To be continued …

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Qualche anno fa, se mi avessero detto che un giorno avrei smesso di essere un testimone di Geova, sarei scoppiato fragorosamente a ridere. Ma a volte succede che la verità decide di farsi un giro, e con un toc toc sulle spalle, bussa. Si può scegliere di non rispondere, non girarsi, ma la verità ha davvero un caratteraccio. Viene ugualmente davanti a te e ti guarda negli occhi, e se non reagisci ti prende a schiaffi, non accetta no. Certo, è un po’ prepotente, ma lei è la verità e può permetterselo.

Così, stordito dopo gli schiaffi, decidi di ascoltare, convinto che dopo essersi sfogata se ne andrà. La fai parlare, e inizi a capire che è una tipa tosta, diretta, e più parla e più senti un mal di pancia letterale. Ti chiede di ospitarla per un po’, e anche se riluttante, decidi di farlo. Inizia così un calvario. La verità inizia a parlarti di giorno, ma si siede accanto a te anche la notte, e tu non dormi più! Parla ininterrottamente, e si comporta da padrona di casa, non da ospite. Dirige i tuoi pensieri, li domina, urla se cerchi di scappare e ti richiama sull’attenti.  Devi ascoltarla, non ci sono mezze misure.

Ti arrendi, e lasci le redini della tua vita nelle sue mani. Da lì inizia un viaggio fantastico, dove ad ogni fermata ci sarà uno specchio. Dovrai scendere, guardare nello specchio, e dirle cosa vedi.

Al primo specchio vedi te stesso, la tua vita da testimone di Geova esemplare. Presente ad ogni adunanza,commenti puntuali, e visto che sei servitore di ministero ti vedi sul podio a pronunciare discorsi. Lo specchio ti fa notare gli sguardi dei fratelli che ti ascoltano dall’uditorio. Tu stai mentendo dal podio, non dici la verità delle scritture, ma quella del  corpo direttivo. Come puoi aspirare a diventare anziano? Dovrai continuare a mentire ai fratelli, ad attenerti ad ancora più regole. E’ questo ciò che vuoi? Ingannare altre persone o dire loro la verità? Poi lo specchio ti mostra la svolta. Ti dice cosa fare per essere felice. Ti dice che la tua vita è una finzione, e che per vivere bisogna essere veri. Ti dice che tutto questo ti sta inesorabilmente allontanando da Dio, che non lo ami davvero, chi ama non mente. Vivi nella routine, ed è come una droga, non puoi farne a meno.  La verità ti dice che sei ad un bivio, e devi scegliere, ma stavolta è gentile, non ti obbliga a nulla.

Risali e la verità ti porta davanti ad un secondo specchio. Precedentemente  la verità ti ha detto che il nome di Dio non è Geova, ma Yahweh. Così, una volta davanti al secondo specchio, inizi a non capire più nulla. Geova e Yahweh non ti fanno pensare allo stesso Dio, ma a due persone diverse. Lo specchio ti fa vedere così un paragone. Geova come un Dio di regole, Yahweh  come un Dio di comandamenti amorevoli. Geova come un Dio esigente da soddisfare, Yahweh come un Dio comprensivo che capisce i nostri limiti. Geova come un Dio che divide le famiglie dicendoti di cancellare un disassociato anche se è il tuo stesso figlio, Yahweh come un Dio che ti dice che l’amore è un perfetto vincolo di unione, e che dall’amore si riconosceranno i suoi discepoli. Geova come un Dio che ti dice di cancellare un fratello che dissente dagli insegnamenti dell’organizzazione, Yahweh come un Dio che ti lascia libero di esprimerti, come fece con Abacuc, che disperato si rivolse a lui dicendogli che non lo ascoltava e che permetteva il male. Si, Geova non ammette contestazioni contro chi si definisce la sua organizzazione, Yahweh lascia liberi gli esseri umani di esprimersi. Geova è un Dio che ti umilia dicendoti che i tuoi peccati  devono essere confessati agli uomini e che se non lo fai non ti perdonerà, Yahweh  un Dio gentile e comprensivo che in Isaia 1.18 fa un invito stupendo : “Venite, ora, e mettiamo le cose a posto fra noi”, dice Yahweh. “Benché i vostri peccati siano come lo scarlatto, saranno resi bianchi proprio come la neve; benché siano rossi come il panno cremisi, diverranno pure come la lana”.

Quanto amore in Yahweh, non pretende che ti umili dinnanzi a uomini che di te non vedono nulla oltre ciò che sei fuori! Geova che pretende cose che non comprendi ma che devi fare, Yahweh che ti spiega ogni dettaglio affinchè tu sia sicuro della tua scelta. Geova che ti dice che sei vuoi essergli leale non devi accettare sangue e devi morire, o peggio ancora devi far morire chi ami, Yahweh che ti dice che come ultima risorsa il sangue è una tua scelta personale, sarà la tua coscienza a scegliere per te. Geova che ti dà i privilegi in sala come microfonista, usciere, lettore della torre di guardia (qui purtroppo cadiamo nel ridicolo e si sa) Yahweh che ti concede davvero il più grande privilegio, quello di prendere parte al Nuovo Patto, di divenire parte dell’Israele di Dio. Lo specchio ti fa capire che Geova è disegnato da un’organizzazione umana assettata di soldi dei suoi aderenti, mentre Yahweh è disegnato dalle scritture in tutto il suo splendore.

Risali di nuovo e ti trovi davanti al terzo specchio. Lì vedi proprio uno spettacolo. Lo specchio ti mostra dei fratelli alle adunanze, dentro la loro gabbia dorata, con i loro sorrisi circostanziali e in definitiva finti in quanto imposti, e poi ti fa vedere una moltitudine di fratelli e sorelle sparsi nel mondo. Pelle scura e pelle chiara che si mescolano, con dei sorrisi freschi e veri. Vedi che si preoccupano l’uno dell’altro, che si aiutano e si sostengono. Dubiti che quell’amore sia autentico, ma lo specchio ti dice questo spettacolo multicolore è autentico perché quelle persone seguono Cristo e non una organizzazione umana. Vogliono piacere con tutte le loro forze a Yah. Puoi mai ingannare Yah e Cristo? No. Ti dice infine che la verità li ha cambiati.

“La verità? Ma chi quella che è mi ha preso a schiaffi, che è stata arrogante, presuntuosa e prepotente nel farsi ascoltare?”. Ti giri e guardi la verità, è stata sempre dietro di te. Ora vedi i suoi occhi grandi e veri, e capisci che ha fatto di tutto per esserti amica, perché ti vuole bene. Capisci che il dolore di uno schiaffo fa bene, perché ti costringe ad ascoltare. Ripensi alle parole di Iesùs “la verità vi renderà liberi”, e in quel preciso istante sei in grado di comprendere pienamente cosa volesse dire.

Arrivi davanti al quarto specchio, e non vedi più la verità. “ Voleva essermi amica ed è andata via”. Ti senti quasi smarrito, spaventato, ma lo specchio non ti fa vedere nulla oltre che te stesso. “Guardati” ti dice. Osservi bene, e rivedi nei tuoi occhi gli occhi della verità. Lei ora fa parte di te, il suo compito all’esterno è finito. Per continuare a vivere ha bisogno di te, della tua forza, della tua determinazione nel parlare di lei. Dubiti ancora e lo specchio ti fa vedere vedere l’inizio della moltitudine di fratelli sparsi nel mondo. Non erano così tanti, erano pochi, gocce nel mare, ma hanno unito le forze dopo aver conosciuto un’amica comune, la verità,  chiedendo la Santa Forza per avere il coraggio di farlo nonostante tutto e tutti. La Santa Forza non ha esitato, e dalle gocce ha fatto nascere prima un fiume in piena, poi il mare dove sfociare.

La storia è ancora tutta da scrivere…to be continued…

Da un collaboratore

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