Siate coraggiosi e forti

Fonte: http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/home/858825/io-testimone-di-geova-pentito-esposto-in-procura-contro-gli-abusi.html

“Siate coraggiosi e forti; non spaventatevi e non abbiate paura davanti a quei popoli: il Signore, vostro Dio, vi accompagna, non vi lascerà e non vi abbandonerà !”  Queste parole, riportate in Deut.31:6, furono pronunciate da Mosè dinanzi a tutti gli israeliti prima di scegliere Giosuè come suo successore. Parole simili furono ripetute allo stesso Giosuè, per ribadire la necessità di non aver paura e non perdersi di coraggio. Ed è sempre il coraggio che ha contraddistinto fedeli servitori di Dio in ogni epoca.

Che dire di noi oggi ? Molti di noi, coraggiosamente, sono riusciti a tagliare i ponti con un’organizzazione umana che per nulla rappresenta il nostro Padre Yahweh. Con molto coraggio sono stati smascherati falsi intendimenti e assurdi modus operandi, primo fra tutti quello relativo alle procedure seguite in caso di abusi sessuali su minori.

A questo riguardo, è degno di nota un articolo pubblicato su “La Gazzetta del Mezzogiorno” in data 15 febbraio 2017, dal titolo: “Io, Testimone di Geova pentito”.  Il protagonista è Riccardo Maggi, 34 anni, fuoriuscito tre anni fa dalla congregazione a motivo di un susseguirsi di eventi che lo porteranno a presentare un esposto in Procura contro tutti gli abusi che ha visto, inclusi casi di pedofilia all’interno della congregazione, di cui allega riprese video e audio.  Riccardo nasce e cresce in una famiglia di Testimoni di Geova, provando sin da piccolo cosa significhi vivere nel proprio recinto culturale. Crescendo, continua il suo percorso spirituale sino a ricoprire il ruolo di anziano. Da qui l’aperta denuncia, iniziando dalla sua esperienza personale nella sede centrale di Roma, la Betel.

Il quadro che ogni Testimone di Geova ha di quel luogo è quello di un moderno paradiso, un luogo dove lo Spirito Santo è presente in misura eccezionale, un’ oasi di pace in una società corrotta. Ben diversa la descrizione di Riccardo: “All’interno ho visto di tutto…cose ben diverse da quello che si predica. Tutto tenuto nascosto”. fine cit.   Nel triste elenco menziona casi di immoralità sessuale, suicidi, scambi di coppia tra confratelli sposati, droga e alcol e persino omosessualità. A completare la misura, un caso di pedofilia in congregazione, su cui proprio non si possono chiudere gli occhi. Questo il suo racconto: “Un ragazzo maggiorenne partecipa ad una festa con altri anziani in una villa a Cassano. Ad un certo punto, il maggiorenne si isola con un bambino di 8 anni in auto, dice Maggi, la madre del bambino li scopre mentre il maggiorenne ha i pantaloni abbassati. Quando la madre chiede al ragazzo perchè sia nudo la risposta è che aveva un prurito. Tutto è registrato con un video ora all’attenzione del magistrato. Maggi ha presentato un dettagliato esposto in Procura.

Gli anziani sapevano cosa fosse accaduto in auto. La cosa fu messa a tacere”. fine cit.   Fortunatamente, Riccardo si è rifiutato di tacere, anche se ha dovuto pagare un duro prezzo: essere ostracizzato non solo dalla congregazione, ma anche e soprattutto dalla sua famiglia, dai suoi affetti più cari.  Egli stesso riferisce: “Io, mia moglie ed il mio bambino siamo come morti per i miei genitori”.

L’ intenzione della redazione di Geova.org non è certo quella di voler esaltare un essere umano. Non vogliamo nemmeno sostituirci alla giustizia affermando che l’accusa di Riccardo sia oro colato. Come tutti, attendiamo che la giustizia ci dica come stanno realmente le cose, e diamo ai Testimoni di Geova il beneficio del dubbio. Anche loro hanno il diritto di replicare e di dirci eventualmente come stanno le cose. Saremo lieti di pubblicare anche la loro versione dei fatti.

È comunque pur vero che non è da tutti mostrare un tale coraggio e determinazione nell’attenersi a ciò che è giusto. In un mondo dove ognuno cura i propri interessi al di sopra di ogni altra cosa, dove è più facile essere accomodanti e tacere, fingere di non sapere per far pace con la propria coscienza, in mezzo a questo mare di omertà emergono uomini coraggiosi e senza paura. Ci è sembrato doveroso volerlo ricordare. Chi ha il coraggio di denunciare, pur sapendo a cosa va incontro, si comporta, come indicato da Paulos in 1 Cor. 16:13, da uomo, da vero uomo. Non possiamo quindi che apprezzare il coraggio di molti uomini e donne che si stanno impegnando in questa battaglia, e a loro rivolgiamo il nostro “grazie” di cuore.

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