Uscite di mezzo a loro

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Il Corpo Direttivo dei Testimoni di Geova richiede che per formare un Tribunale religioso interno (chiamato da loro Comitato Giudiziario) che valuti se chi ha abusato di un bambino sia da espellere o meno dalla loro comunità, sia necessario che almeno due testimoni abbiamo visto con i loro occhi l´abuso ai danni del bambino o che il suo aggressore confessi di averlo fatto.

Infatti il Ks10, il libro degli anziani che il Corpo Direttiva consegna a tutti quelli che servono come Pastori, a pagina 72, dice: “Ci vogliono due o tre testimoni oculari, non semplicemente persone che ripetono cose che hanno sentito dire; non si può intraprendere nessuna azione se c’è un solo testimone. (secondo Deuteronomio 19:15)… La testimonianza di bambini e adolescenti può essere presa in considerazione; spetta agli anziani determinare se ha l’accento della verità.”

Come potete notare, il libro Ks10 cita come “principio biblico” su cui si basa questa regola, la scrittura di Deuteronomio 19:15 che nella Traduzione del Nuovo Mondo, la Bibbia dei Testimoni di Geova, dice: “Nessun testimone singolo deve levarsi contro un uomo rispetto a qualunque errore o a qualunque peccato, nel caso di qualunque peccato che egli commetta. La questione dev’essere stabilita per bocca di due testimoni o per bocca di tre testimoni”. In questo modo, il Corpo Direttivo dei Testimoni di Geova fa leva sulla fede genuina di molti fedeli dicendo: “Dio lo vuole, noi siamo costretti ad ubbidire”. Citando la Bibbia a sostegno di questa regola, loro scaricano di fatto la colpa della mancata espulsione di alcuni presunti pedofili facendola ricadere sulla Bibbia, e come ultimo, su Geova. Ma è davvero così? Geova voleva dire proprio questo facendo scrivere quel versetto?

Siamo felici di dire che le cose non stanno affatto così. Anzi, questo è uno degli indizi più evidenti di come il Corpo Direttivo dei Testimoni di Geova ha tradito la Bibbia e anche il suo Autore. Vediamo perché.

Dobbiamo partire dal presupposto che il libro di Deuteronomio, come parte del Pentateuco, è stato scritto da Mosè circa 3.500 anni fa. I termini usati da Mosè rispecchiano quindi la realtà del suo tempo, un tempo ormai molto distante dal nostro. Per questa ragione, i termini di un libro così antico non possono essere semplicemente “tradotti” in una lingua moderna, ma devono anche essere “interpretati e compresi” in modo che anche il nostro mondo moderno del XXI secolo possa capire cosa volesse dire Mosè con le parole di Deuteronomio 19:15 quando si rivolse ai suoi contemporanei.

Il Corpo Direttivo dei Testimoni di Geova vorrebbe farci credere che i “testimoni” di cui parla Deuteronomio 19:15 devono necessariamente essere “testimoni oculari”, quindi due esseri umani che hanno visto il fatto. Ma leggendo il resto delle Scritture, si comprende che non è affatto così.

Consultando il testo originale ebraico, si legge che in Deuteronomio 19:15 il termine ebraico tradotto “testimone” è עֵ֛ד [si legge Ed]. Che senso ha la parola עֵ֛ד [Ed] nelle Scritture? Tanto per fare alcuni esempi, in Genesi 31:48 viene detto che un semplice “mucchio di pietre” alzato da Giacobbe e Labano era un עֵ֛ד o “testimone” del loro accordo. Perché? Perché quel mucchio di pietre serviva come “prova” dell´accordo che quei due uomini avevano raggiunto. Per lo stesso motivo, in Genesi 31:52 si dice che anche anche una semplice pietra eretta come colonna accanto a quel mucchio di sassi era un עֵ֛ד o testimone che, addirittura, dava testimonianza. Anche in questo caso, quella colonna era un “testimone” o “prova” di quanto avvenuto.

Una spiegazione ancora più interessante è data in Esodo 22:13. Cerchiamo di comprendere questa scrittura. In antichità se una pecora spariva dal gregge di un proprietario, il pastore che la pascolava doveva dare conto di questa sparizione. Poteva esserci il rischio che il pastore, agendo in maniera disonesta, l´avesse rubata, venduta di nascosto, o uccisa. Ma il pastore, la maggior parte delle volte, era da solo ad accudire il gregge. Come poteva portare la prova di “due testimoni oculari” che la pecora era stata sbranata da un lupo, o era caduta in un crepaccio, e quindi che lui era innocente? Ecco che Esodo 22:13 dice che in questo caso, il testimone o עֵ֛ד non era un essere umano, ma la carcassa della pecora, o parte di essa. Parte della carcassa di una pecora era un “testimone” sufficiente affinché pastori esperti la potevano esaminare e quindi risalire con certezza ragionevole al motivo per cui la pecore era scomparsa.

In Giosuè 22:17 viene spiegato che, come prova eterna del passaggio di alcune tribù si Israele nella Terra Promessa, alcuni Israeliti costruirono un altare che servisse come עֵ֛ד o testimone del loro passaggio. Anche quel altare era un “testimone” o “prova attendibile” che quella migrazione era davvero avvenuta.

L´equivalente greco del termine עֵ֛ד é il temine martyron. Il massimo esperto dell´uso di questo termine nel contesto delle Scritture non può essere altri che il potente Figlio di Dio, Gesù Cristo. Come intese Gesù il termine עֵ֛ד o il suo corrispettivo greco martyron?

Non tiriamo ad indovinare. Leggiamo Giovanni 5:36. “Ma io ho la testimonianza maggiore di quella di Giovanni, poiché le opere stesse che il Padre mio mi ha incaricato di compiere, le opere stesse che io faccio, rendono testimonianza di me che il Padre mi ha inviato”. Notiamo che Gesù, come tutti gli altri ebrei, aveva una veduta molto larga del termine martyron o testimone. Giovanni stesso aveva testimoniato su Gesù come testimone oculare che lui era il Messia. Ma Gesù stesso disse che anche le “opere” o “miracoli” che lui compiva erano delle testimonianze valide, testimonianze che gli ebrei potevano usare come prova legale per provare la sua identità quale Messia.

La pietra tombale che condanna in maniera inequivocabile come apostati bugiardi i membri del Corpo Direttivo dei Testimoni di Geova é la scrittura di Deuteronomio 22:25-27. Questo principio indicava ai giudici di Israele come comportarsi in caso in cui una ragazza o anche un bambino venivano violentati in un luogo non frequentato, e quindi senza i “testimoni oculari”. La Scrittura dice: “Se l’uomo, comunque, ha trovato la ragazza fidanzata [o anche un bambino] nel campo, e l’uomo l’ha afferrata ed è giaciuto con lei [ossia la ha violentata], allora deve morire solo l’uomo che è giaciuto con lei,  e alla ragazza non devi fare nulla. La ragazza [o il bambino] non ha commesso peccato che meriti la morte, perché proprio come quando un uomo si leva contro il suo prossimo e in realtà lo assassina, sì, un’anima, così è in questo caso. Poiché egli l’ha trovata nel campo. La ragazza fidanzata ha gridato, ma non c’era nessuno che la soccorresse”. In questo punto la Bibbia dice chiaramente che nel caso in cui una ragazza o un bambino vengono aggrediti “nel campo” ossia in un luogo solitario e senza testimoni, non serve la presenza di “due testimoni oculari” per condannare a morte un aggressore. Se si riusciva a trovare qualche prova che il fatto fosse davvero accaduto, per il violentatore non c´era scampo.

Questa breve disamina del significato del termine “testimone” nella cultura ebraica ci aiuta a capire il senso delle parole di Deuteronomio 19:15: “Nessun testimone singolo deve levarsi contro un uomo rispetto a qualunque errore o a qualunque peccato, nel caso di qualunque peccato che egli commetta. La questione dev’essere stabilita per bocca di due testimoni o per bocca di tre testimoni”. Comprendiamo che il termine “due testimoni” ha un senso molto più ampio di quello che potremmo comprendere oggi nel XXI secolo. Il senso di “due testimoni” indica qualcuno o qualcosa che possa produrre le “prove certe” che qualcosa è davvero avvenuta o non è avvenuta. Tradotto in modo moderno, quella scrittura dice: “Nessuno può essere condannato senza le prove”.

Questo principio, che “nessuno può essere condannato senza le prove”, è sacrosanto, e su questo principio si basano tutti i sistemi giuridici del mondo moderno. Ovviamente nel mondo antico, spesso le uniche “prove” disponibili erano i testimoni oculari. Ma non erano ovviamente solo quelli i “testimoni” consultabili. Abbiamo notato come la carcassa di una pecora sbranata poteva essere una prova valida, anche senza la presenza di due testimoni oculari. Un contratto, rappresentato come cumulo di pietre nel caso di Giacobbe e Labano, era un testimone affidabile anche per chi non avesse mai visto di persona Giacobbe e Labano,. Le urla di richiesta di aiuto di una ragazza erano una prova schiacciante che lei era stata violentata e non era consenziente. E si potrebbe continuare a lungo.

Nel XXI secolo, i “testimoni” disponibili sono aumentati moltissimo. Prove del DNA, filmati, intercettazioni telefoniche, impronte digitali e tanti altri ritrovati tecnologici possono essere anche più affidabili degli stessi testimoni oculari. Un ebreo non avrebbe avuto assolutamente nessuna difficoltà ad usare questo tipo di “testimoni” moderni in una causa giudiziaria.

Gli unici uomini sulla terra che pretendono che i testimoni di una accusa di aggressione sessuale contro una ragazza o un bambino siano due esseri umani in carne ed ossa sono il “clero” dei Testimoni di Geova, con a capo il loro Corpo Direttivo. La cosa è molto strana, visto che in altri contesti loro capiscono perfettamente il punto. Ad esempio, nonostante le Scritture dicono di leggere “i rotoli” nelle loro congregazioni, loro non si fanno problemi ad usare i moderni tablet. Anzi, ultimamente il Corpo Direttivo esige che questo venga fatto. Oppure, nonostante le Scritture dicono che i primi discepoli predicavano “di casa in casa”, loro non si fanno problemi ad usare per la loro predicazione anche internet, espositori mobili, aerei, navi, e tutto quello che la moderna tecnologia offre.

Quindi in questi ambiti loro capiscono che il senso di predicare “di casa in casa” è molto più ampio di suonare alle porte. Vuol dire raggiungere le persone ovunque si trovino. Capiscono che il termine “rotoli” non si riferisce solo alle pergamene, ma a qualsiasi mezzo possa contenere le Scritture.

Ci poniamo la domanda: come mai il Corpo Direttivo dei Testimoni di Geova fa finta di non capire che il termine “testimone” in Deuteronomio 19:15 non si limita a due testimoni “oculari”, ma é molto più ampio, indicando qualsiasi cosa possa provare che un fatto é avvenuto o non è avvenuto? Facciamo molta difficoltà a credere che siano gli unici al mondo a non comprendere quello che le Scritture dicono chiaramente sul significato di “testimone”. Molto più semplicemente loro “non vogliono capire” o preferiscono fare “finta di non capire”. Cosa nascondono? Perché rendono così difficile stabilire che una aggressione contro un bambino si è realmente verificata? Perché sono disposti ad apparire ridicoli pur di difendere questa posizione ormai indifendibile?

Noi non sappiamo cosa cercano di nascondere ormai con le unghie. Ma una cosa la sappiamo. Scaricando sulla scrittura di Deuteronomio 19:15 il loro rifiuto di considerare “colpevole” un pedofilo in assenza di due testimoni oculari stanno facendo dire alla Bibbia ciò che essa non dice. Stanno offendendo la Bibbia. Stanno offendendo lo spirito santo usato per mettere la Bibbia per iscritto. Stanno offendendo Geova, attribuendogli in ultima analisi la colpa dei casi in cui chi ha abusato di bambini non è stato espulso dai Testimoni di Geova per la mancanza di due testimoni oculari dell´accaduto. Come Adamo attribuì a Geova la sua colpa, cosi questi falsi profeti fanno oggi.

Il Corpo Direttivo e i loro tirapiedi aprano bene le orecchie, e ascoltino la parola di Geova:

(Ezechiele 8:17, 18) …Hai visto [questo], o figlio dell’uomo? È di così poco conto per la casa di Giuda fare le cose detestabili che hanno fatto qui, che debbano riempire il paese di violenza e che debbano offendermi di nuovo, ed ecco, stendono il germoglio al mio naso? E io stesso anche agirò nel furore. Il mio occhio non commisererà, né proverò compassione. E certamente grideranno ai miei orecchi ad alta voce, ma non li udrò.

E per tutti coloro che sono caduti nella trappola mortale, ricordate anche voi le parole di Geova

(2 Corinti 6:17, 18) “‘Perciò uscite di mezzo a loro e separatevi’, dice Geova, ‘e cessate di toccare la cosa impura’”; “‘e io vi accoglierò’”.  “‘E io vi sarò Padre e voi mi sarete figli e figlie’, dice Geova l’Onnipotente”.

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