I LIBRI DEL DIAVOLO

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PARTE 2 – I LIBRI DEL DIAVOLO

Il caso “Australian Gate” ha scosso molte coscienze, anche di persone che ricoprivano incarichi di responsabilitá all´interno dei Testimoni di Geova. Per la prima volta, molti anziani sono stati messi di fronte alle cifre reali sui casi di probabili abusi sui minori all´interno della loro organizzazione. Diversi anziani, in seguito a queste rivelazioni, si sono dimessi dai loro incarichi. Alcuni hanno accettato di parlare con noi, per spiegarci nei particolari come si é venuto a creare al loro interno un problema di questa portata.

Redazione: signor C.A. innanzitutto vorremo sapere perché non servi più come anziano dei Testimoni di Geova, e da quanto tempo.

C.A.: Tutto é accaduto poche settimane fa. Dopo aver seguito gli sviluppi della Commissione di inchiesta Australiana sugli abusi sui minori in tutte le religioni, mi sono reso conto della dimensione del problema anche all´interno dei Testimoni di Geova. Sapevo già che il problema della pedofilia esisteva nelle altre religioni, ma non mi aspettavo una cosa simile anche all´interno dei Testimoni di Geova. Quando mi é stato chiaro che il Corpo Direttivo dei Testimoni di Geova non avrebbe mosso un dito per cambiare le cose, ho rassegnato le mie dimissioni da tutti i miei incarichi , dicendo che non potevo più fare l´anziano in quelle condizioni. [i documenti della Commissione Reale Australiana sono disponibili IN ORIGINALE A QUESTO LINK]

Redazione: Ma prima che esplodesse il caso Australia tu non eri a conoscenza che questo problema esisteva anche all´interno dei Testimoni di Geova?

C.A.: Certo che ne ero a conoscenza. Conoscevo ad esempio un caso di un pedofilo seriale, che dopo essere stato disassociato, é stato nuovamente riassociato in un tempo relativamente breve, e nessuno aveva avvertito la polizia. È attualmente a piede libero in una congregazione. Ma pensavo si trattasse di singoli casi isolati gestiti male dagli anziani locali. L´inchiesta australiana, almeno nel mio caso, ha sollevato il velo sul fatto che non si trattava di casi isolati, ma di un problema serio che non si voleva trattare in maniera moderna ed efficace. Insomma pensavo che eravamo diversi sotto questo aspetto da cattolici e protestanti, e invece eravamo uguali. Questo mi ha turbato profondamente.

Redazione: Noi ora vogliamo sentire da te, che hai visto la cosa dall´interno, quali meccanismi all´interno dei Testimoni di Geova sono difettosi nella gestione dei casi di abusi sui minori quando si verificano nelle congregazioni dei Testimoni di Geova.

C.A.: Va bene. Innanzitutto mi fa piacere che parli di “meccanismi difettosi”. Ci tengo a a precisare che il “Testimone di Geova normale”, la casalinga che viene a suonarti alla tua porta o il papà che porta la famiglia in Sala del Regno, al 90% dei casi, di queste storie non sa niente. Il Testimone di Geova normale non tollera l´abuso sui minori in nessun modo. L´abuso sui minori viene visto come una pratica orribile e condannata in ogni sua forma. La stessa Watchtower non ha mai cercato di minimizzare la gravità di questo peccato. Sono stati pubblicati articoli, anche se piuttosto generici, che mirano alla prevenzione, alcuni anche ben fatti. Si punta tutto sulla prevenzione. E questi sforzi sono da apprezzare. Il problema piuttosto è un altro.

Redazione: E quale è il problema?

C.A.: Il problema sorge quando, nonostante tutti gli sforzi per prevenire gli abusi sui minori, un abuso si verifica ugualmente all´interno della congregazione. I problemi iniziano esattamente a questo punto, quando nonostante tutte le precauzioni e tutta la prevenzione possibile si verifica un abuso ad un minore di una famiglia di Testimoni di Geova.

Redazione: Ecco, puoi parlarci di cosa succede quando un caso simile si verifica?

C.A.: Iniziamo col dire che la piaga degli abusi sui minori non colpisce solo i Testimoni di Geova, ma colpisce praticamente tutte le religioni. Giustamente la Watchtower ha pubblicato tutta una serie di articoli sugli abusi sui minori all´interno della Chiesa Cattolica, nella Chiesa Protestante, nella Chiesa Irlandese e simili. Quindi, triste a dirsi, siamo in buona compagnia.

20 accusa 42

Redazione: E cosa c´é di diverso allora nei casi scoppiati all´interno dei Testimoni di Geova?

C.A.: Un primo aspetto che risalta e stona parecchio è il tentativo di negazione totale da parte del Corpo Direttivo (l´organo dirigente dei Testimoni di Geova) che il problema esista anche nei Testimoni di Geova. Da quanto io ho memoria, credo che in solo due articoli si sia solo lievemente accennato alla “remota possibilità” che anche all´interno dei Testimoni di Geova ci potessero essere dei casi di abusi sui minori. Un primo accenno, che fece ghiacciare le vene a molti, fu una breve frase nella w86 1/1 p. 13 par. 12 che diceva: “Per quanto possa essere sconcertante, perfino alcuni che erano preminenti nell’organizzazione di Geova hanno ceduto a pratiche immorali, fra cui omosessualità, scambio delle mogli e molestie sessuali a bambini”. L´idea che persone che erano preminenti nella nostra organizzazione (quindi uomini all´interno delle Betel fino allo stesso Corpo Direttivo) potevano aver commesso molestia sessuale ai bambini ci fece saltare sulle sedie. Ma poi non si seppe più nulla. Ricordo in aggiunta una Svegliatevi! del 1993 che parlava di questo argomento, ma erano solo un paio di paragrafi. Poi più nulla. Quindi, tranne queste eccezioni, il Corpo Direttivo non informa le congregazioni dei Testimoni di Geova della esistenza di questo problema al nostro interno. Si nega tutto, ad oltranza.

Redazione: E voi anziani ricevete informazioni o istruzioni sui casi di abusi sui minori?

C.A.: Certo. Mentre l´argomento abusi sui minori all´interno dei Testimoni di Geova è un vero tabù nelle pubblicazioni “per Testimoni di Geova normali”, vale a dire Torre di Guardia e Svegliatevi, viceversa noi anziani abbiamo sempre ricevuto lettere, aggiornamenti, corsi e seminari che trattavano come comportarsi nel caso in cui si verificano abusi sui minori all’interno della congregazione. Mi sono sempre chiesto: ma se noi questi casi non ne abbiamo, perché riceviamo continuamente avvertimenti sotto questo aspetto?

Redazione: Quindi tutti gli anziani dei Testimoni di Geova ricevono materiale informativo confidenziale, rivolto quindi solo agli anziani, che trattano questi aspetti?

C.A.: Si, teoricamente si.

Redazione: Cosa vuol dire “teoricamente si”?

C.A.: Vuol dire che tramite la funzione “accedi” presente sul sito JW.ORG tutti quelli che vengono nominati anziani nei Testimoni di Geova possono accedere ad un archivio di lettere, chiamate “circolari”, che spiegano nel dettaglio come comportarsi nel caso si verifica una abuso su di un minore. Si può anche scaricare il Ks10, un manuale ad uso dei soli anziani che tratta tra le altre cose anche questo argomento. Quindi l´informazione per gli anziani c´è. Il problema è: chi si prende il tempo di leggersi tutto quel materiale? Dopo una giornata di lavoro, la spesa da fare con la famiglia, il servizio di campo, la preparazione alle adunanze e tante cose di questo tipo, sono pochi gli anziani che trovano il tempo per leggere e capire davvero quelle informazioni. La verità é che la maggior parte non lo fa, o si limita a dare una scorsa veloce al materiale. Quindi esiste una sorta di “ignoranza” interna sul modo di agire della Watchtower sui casi di abusi sui minori da parte degli stessi anziani che dovrebbero trattare il problema.

https://www.youtube.com/watch?v=KG455OhTGm8

Redazione: Capisco. Se sei d´accordo, noi ora simuleremo una ipotetica “situazione tipo”, un caso inventato di un abuso di un minore. Tu ci illuminerai, usando direttamente il materiale in possesso degli anziani, su come ci si aspetta che si comporti un anziano dei Testimoni di Geova in questo caso, secondo le lettere del Corpo Direttivo. Va bene?

C.A.: Va bene.

Redazione: Allora, di Domenica, vai nella Sala del Regno dei Testimoni di Geova, e la sorella Annamaria (nome inventato) ti dice che la piccola Giulia (nome inventato) di 9 anni é stata abusata sessualmente da un anziano dei Testimoni di Geova. Come procedete, e perché.

C.A.: Bene. Ovviamente la prima cosa che si cerca di fare è cercare di capire cosa è realmente successo. Si cerca di capire la fondatezza dell´accusa, se ci sono le prove che la cosa è successa o se è qualcosa che si è inventata la piccola Giulia.

Redazione: Cosa intendi dire con l´espressione “la fondatezza dell´accusa”?

C.A.: Intendo dire che secondo le procedure stabilite dal Corpo Direttivo dei Testimoni di Geova, un accusa di violenza o molestia sessuale, anche nei confronti di un minorenne o di un bambino, può essere provata solo con la testimonianza di due testimoni oculari che hanno visto la molestia o la violenza. Infatti il Ks10, il libro degli anziani che il Corpo Direttiva consegna a tutti quelli che servono come Pastori, a pagina 72, dice: “Ci vogliono due o tre testimoni oculari, non semplicemente persone che ripetono cose che hanno sentito dire; non si può intraprendere nessuna azione se c’è un solo testimone. (secondo Deuteronomio 19:15)… La testimonianza di bambini e adolescenti può essere presa in considerazione; spetta agli anziani determinare se ha l’accento della verità.”

Redazione: Ma come é possibile che nel caso di un abuso sessuale, specialmente su di un bambino, ci siano due testimoni oculari dell´accaduto?

C.A.: Infatti se chi ha abusato del minore non confessa, si crea un grosso problema: non si può intervenire. Il problema dei “due Testimoni” é quindi uno dei problemi principali nella gestione dei casi di abusi sessuali sui minori nei Testimoni di Geova. Un violentatore scaltro, che si ostina a non confessare, potrebbe passarla liscia.

Redazione: Quindi, se ho capito bene, questo “meccanismo inceppato” é causato totalmente da una direttiva imposta dal vostro Corpo Direttivo agli anziani, dico bene?

C.A.: Esatto, il libro Ks10 dice così, e noi non possiamo farci niente.

Redazione: Quindi, se non ci sono i due testimoni oculari della molestia sessuale, o se l´aggressore non confessa, come si procede?

C.A.: Ovviamente si cerca di fare pressione sul molestatore, si fanno domande, si cerca di farlo parlare. Ma se il presunto abusatore nega tutto, gli anziani sono obbligati a fare quello che dice il libro Ks10 a pagina 73, e cioè: “Se l’accusato continua a negare l’accusa dell’unico testimone e la trasgressione non é stata dimostrata, gli anziani lasceranno le cose nelle mani di Geova … Gli anziani che hanno investigato dovrebbero scrivere una relazione, firmarla e collocarla in busta chiusa nell’archivio confidenziale della congregazione. È possibile che in futuro emergano ulteriori elementi che permettano di fare luce sulla questione.”

Redazione: Cosa vuol dire l´espressione “lasceranno le cose nelle mani di Geova”?

C.A.: Vuol dire che non si farà nulla. Il caso si chiude così.

Redazione: Una domanda. Mettiamo il caso che la polizia indaghi su questo presunto abusatore, e scopre magari tramite la prova del DNA, registrazioni, o altre prove moderne che non sono i due Testimoni oculari, che il tipo è davvero colpevole. Con questo tipo di prove, lui verrebbe riconosciuto colpevole anche agli occhi dei Testimoni di Geova?

C.A.: Non necessariamente. In base alle istruzioni che noi riceviamo dal Corpo Direttivo, una persona che viene riconosciuta colpevole da un Tribunale dello Stato non é automaticamente colpevole anche per i Testimoni di Geova. In una lettera indirizzata agli anziani del 31 Dicembre 2003 dice: “In mancanza di due testimoni o di confessione, la congregazione è impossibilitata ad agire. (Deuteronomio 19:15) Invece i tribunali possono giungere a una diversa conclusione, basandosi su procedure o circostanze previste da norme tecniche o procedurali. Oppure, un tribunale potrebbe assolvere la persona per qualche ragione, ma la congregazione concludere che esista una base scritturale per ritenerla colpevole rispetto alla legge di Dio”

Lo stesso libro Ks10 a p.71 che dice “Una dichiarazione di colpevolezza fatta da un cristiano in tribunale nell’ambito di una procedura di patteggiamento, magari dietro suggerimento di un avvocato per evitare una condanna più severa, in genere non sarebbe di per se considerata un’ammissione di colpa nella congregazione”.

Quindi in base a queste istruzioni che riceviamo dal Corpo Direttivo, le prove che per un Tribunale dello Stato possono essere valide per incriminare un presunto pedofilo, possono essere non valide perché un presunto pedofilo venga accusato dai Testimoni di Geova ed espulso da una congregazione. Quindi se non escono fuori questi “Testimoni oculari” o se il presunto pedofilo non confessa davanti agli anziani dei Testimoni di Geova, anche se un Tribunale dello Stato potrebbe dichiararlo colpevole, questo tipo potrebbe anche continuare ad essere un Testimone di Geova.

Redazione: Capisco. Quindi vuol dire che se non ci sono i Testimoni oculari di un abuso di un minore, o se il tipo non confessa tutto agli anziani, questo tipo non viene espulso. Continua ad essere un Testimone di Geova come gli altri, di quelli che tutti i giorni ci vengono a suonare alle porte. Giusto?

C.A.: Giusto, ed é questo il secondo enorme problema creato dalle indicazioni del Corpo Direttivo. Noi potremmo teoricamente avere dei veri pedofili a piede libero nella congregazione solo perché non abbiamo testimoni oculari di quanto accaduto.

Redazione: Nel caso inventato della piccola Giulia molestata da un anziano, questo tipo resterebbe nel incarico di anziano? (parliamo del caso che non ci siano i 2 testimoni e lui non confessa)

C.A.: Dipende. Se ha un minimo di coscienza, si dimetterebbe. Ma c´è anche chi é attaccato alla poltrona e non lo fa. A questo punto la palla passa agli altri anziani che potrebbero rimuoverlo, ma la cosa non è automatica. Più é grosso lo scandalo, più é probabile che debba dimettersi o che venga rimosso. Se viceversa non lo viene a sapere praticamente nessuno oltre alla famiglia della vittima, può anche essere che resti nel suo incarico. Questa decisione varia da caso a caso.

Redazione: La congregazione incoraggerebbe la famiglia a denunciare il caso alla polizia?

C.A.: No, questo incoraggiamento non c´e… Le indicazioni del Corpo Direttivo sul denunciare o non denunciare un presunto abuso di un minore alla polizia sono chiaramente espresse nel Ks10, che dice dice: “Gli abusi su minori costituiscono un reato. Non suggerite mai di non denunciare un caso di abusi su minori alla polizia o ad altre autorità. Se venite interpellati, spiegate chiaramente che denunciare o meno il caso alle autorità è una decisione personale e che, qualunque decisione si prenda al riguardo, non si sarà soggetti a provvedimenti disciplinari da parte della congregazione. Gli anziani non criticheranno chi denuncia alle autorità un caso di abuso su minori. Se la vittima intende sporgere denuncia, ne ha tutto il diritto”. Quindi nessun anziano ti incoraggerà a denunciare un caso alla polizia. Piuttosto non ti dirà mai che non devi farlo. Ti dirà che è un tuo diritto, e che se vuoi, puoi farlo. Ma incoraggiare a farlo, non te lo dirà.

Anzi, in linea di massima, gli anziani ti inviteranno a riflettere sullo spirito della lettera del 31 Dicembre 2003 che dice “Prima che un fratello intraprenda le vie legali contro un altro fratello, è bene che consideri molto seriamente gli effetti che questo potrebbe avere su di sé, sul fratello, sulla congregazione e sugli estranei”. Quindi ti diranno frasi del tipo “Hai tutto il diritto di denunciarlo, ma ti rendi conto delle conseguenze? Ai pensato a cosa si dirà del nome di Geova? Ti rendi conto della cattiva pubblicità che riceveremo. Sei davvero sicura di volerlo fare…” e altre frasi simili. Quindi nessuno ti obbliga a non denunciare, ma ti viene fatto sentire il peso di quello che stai per fare. Poi ovviamente, i parenti hanno tutto il diritto di denunciare e nessuno ti dirá di non farlo.

Redazione: È sempre stato così?

C.A.: No. Il precedente libro degli anziani, il Ks91, conteneva direttive diverse. Mancava la frase “non si sarà soggetti a provvedimenti disciplinari da parte della congregazione”. E questo poteva avere delle forti ripercussioni. Prima del 2010, quando venne introdotto il nuovo Ks10, se non avevi i due testimoni oculari e denunciavi un altro testimone di Geova alla polizia, poteva succedere anche che potevi avere problemi. Si ragionava in questo modo: se non ci sono i due Testimoni oculari o la confessione del trasgressore, per la congregazione il presunto abusatore é innocente. Ne consegue che se tu lo denunci alla polizia e la notizia si sparge all´interno della Congregazione, la reputazione del presunto abusatore (non colpevole per la congregazione) ne vene macchiata. Quindi chi aveva sporto denuncia poteva essere accusato di calunnia. Poteva perdere i suoi privilegi in congregazione, e in casi estremi, anche andare d´avanti a un Comitato giudiziario. Poteva anche rischiare l´espulsione.

Redazione: Quindi il presunto colpevole veniva visto come presunto innocente, e la presunta vittima poteva essere vista come un presunto calunniatore?

C.A.: Esatto. Fortunatamente ora non è più cosi. Comunque l´idea di fondo é sempre quella che ci vogliono due testimoni per provare una accusa. Ti faccio un altro esempio. Due fidanzati hanno rapporti sessuali prematrimoniali. La ragazza confessa, il ragazzo nega ad oltranza. Sai che succede? Parola contro parola, non ci sono le prove. Succede quindi che il ragazzo viene considerato innocente. La ragazza che si è auto-denunciata viene portata d´avanti ai giudici “interni” e se non si pente viene espulsa.

Redazione: Facciamo un´altra ipotesi. Mettiamo il caso che la piccola Giulia avrebbe accusato il suo stesso papà di averla molestata. Non ci sono i due testimoni, non si può procedere. La ragazzina tornerebbe a casa con il suo papà che la ha molestata?

C.A.: Si, purtroppo, si.

Redazione: Nessuno contatterebbe gli assistenti sociali?

C.A.: Lo abbiamo già detto prima. Secondo le istruzioni del Corpo Direttivo, gli anziani non sono tenuti a farlo. Anzi, vengono scoraggiati dal farlo, lasciando tutto nelle mani dei parenti. Seguendo queste istruzioni, gli anziani diranno alla mamma che loro non possono immischiarsi, ma se lei lo vuol fare, lo può fare, é un suo diritto e deve prendere da sola la decisione. Ma loro non faranno altro. Quindi se non lo fa sua madre (o un suo parente prossimo messo al corrente della situazione), se ne torna a casa con il presunto abusatore. E la storia purtroppo rischia di ripetersi.

Redazione: Ma nelle Betel non avete un reparto legale per curare questi casi?

C.A.: Si, ogni Betel ha il suo reparto legale. Ma lo scopo del reparto legale interno alle Betel, in relazione ai casi sugli abusi sui minori, è molto diverso da quello che i Testimoni di Geova “normali” pensano. Infatti la lettera del 6 Novembre 2014 dice “A volte i proclamatori avvicinano gli anziani parlando loro di problemi legali di natura personale. Gli anziani non dovrebbero dare consigli legali ai proclamatori. Dite gentilmente al proclamatore che non siete qualificati per dare tali consigli e suggerite di rivolgersi al suo avvocato … Inoltre gli anziani non dovrebbero mai invitare o incoraggiare i proclamatori a telefonare o scrivere al Reparto Legale per avere consigli o istruzioni in merito a questioni personali”. Quindi il reparto Legale non serve a guidare i singoli Testimoni di Geova che si trovano ad affrontare un caso di un abuso di un proprio familiare. Piuttosto il reparto serve a tutelare i Testimoni di Geova intesi solo come Associazione legalmente riconosciuta dallo Stata. La mamma di Giulia, la bambina immaginaria di questo esempio, dovrà trovarsi un avvocato per conto suo, affrontare da sola le spese processuali, e vedersela completamente per conto suo.

Redazione: È vero che tutti i presunti abusi sui minori vengono schedati dai vostri anziani?

C.A.: Si, é vero. Ogni congregazione ha un archivio interno che contiene le segnalazione di tutti gli abusi o presunti abusi sui minori che hanno coinvolto i membri di quella congregazione, sia come vittima o presunta vittima, sia come colpevole o presunto colpevole.

Redazione: È una iniziativa privata o un ordine del Corpo Direttivo

C.A.: È un preciso ordine del Corpo Direttivo, con lettera datata 7 Settembre 2011, tanto per dirne una.

Redazione: Che ti risulta questi archivi sono mai stati consegnati alla polizia?

C.A.: Da quanto mi risulta questo non é mai avvenuto in Italia. So che in Australia invece una Commissione Reale ha ordinato alla Filiale Australiana di consegnare loro l´archivio generale in possesso della filiale, che racchiude quello in possesso a tutte le singole congregazione. E da quel archivio sembra che sia emerso che in 50 anni, nella sola Australia, ci sono stati circa 1.006 casi di presunti abusi sui minori all´interno delle congregazioni.

Redazione: Torniamo al nostro “caso ipotetico”. L´aggressore della piccola Giulia ha una crisi di coscienza e confessa agli anziani che davvero ha abusato di lei. Cosa succede?

C.A.: Si forma un “Comitato Giudiziario”, ossia un tribunale religioso interno, che deve stabilire se chi ha abusato di Giulia può ancora essere accettato nei Testimoni di Geova.

Redazione: Non esiste l´espulsione automatica quando qualcuno che confessa di aver abusato di un bambino?

C.A.: No, non esiste nessuna espulsione automatica. La lettera del 1 Ottobre 2012, al punto 11 dice: “Se la persona non è pentita per il suo grave peccato, dovrà essere disassociata. Se si decide di riprenderla, la riprensione andrà annunciata”. Quindi se chi ha abusato di un bambino si dichiara pentito, può non essere espulso. Se non viene espulso si fa un piccolo annuncio pubblico dove viene detto che tal dei tali è stato rimproverato, ma non si fa nessun tipo di accenno al suo problema. Quindi non verrà mai detto pubblicamente che il tizio ha abusato di Giulia.

Redazione: Quindi ricapitolando: se un tipo abusa di un bambino, e non ci sono due testimoni oculari o se l´abusatore non confessa, sicuramente non può essere espulso. Se questi due testimoni oculari spuntano fuori, o se l´abusatore confessa, ugualmente può restare testimoni di Geova se si pente?

C.A.: In effetti le cose sono in questi termini. Ovviamente si valuta caso per caso, ma non esiste nessuna espulsione automatica per i casi di pedofilia. Va comunque detto che, chi confessa di aver abusato di un bambino viene sottoposto a una serie di misure cautelative per evitare, nei limiti del possibile, che la cosa si ripeta.

Redazione: Vengono avvisate le famiglie della congregazione che un certo signor X é un pedofilo?

C.A.: No, questo avviene solo in alcuni casi. Secondo la lettera del 17 Novembre 2010, il Corpo Direttivo dei Testimoni di Geova divide i pedofili interni alla congregazione in due categorie: Pedofili “normali” e i Predatori Sessuali. I pedofili “normali” sono quelli che hanno abusato di un bambino in maniera occasionale, probabilmente solo una volta. (Chiedo scusa per questa espressione, ma non ne trovo altre. È una espressione orribile). Questi accettano le regole interne che limitano il loro contatto con i bambini e “fanno i bravi”. Le famiglie che hanno bambini non vengo avvertite che questa persona è un pedofilo.

Viceversa, altri individui che hanno abusato di un bambino sembrano non rispettare le rogale interne che limitano i loro rapporti con i bambini. Oppure hanno commesso questo peccato diverse volte. Se questo avviene, secondo le istruzioni del Corpo Direttivo, gli anziani chiamano la Filiale. Se ricevono l ÓK dalla Filiale, quel tipo viene classificato come un “Predatore Sessuale”, ossia uno che potrebbe nuovamente abusare di un bambino. Gli anziani si occupano quindi di informare le famiglie della congregazione che hanno figli minorenni della presenza di un “predatore sessuale” all´interno della loro congregazione.

Redazione: I predatori sessuali vengono automaticamente espulsi o automaticamente denunciati alla polizia?

C.A.: No, secondo le istruzioni del Corpo Direttivo da quel punto di vista i predatori sessuali vengono trattati come gli altri. Non scatta nessuna denuncia automatica da parte della congregazione. Devono sempre essere i familiari delle vittime a farsi avanti.

Redazione: Tu pensi che, anche se questi verrebbero espulsi, cambierebbe qualcosa?

C.A.: Il Corpo Direttivo deve capire che la disassociazione di un pedofilo, o di un predatore sessuale, non cambia assolutamente nulla. Anche se vengono espulsi o disassociati, questi si limitano a smettere di abusare dei bambini all´interno della congregazione, e iniziano ad abusare dei bambini fuori della congregazione. Finché qualcuno non li denuncia alla polizia e non li obbliga a cambiare, magari rivolgendosi a un medico, le cose non cambiano.

Redazione: Da quello che ti risulta, i Testimoni di Geova in generale, quindi anche quelli che vengono a suonare i nostri campanelli, si sentono mordere la coscienza per il fatto che permettono a questi pedofili di avvicinare altri bambini che non sono testimoni di Geova,al di fuori della congregazione, non facendo nulla per avvertirli?

C.A.: Ti assicuro che questo problema non gli sfiora nemmeno i capelli, non dico il cervello

Redazione: Perché?

C.A.: Perché vengono portati a pensare, sempre dal Corpo Direttivo, che il loro mondo finisce con la congregazione. Quello che succede fuori la congregazione, anche se si tratta del abuso di un bambino, non li riguarda. Loro dicono che non si sostituiscono allo “Stato” e che quindi proteggere i bambini fuori della congregazione non è un compito loro.

Redazione: Come pensi che se ne esce da questo problema?

C.A.: Tutti le cose che abbiamo letto in questa intervista, il libro Ks10 e le varie lettere, provengono tutti dal Corpo Direttivo. Loro sono la causa principale di tutto quello che è successo. Basterebbero solo due righe per risolvere tutto. Basterebbe che scrissero: “Gli anziani dovrebbero fare tutto quello che è nelle loro possibilità perché ogni abuso sui minori accaduto all´interno di una congregazione sia reso noto alle autorità. I genitori che si rifiutano di denunciare l´abuso sessuale compiuto sul proprio figlio devono essere espulsi e il caso portato d´avanti agli assistenti sociali”. Questo paio di righe risolverebbe di colpo il problema, e loro lo sanno. Ma si rifiutano di scriverlo. Non chiedermi perché non lo fanno, non lo so. Può darsi che per loro, il buon nome dei “Testimoni di Geova” é più importante dei nostri bambini. Se ci sono altri motivi nascosti, non li conosco. Comunque io mi rifiuto di prendere ordini da questa gente. Io penso che Geova li distruggerà per la maniera in cui stanno affrontando questo problema.

Redazione: Secondo te il problema finisce con le istruzioni del Corpo Direttivo?

C.A.: Purtroppo no. Ci sono molti anziani che conoscono queste cose, ma cosa fanno? Si dimettono per protesta? No. Sono troppo attaccati al pulpito, agli onori. Sono come i farisei che Gesù disse “hanno amato la gloria degli uomini più della gloria di Dio”. Non vogliono perdere il prestigio, le amicizie, i “benefit”. Cosi dicono: aspettiamo Geova. Fanno come le S.S. naziste che non protestarono quando veniva loro comandato di massacrare gli ebrei. Ma quando vennero giudicate dal tribunale di Norimberga, si sentirono dire: e la vostra coscienza di uomini, quando voi ricevevate questo ordini, dov´era? Furono condannati anche loro come i loro capi. Penso che accadrà lo stesso a tutti questi anziani che si girano dall´altra parte.

Redazione: I testimoni di Geova in generale conoscono tutte queste cose?

C.A.: Questa è la più grande tragedia. La stragrande maggioranza dei Testimoni di Geova “normali”, quelli che ti suonano il campanello la domenica, non sa nulla di tutto questo. Inoltre, vengono educati a credere ciecamente al Corpo Direttivo. Sono convinti che ne loro ne gli anziani potranno mai mentirli. Per questo anche se li fai vedere l´intervista di Geoffrey Jackson sulla pedofilia, ti dicono che ha dovuto rispondere in quel modo per difendere “la Buona Notizia”. Se gli fai vedere i reportage sulla pedofilia nei Testimoni di Geova, ti dicono che sono tutte notizie di apostati.

Redazione: Come si può aiutarli?

C.A.: Non lo so, davvero non lo so. Questo é un punto dolente nel dramma. Milioni di bravissime persone difendono chi si approfitta della loro buona fede. È un dramma, un vero dramma.

Redazione: Cosa ha aiutato te ad aprire gli occhi?

C.A.: La Bibbia. Secondo il libro dei Giudici, Dio ha sterminato la tribù di Beniamino, i cui alcuni membri della tribù si erano resi colpevoli di stupro e non erano stati denunciati. Geova non può essere cambiato. Se ha condannato la tribù di Beniamino nel passato, sta condannando il Corpo Direttivo e gli anziani nei nostri giorni. Questa consapevolezza mi ha dato la forza di aprire gli occhi e vedere la desolazione che era attorno a me.

Redazione: grazie di avercelo raccontato.

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