The New Truman Show

truman

Dalla nostra collaboratrice Corta Maltese

Capita in inverno di percorrere viali alberati, di vedere mucchi di foglie secche depositate per terra. Così, ci si siede su una panchina, in silenzio. Il silenzio a volte è il rumore più assordante, più fastidioso. Se soffia un vento leggero si può ammirare la danza delle foglie, volteggiano e si spostano rapide. Capita che con le foglie inizino a danzare anche i ricordi. Ti accorgi che tutti i tuoi ricordi hanno un unico denominatore. Ti rivedi bambina e ripensi al tuo primo discorsetto sul podio, alla mamma che combatteva per andare alle adunanze, ricordi le liti perchè il papà non voleva. Ti ricordi adolescente e ripensi ai tuoi amici, fratelli e sorelle, alla prima cotta. Ripensi al giorno del matrimonio e alla sala, ai fratelli intorno, ai cantici cantati. Ripensi al giorno del parto nella clinica scelta dal Comitato, e ricordi che hai perso litri di sangue perchè il parto ha presentato complicazioni, ripensi ai medici intorno che cercano di salvarti la vita per fermare la terza emorragia perchè sanno che non accetterai sangue, perchè per te la lealtà a Dio è questa, morire pur di non deluderlo. Ripensi alle tue domeniche, centinaia tutte uguali, adunanza, servizio e poi una pizza, un panino con i fratelli. Ad un certo punto ripensi ad un film, The truman show, dove il protagonista era nato in un set cinematografico, e la sua vita era lo spettacolo che milioni di spettatori seguivano. Le sue giornate erano ripetitive, tutto intorno a lui era finto, e un bel giorno, in seguito a coincidenze, il protagonista si accorge che qualcosa non va. Scopre tutto e tenta la fuga in mare, su una barca, e gli sceneggiatori per rendere tutto più avvicente, simulano una tempesta in quel mare finto, fino a farlo quasi annegare, fino a sfinirlo. Lo fanno perchè sanno che non può arrivare da nessuna parte con quella barca, solo contro un cielo finto, l’enorme cielo finto ideato dagli sceneggiatori, con relativo sole finto. Il protagonista sfugge alla tempesta…e sbatte contro il cielo finto. Lo tocca, si tocca il cielo… e il suo sguardo è sconvolto, incredulo. Piange, urla, finchè vede una piccola scala che porta all’uscita, camuffata, invisibile, dello stesso colore azzurro del cielo.Sale veloce. E’ l’uscita dal suo mondo artificiale, la corsa verso il cielo vero, il sole vero, quello che riscalda. E ripensi che forse la tua vita, dalla nascita, è stata così. Amicizie imposte da un target prestabilito, il tuo matrimonio che doveva rispettare determinati requisiti, la tua vita quasi distrutta per un versetto distorto, le tue domeniche da copione, ripetitive. I discorsi con i fratelli edificanti, che rispecchiano quello che non sei. Finchè ti accorgi che la regia della tua vita non sei tu. Finchè ti accorgi che il sole è finto, che il cielo è finto, che tutti sono finti. Ti accorgi che qualcuno ha simulato una forte tempesta, il terrore di perdere chi ami, di perdere la tua vita con la disassociazione, per non farti arrivare al cielo finto, per non farti scoprire la verità, e sono disposti a farti annegare, a farti morire pur di salvare la faccia. Arriva qualcuno che con un semplice gesto ti indica l’uscita. Veloce sali le scale…ed esci. All’inizio ti senti smarrito, confuso, perchè ora sei libero di scegliere, nessuno lo farà più x te. Poi assapori la libertà, e inizi a danzare tu, non più i tuoi ricordi. E danzi, danzi, fino a che altri danzano con te…e non sei più solo in quel viale alberato. E dal cielo vero, chi ti ama ti riscalderà con il suo amore. Per sempre. Così la delusione, l’amarezza, piano piano si trasformano in gioia, consapevolezza di essere fortunati, di essere liberi. E abbracci chi ti sta intorno, stringendolo forte al cuore, alzando gli occhi in cielo pieni di lacrime di gratitudine. Non siamo mai veramente soli, e se lo siamo ora non lo saremo per sempre…

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