Religione o Associazione legale?

Ci é pervenuto questo interessante articolo che riportiamo integralmente

fonte:

http://www.barinedita.it/inchieste/n1093-un—fratello—fa-causa-ai-testimoni-di-geova–«sono-stato-discriminato

Autore: Salvatore Schirone

 

BARI – “Se entri ti amano, se esci ti odiano”. Questo è uno dei tanti slogan apparsi durante le manifestazioni in piazza di numerosi ex Testimoni di Geova, che da qualche anno denunciano pubblicamente anche su Facebook l’ostracismo subito in seguito all’abbandono della religione (vedi galleria). Ma a quanto pare lo stesso trattamento vessatorio e discriminante viene riservato anche a chi semplicemente decide di dimettersi da uno dei numerosi enti giuridici della religione TdG, pur continuando a professare la fede in Geova e a rispettare il dettame biblico. (Il corsivo é nostro)

È il caso del barese Luigi Fallacara, 34 anni, consulente di marketing. Ricevuto il battesimo all’età di 15 anni, Luigi diventa un fedele e assiduo frequentatore della comunità. Fino al 2005, quando decide di dimettersi dall’Ente Congregazione cristiana dei TdG, subendo la scomunica e l’esclusione dalla vita dei Testimoni: da qui isolamento e divieti, tra cui quello di dialogare con gli altri “fratelli”. Ma Luigi non ci sta e cita in giudizio l’Ente per danni morali ed esistenziali.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

La sentenza, la prima in Italia che si pronuncia sull’ostracismo nei confronti dei fuoriusciti dai TdG, arriva solo ora dopo sette anni, all’inizio del dicembre 2013 e purtroppo non è favorevole a Luigi. «Le condotte lamentate dall’attore – scrive il giudice –  sebbene riprovevoli sul piano etico-sociale, non possono essere considerate discriminatorie per motivi religiosi e appaiono penalmente irrilevanti».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Abbiamo parlato con Luigi, che si dice pronto a continuare la sua battaglia: lui vuole essere un Testimone di Geova, pur senza fare parte dell’ente giuridico.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Luigi, tu ti consideri ancora un fedele Testimone di Geova. E allora cosa è successo 8 anni fa?

Mi sono imbattuto in alcune questioni di coscienza. La prima è stata lo scandalo pedofilia esploso nel movimento. Esaminando alcuni di questi casi, mi sono reso conto che gli “ordinamenti interni” risultavano più uno ostacolo che un aiuto all’identificazione dei colpevoli al fine di assicurarli alla giustizia.  Il secondo caso di coscienza nacque nel considerare l’opportunità o meno di esercitare il diritto politico di voto. Forse non tutti sanno che ai Testimoni di Geova, malgrado alcuni equilibrismi dialettici per non incorrere in problemi di natura legale, è negato il diritto costituzionale al voto. Ma la goccia che ha fatto traboccare il vaso è stato scoprire di essere socio dall’età di 15 anni (da minorenne quindi), di un ente giuridico, la “Congregazione Cristiana dei Testimoni di Geova”, di cui ignoravo anche l’esistenza. Credevo di aver aderito ad una religione e non ad una associazione.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

E dopo la scoperta?

Tutto ciò mi indusse a prenderne le distanze dall’Ente e mi dimisi, come da statuto, articolo 5, con una lettera, il 17 luglio 2005, affermando però nella missiva di voler risolutamente continuare ad essere un fedele adoratore di Geova. Si tratta della prima lettera nel nostro Paese di dimissioni irrevocabili ed efficaci da codesto strumento giuridico.

Dal quel momento sono iniziati i problemi per te…

Dal punto di vista religioso non sarebbe dovuto accadere nulla, invece sono stato discriminato e scomunicato, tramite un “annuncio”. Si tratta di un vero e proprio verdetto di colpevolezza, una sentenza pronunciata dal “pulpito” della congregazione locale: “Luigi Fallacara non è più testimone di Geova”. In seguito a tale annuncio tutti i fratelli sono obbligati, pena la disassociazione anche per loro, a interrompere qualsiasi rapporto sociale con la persona, facendogli provare l’isolamento perenne (i TdG hanno rapporti di amicizia solo tra loro) per costringerlo al pentimento. Finanche i più intimi amici, e addirittura i parenti stretti, tranne coloro che vivono sotto lo stesso tetto, sono obbligati e non rivolgergli più la parola. E tutto questo è successo a me.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Quindi, se chi si dimette dall’ente giuridico cessa anche di essere considerato fedele, dobbiamo concludere che i Testimoni di Geova non sono una religione, bensì una semplice associazione?

Stando alle pagine scritte dal Tribunale di Bari, per mano del giudice Francesco Caso, pare proprio di sì. È palese infatti nel mio caso questa identità tra associazione e religione. Emerge chiaro e inequivocabile che non si può continuare a professare il credo religioso dei Testimoni di Geova se non si è soci. Quello che dovrebbe essere solo uno strumento della confessione, per agevolare le attività editoriali e la compravendita di beni e immobili al servizio delle attività di proselitismo, finisce per diventare la finalità essenziale del culto.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Per questo motivo hai citato in giudizio la Congregazione dei Testimoni di Geova?

Sì, perché ho ritenuto ci fossero tutti i presupposti per rivendicare i miei diritti che lo Stato italiano è obbligato a garantire e tutelare in base a precise norme costituzionali.

Ma la sentenza non ha riconosciuto la discriminazione…

Purtroppo sì. Evidentemente il nostro Stato non è realmente capace di tutelare i diritti umani dei singoli individui all’interno delle formazioni sociali intermedie, come le confessioni religiose.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Come continuerai la tua lotta?

Anzitutto mi preme sottolineare che questa non è soltanto la “mia” lotta. Non è la causa di Luigi Fallacara contro l’ente giuridico Congregazione Cristiana dei Testimoni di Geova. E ancor meno, come alcuni maliziosamente potrebbero ipotizzare, contro la religione dei Testimoni di Geova che ha il sacrosanto diritto di esistere e proclamare il proprio verbo. Al contrario questa è una battaglia di civiltà a favore di tutti i Testimoni di Geova, ancorché fuoriusciti dal gruppo per qualsivoglia motivazione, puntualmente vilipesi da una sistematica condotta discriminatoria perenne e assoluta, chiaramente imposta dai vertici del movimento.  Auspico che ognuno prenda coscienza dei propri diritti umani fondamentali ancorché costituzionali e inizi concretamente a rivendicarli contro questa forma di ostracismo.

Nota della redazione:

Noi vorremmo che qualcuno ci risponda alla domanda: dimettersi da una organizzazione legale, secondo le Scritture, a quale peccato corrisponde? Grazie

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