Quelli che giocano sporco

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Che il Corpo Direttivo dei Testimoni di Geova stia volutamente prendendo in giro i suoi fedeli, è cosa ormai risaputa. Quello che molti Testimoni di Geova invece non sanno, è di quali bassezze siano capaci i loro “amati fratelli della Sede Centrale”, e anche delle loro Filiali, per portare avanti la loro crociata. Siamo quindi felici di riportare questa segnalazione che riporta un brano dal sito www.biblistica.it

Inizio citazione

  I Testimoni di Geova hanno ingaggiato una vera e propria battaglia a colpi di autorevoli citazioni per sostenere la loro convinzione che Yeshùa sia stato ucciso su un palo. A volte, hanno perfino giocato sporco. Nel loro testo Ragioniamo facendo uso delle Scritture (Roma, 1985) citano il Dizionario illustrato Greco Italiano di Liddell-Scott (Edizioni Le Monnier, Firenze, 1975), che è indubbiamente tra i dizionari di greco antico più autorevoli e diffusi. Citandolo, la loro pubblicazione afferma: “Che dire dello strumento usato per metter a morte il Figlio di Dio? È interessante che la Bibbia usa anche il termine xylon per identificare lo strumento usato. Il Dizionario illustrato greco-italiano di Liddell e Scott ne dà questa definizione: ‘Legno tagliato e pronto per l’uso, sia legna da ardere, sia legname da costruzione, … pezzo di legno, tronco, trave, palo, …bastone, clava, randello, …trave a cui erano legati i malfattori’. (Le Monnier, 1975)” (Ibidem, pag. 85). Questa citazione – se pur riportata correttamente nelle parole citate – è ingannevole. Si tratta, infatti, di una citazione parziale da cui è stata astutamente tolta parte del testo. Il dizionario citato è stato, in pratica, strumentalizzato a proprio uso e consumo. La casa editrice Le Monnier ha reagito a questa manipolazione. Con una lettera datata 23 settembre 1988, la casa editrice fiorentina si rivolgeva così alla Congregazione Cristiana dei Testimoni di Geova di Roma (editrice del libro che conteneva la citazione contestata):

Con vivo disappunto rileviamo, a pag. 85 della Vostra pubblicazione “Ragioniamo facendo uso delle Scritture”, una citazione tratta dal nostro dizionario greco Liddell-Scott.

   Tale citazione appare artatamente tagliata, sopprimendo il termine “la Croce”, riportato fra le accezioni possibili, al fine di sostenere, con l’autorevolezza del nostro nome e del nostro, assai apprezzato, dizionario, una Vostra tesi teologica.

   Ora, mentre riteniamo tutte le tesi in materia religiosa degne di rispetto, giudichiamo assai scorretto, oltre che gravemente lesivo della nostra reputazione scientifica, il Vostro modo di agire. Infatti, di fronte ad una pluralità di accezioni, diffuse e considerate accettabili, il nostro dizionario le riporta, correttamente, tutte, lasciando ai filologi di discutere la pertinenza di ciascuna rispetto ai diversi contesti storici e testuali.

   La Vostra citazione amputata ci fa, da un lato, apparire come sostenitori di una tesi teologica che, francamente, ci vede del tutto estranei e disinteressati, dato che lo scopo scientifico e didattico di un dizionario è tutt’altro. E, d’altra parte, la medesima amputazione ci fa falsamente apparire sul piano lessicografico, che a noi interessa e che ci riguarda, come incompleti e carenti.

   Siamo certi che vorrete con la massima tempestività ovviare al danno provocato alla nostra immagine e al nostro buon nome, pubblicando sulla Vostra stampa, con la dovuta evidenza tipografica, una non equivoca dichiarazione riparatoria.

  Restiamo in attesa di una, cortesemente sollecita, comunicazione al riguardo da parte Vostra.

   Per tutta risposta (in data 19 ottobre 1988), fu fatto presente che apparivano nella citazione dei puntini sospensivi indicanti i brani mancanti. Ecco la conclusione della risposta, a firma Valter Farneti (allora presidente; poi rimosso e allontanato dalla sede romana per altre questioni, a loro interne):

Nel caso di una ristampa del nostro libro, che peraltro non è destinato alla pubblica diffusione, ma riservato per lo più ai nostri associati, non abbiamo nessuna difficoltà a eliminare la citazione del Vostro Dizionario e a sostituirla con brani tratti da altre fonti autorevoli perlomeno quanto la Vostra pubblicazione. Se desiderate tale sostituzione, potete comunicarcelo.

   È stata per noi una spiacevole sorpresa constatare che la mancanza di obiettività della Vostra comunicazione non corrisponde all’opinione che avevamo della Vostra Casa. Evidentemente non vi è interessato che centinaia di Vostri Dizionari siano stati acquistati dalle oltre 2.500 nostre Comunità, ognuna delle quali dispone di una biblioteca.

   Ed ecco la risposta di Le Monnier:

Una felice situazione economica (che Dio la conservi!) ci rende, inoltre poco sensibili alle questioni di interesse se contrastanti con le ragioni della nostra libertà intellettuale. In altre parole, non siamo in vendita contro un acquisto di copie. Ne consegue che la Vostra cortese preferenza, sinora dimostrata, per l’acquisto del Liddell-Scott non è atta a mutare un modo di pensare che tutti gli studiosi, degni di questo nome, considerano corretto. Secondo tale impostazione, è lecito citare il pensiero altrui con tutte quelle omissioni che non ne alterano la sostanza, che non portano a significati diversi o, peggio, contrari. La frase «Caio non è un criminale» non si può citare nella forma: «Caio (…) è un criminale». Ora, grosso modo, questo è stato fatto dalla Vostra pubblicazione, che svolgeva il seguente ragionamento: Cristo fu appeso ad una trave e non a una croce, infatti «xylon» significa trave e non croce, come conferma anche il Liddell-Scott. (Segue la citazione incompleta, da cui è stata tolta proprio l’accezione «la Croce, NT»).

   Ora, né questa Casa Editrice nè Liddell, Scott e collaboratori avevano la minima intenzione di prendere posizione su una questione che, oltretutto non è lessicografica ma teologica; tanto è vero che hanno riportato parecchie accezioni (trave e croce, ma anche legno, bastone, gogna, tavolo o banco ecc.) ognuna con la propria fonte. Sopprimere una di tali accezioni per poi dire che non esiste, ci pare un modo piuttosto malizioso di sostenere la Vostra tesi, per altri versi rispettabilissima.

   La invitiamo pertanto a ripristinare l’integrità della citazione, anche perché, contrariamente a ciò che Lei afferma, il riportare per intero e non amputato un passo non ci pare proprio nocivo per l’obiettività né segno di soggezioni a pressioni esterne. Con distinti saluti.

Fine citazione

Ognuno si può fare un’idea di che pasta sono fatti questi signori, e di quale “competenza scritturale” siano dotati…

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