che avrebbero avuto tutto il nostro sostegno quando sarebbero andati dalla polizia (La situazione era scabrosa perché l’accusato era un intimo familiare). Ma ripeto, dopo quell’unico incontro gli anziani locali mi fecero capire che “se la sarebbero vista loro”. Da quello che ho saputo da un anziano locale, in via del tutto confidenziale, nessuno ha sporto denuncia alla polizia. Inoltre sembra che hanno ricevuto una lettera dove era scritto che, a meno che non fosse stata la famiglia del minore a volerlo fare, nessuno doveva riferire alla polizia né al resto della congregazione quanto accaduto. Ma ripeto, ho saputo tutto per “conto terzi”. Questa cosa mi fece rimanere davvero perplesso.

Geova.ORG: Perché questa seconda volta non è andato direttamente dalla polizia come fece la prima volta?

Carlos: Mi sono fidato degli altri. In qualche modo mi ero auto-convinto che evidentemente ci fosse qualche motivo legale per cui non era possibile esporre denuncia in base ai pochi elementi di cui si era in possesso. Mi sono fidato delle conclusioni tratte da altri. Poi ripeto, non facendo parte di quella congregazione, non avendo contatto con i diretti interessati, ti fidi che sia stato fatto tutto come doveva essere fatto. Ovviamente mi sbagliavo, mi sbagliavo di grosso. Anni dopo, l’intervista di Geoffrey Jackson mi ha aperto gli occhi su questo argomento.

Geova.ORG: E cosa le ha fatto capire?

Carlos: Ho capito che il problema pedofilia esiste nei Testimoni di Geova e le istruzioni fornite dal Corpo Direttivo su come affrontarlo sono sbagliate. Alcune di queste direttive, addirittura, impediscono un efficace contrasto del problema pedofilia.

Geova.ORG: A cosa allude?

Carlos: Alludo alla regola imposta dal Corpo Direttivo dei “due testimoni oculari”. Secondo questa regola, se non ci sono due testimoni oculari della violenza, o se l’aggressore non confessa, non si può espellere il presunto pedofilo. (Va detto che da alcuni anni le famiglie dei Testimoni di Geova sono libere di denunciare anche se un presunto pedofilo non viene espulso). Lei capisce che nel caso di un abuso su minore, non ci saranno mai due testimoni di quanto accaduto. È impensabile che il pedofilo si porti dietro anche il testimone. Quindi, la raccapricciante distorsione di questa regola è che se il pedofilo non confessa la sua violenza sul bambino, non verrà mai espulso dai Testimoni di Geova. Dovrà prima esserci almeno un secondo bambino abusato che lo accusa. Non avevo mai pensato a questa distorsione. Quando ci ho pensato mi sono sentito un perfetto idiota a non averci mai riflettuto prima. L’intervista a Geoffrey Jackson mi ha aperto gli occhi.

Inoltre, sempre nella stessa intervista, mi hanno colpito molto le parole di uno dei giudici che chiedeva a un anziano dei testimoni di Geova cosa faceva per proteggere i bambini dai pedofili. Lui rispose: “Noi disassociamo i pedofili in modo tale che non abbiamo più contatto con i bambini Testimoni di Geova”. E il giudice risposte: “E cosa fate per tutti i bambini che non sono testimoni di Geova, a cui voi rispedite indietro un pedofilo non denunciato. A quelli che sono nei parchi, nelle scuole, negli asili. Voi avvisate gli altri che quel tipo è un pedofilo”? L’anziano Testimone di Geova non sapeva cosa rispondere. E il giudice disse: “Se voi avvisereste la polizia, ci penserebbero loro a proteggere i bambini che non sono testimoni di Geova da quelli che voi espellete…”. Onestamente, non avrei saputo nemmeno io cosa rispondere a quella obiezione semplice e ragionevole, visto che anche io in quel momento ero un anziano. La mia storia come anziano dei Testimoni di Geova è terminata in quello stesso istante. Giusto il tempo di vendere tutte le cose che avevamo in Thailandia, e smettemmo di associarci ai Testimoni di Geova.

Geova.ORG: Ci sono altri aspetti di quella intervista di Geoffrey Jackson, oltre alla pedofilia, che la hanno scosso?

Carlos: Si. Ricordo che, per difendersi, Jackson disse di non essere responsabile di quello che veniva scritto nei libri e nelle circolari in possesso degli anziani. Avrei avuto voglia di prenderlo a schiaffi. In tutte le scuole degli anziani e in tutte le pubblicazioni scritte per i Testimoni di Geova ci riempivano la testa dicendo che quanto scritto era “cibo a suo tempo” del Corpo Direttivo, o Schiavo Fedele e Discreto, a cui non bisognava fare obiezioni. Ora che un giudice contestava la legittimità legale di quelle informazioni, Geoffrey Jackson, che doveva essere un “capo spirituale, un rappresentate di Dio in terra”, diceva di non saperne niente. Scaricavano la colpa su vari segretati, assistenti, collaboratori che avevano fatto tutto a loro insaputa. Mi ha fatto venire il vomito. L’idea che il Corpo Direttivo fosse una “autorità morale” è andata in frantumi…

Geova.ORG: Geoffrey Jackson ha ammesso che il Corpo Direttivo dei Testimoni di Geova non cura in alcun modo quello che viene scritto nelle pubblicazioni?

Carlos: L’intervista è registrata. Ha detto proprio così. Ha specificato che l’unico loro intervento risiede nel bloccare insegnamenti che vanno contro la “dottrina” dei Testimoni di Geova. Infatti ha descritto il Corpo Direttivo come “i guardiani della fede”. Mi sono balenati alla mente “i Guardiani della Rivoluzione”, le autorità religiose islamiche iraniane, che si fanno chiamare in quel modo…

Geova.ORG: Geoffrey Jackson è oggi ancora un membro del Corpo Direttivo?

Carlos: Si.

Geova.ORG: Cosa ha fatto lei dopo aver acquistato questa “consapevolezza”.

Carlos: Con mia moglie abbiamo scritto una email a tutti i Testimoni di Geova di cui eravamo a conoscenza, compresi anziani, Beteliti, viaggianti, dicendo che ci facevamo da parte a causa del problema “pedofilia” mal gestito dal Corpo Direttivo.

Geova.ORG: Ma siete dei dissociati, disassociati, o cosa?

Carlos: No, ma questo per noi è un dettaglio irrilevante. Noi non riconosciamo a questi signori nessun tipo di autorità, e non accettiamo nessun tipo di sentenze. Per noi sono dei semplici privati cittadini a cui noi non dobbiamo dare nessuna spiegazione. Dal momento che io e mia moglie non ci sentiamo più testimoni di Geova e non abbiamo nessun documento dello Stato che prova il contrario, per noi la cosa è finita li. Loro si possono inventare tutti i comitati che vogliono, la cosa non ci riguarda. Un po’ come quel cartone animato in cui due topolini giocavano ogni sera a “dominare il mondo…”. È una pagliacciata.

Geova.ORG: Quindi lei e sua moglie non avete nessun tipo di sudditanza psicologica verso il Corpo Direttivo, o verso quelli che i Testimoni di Geova riconoscono come autorità spirituale?

Carlos: Il Corpo Direttivo e lo Schiavo Fedele e Discreto sono soltanto un bluff per dire a 8 milioni di persone cosa devono fare. È una amara realtà, ma è la realtà.

Geova.ORG: Lei ha smesso di crede in Dio?

Carlos: Al contrario. Non mi sono mai occupato così tanto di Dio come da quando sono uscito dai Testimoni di Geova. E non ho mai contattato così tante persone per parlare di Dio come negli ultimi due anni.

Geova.ORG: Permetta una domanda “cattivella”. Lei ha detto precedentemente che era uno degli “unti”. Lo crede ancora?

Carlos: Il senso del termine “unto” è “scelto per compiere un’opera”. In questo senso si, lo penso ancora. Ovviamente non mi considero un “unto” dei Testimoni di Geova, ma qualcuno “scelto” da Dio per parlare a persone di ogni razza, lingua, sesso e religione.

Geova.ORG: Lei si sente un apostata?

Carlos: Guardi, questa è una partita che io e mia moglie abbiamo voluto giocare alla luce del sole. Quando ho capito che i Testimoni di Geova insegnavano il falso, non ho fatto come fanno il 99% dei Testimoni di Geova. Io e mia moglie non ci siamo nascosti dietro un nick name e sparlato dei TdG su internet. Non abbiamo parlato male dei Testimoni di Geova tramite lettere o email anonime, come tanti usano fare. Non siamo andati su vari blog che “propongono riforme” dei Testimoni di Geova per scaricare la nostra frustrazione di notte, per poi andare di giorno a bussare alle porte come se nulla fosse accaduto. Quando ho capito che le cose non quadravano, ho fatto quello che ritenevo l’unica cosa corretta da fare: Ho scritto alla massima autorità dei Testimoni di Geova, il Corpo Direttivo, esponendo il mio pensiero. E l’ho fatto quando avevo tutto da perdere, quando era al massimo della mia “carriera”, consapevole che probabilmente sarei stato “degradato” o “espulso”.

In seguito, quando ho capito che le politiche dei Testimoni di Geova sulla gestione dei casi di pedofilia erano sbagliate, l’ho detto a tutti, mentre ero ancora io stesso un anziano, e non un ex. Quindi, per tornare alla sua domanda, se dire la verità per i Testimoni di Geova vuol dire essere apostata, allora voglio essere il più grande apostata in vita sulla terra. E mia moglie la pensa allo stesso modo. Ma ovviamente io non mi considero un apostata, un ex, un dissidente. Io sono un privato cittadino che pensa con la sua testa e non accetto di essere “catalogato”. Quello che faccio non riguarda nessuno, né i Testimoni di Geova, né i cattolici, né gli evangelici, né qualsiasi altra religione.

Geova.ORG: Fa parte o pensa di far parte di qualche movimento religioso?

Carlos: No. La religione, qualsiasi religione, è un modo per controllare la mente dei fedeli e attentare al loro portafogli. Non ho bisogno di nessuna religione per poter parlare con Dio.

Geova.ORG: Collabora con qualche movimento di ex-TdG, apostati, cose del genere?

Carlos: No, nella maniera più assoluta. Ho altro a cui pensare che mettermi a fare la guerra ai Testimoni di Geova. Se ho informazioni interessanti e verificabili che possono interessare amici che sono Testimoni di Geova le pubblico sul mio blog o sul mio profilo Facebook, ma non vado oltre. A me i Testimoni di Geova, intesi come religione, semplicemente non interessano.

Geova.ORG: Lei pensa che i Testimoni di Geova subiscono un condizionamento mentale?

Carlos: Io penso che tutte le storie su immagini subliminali dentro le pubblicazioni dei Testimoni di Geova, lavaggio del cervello e cose simili siano tutte legende metropolitane. Sono modi che alcuni adottano per “addolcire la pillola”. La verità è che siamo stati affascinati da qualcosa che in realtà non era vero. Come penso che non sia vero quello che insegnano anche le altre religioni.

Quindi io penso che i Testimoni di Geova subiscono un condizionamento mentale “standard”, lo stesso condizionamento mentale che lei può avere frequentando “soltanto” la parrocchia, o “soltanto” la sinagoga, o “soltanto” la moschea o “soltanto” siti complottisti. Tutti coloro che si isolano dal resto del mondo per stare “soltanto” con persone che la pensano come loro, diventano inevitabilmente persone che vengono condizionate mentalmente a non conoscere niente oltre alle informazioni provvedute dai loro capi religiosi o guide spirituali, in questo caso la Watchtower. Ma avviene lo stesso in molte altre religioni o gruppi. Veda cosa accade in certe moschee islamiche, tanto per fare un esempio.

Va detto che nei Testimoni di Geova, questo condizionamento “standard” usato da più o meno tutte le religioni viene esasperato dalla assoluta mancanza di critica o di dissenso. Nei Testimoni di Geova se contraddici “sei fuori”, vieni disassociato. Perdi ogni contatto sociale con la comunità. Questo ha un doppio tragico effetto. Il primo è che, se gli altri interrompono i contatti sociali con te, tu non puoi nemmeno farli partecipi (almeno non personalmente) delle tue scoperte. Il secondo è che la perdita di tutti gli amici serve da “ricatto morale” per farti dire: ok mi sono sbagliato, avevate ragione voi. Una sorta di tortura psicologica per far “abiurare” gli “eretici”. Molti TdG fanno come Galileo davanti all’inquisizione: abiurano, ma dicono sotto i baffi “eppur si muove…”.

Immagini una strada. Se lei mette dei limiti ad un lato e all’altro della strada, indirettamente lei obbliga la gente a percorrere il sentiero tracciato da lei stesso. I testimoni di Geova, come molte altre religioni, fanno questo dicendo ai propri aderenti cosa devono e cosa non devono leggere, cosa devono o non devono ascoltare, quali amici frequentare e quale amici non frequentare. È un metodo di condizionamento semplice ma molto efficace nel lungo periodo. In questo senso si, la gente viene condizionata in massa. Ma ripeto, non “solo” dai Testimoni di Geova. Tutte le religioni, chi più o chi meno, tendono a fare lo steso.

Geova.ORG: Pensa ci sia speranza?

Carlos: Chi vuole, oggi può capire la verità da solo. I mezzi ci sono. Basta usare Google e leggere. Chi non vuole, non ascolterà nessuna prova. Ho sentito giovani di 30 anni asserire che l’intervista di Geoffrey Jackson era un video-montaggio e che la Commissione Reale Australiana era una invenzione degli apostati. Altri ex-amici hanno detto che sono impazzito, che ho disturbi mentali. Altri hanno cercato di giustificare la nostra partenza dai Testimoni di Geova come risultato di chissà quale peccato. Siamo al limite della paranoia.

Geova.ORG: Come vedi il futuro della Watchtower?

Carlos: La Watchtower è crollata, e al suo interno, chi conta davvero, lo ha capito. Internet ha ucciso il Corpo Direttivo. I TdG non sopravvivranno alla prossima generazione di ragazzi cresciuti con i social. Chi è dentro un social viene necessariamente informato. Non puoi imbavagliare internet. Le conseguenza iniziano già a vedersi. Le congregazioni si svuotano, le Sale del Regno si vendono, le Filiali si chiudono, i Beteliti e i pionieri speciali vengono mandati a casa. Sta chiudendo tutto. Quindi non hanno bisogno che io o qualcun’altro li combatta. Si stanno suicidando benissimo da soli. Ma ad essere sincero, ormai la cosa mi è del tutto indifferente. Sono così impegnato con la mia nuova vita che devo sforzarmi di ricordare che un tempo sono stato un Testimone di Geova. Li ho completamente rimossi dalla mia mente. Non li odio, sono semplicemente assenti.

Geova.ORG: La sua vita senza i testimoni di Geova?

Carlos: Una grande opportunità da sfruttare fino in fondo. Se andrà bene o andrà male, “lo scopriremo solo vivendo” cantava Battisti.

Geova.ORG: Grazie per la sua intervista.

Carlos: Grazie a lei.

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