Voi a chi ubbidite: a Dio o agli uomini?

silent  La Torre di Guardia del 15 Dicembre 2005, pagine19-20, paragrafi 1-3, nell´articolo: “Voi a chi ubbidite: a Dio o agli uomini?” dice quanto segue:
Inizio citazione – I giudici della corte suprema giudaica saranno stati furibondi. I prigionieri erano spariti. Si trattava di apostoli di Gesù Cristo, un uomo che quella stessa corte aveva condannato a morte poche settimane prima. Ora quel tribunale era pronto a occuparsi dei suoi più stretti seguaci, ma le guardie che erano andate a prenderli avevano trovato le loro celle vuote, nonostante le porte fossero ben chiuse. Poco dopo le guardie vennero a sapere che gli apostoli stavano nel tempio di Gerusalemme e insegnavano intrepidamente riguardo a Gesù Cristo: stavano facendo proprio quello per cui erano stati arrestati! Le guardie andarono subito al tempio, arrestarono di nuovo gli apostoli e li portarono davanti ai giudici. — Atti 5:17-27.

Era stato un angelo a liberare gli apostoli dal carcere. L’aveva fatto forse per risparmiare loro ulteriore persecuzione? No. Gli apostoli erano stati liberati affinché gli abitanti di Gerusalemme udissero la buona notizia riguardo a Gesù Cristo. L’angelo aveva detto loro: “Continuate a dire al popolo tutte le parole di questa vita”. (Atti 5:19, 20) È per questo che le guardie del tempio che erano andate in cerca degli apostoli li avevano trovati intenti a svolgere ubbidientemente l’opera loro comandata.

Due di quei tenaci predicatori, gli apostoli Pietro e Giovanni, erano già comparsi davanti a quel tribunale, e il presidente della corte, Giuseppe Caiafa, non mancò di farglielo pesare. Disse: “Noi vi abbiamo positivamente ordinato di non continuare a insegnare in base [al nome di Gesù], eppure, ecco, avete riempito Gerusalemme del vostro insegnamento”. (Atti 5:28) Caiafa non avrebbe dovuto sorprendersi di rivedere Pietro e Giovanni in tribunale. La prima volta che era stato ordinato loro di smettere di predicare, i due apostoli avevano risposto: “Se è giusto dinanzi a Dio ascoltare voi anziché Dio, giudicatelo voi stessi. Ma in quanto a noi, non possiamo smettere di parlare delle cose che abbiamo visto e udito”. Come il profeta Geremia nell’antichità, Pietro e Giovanni non potevano trattenersi dall’assolvere l’incarico di predicare. — Atti 4:18-20; Geremia 20:9. – fine citazione

Con questo vibrante racconto preso dalle Scritture, il Corpo Direttivo dei Testimoni di Geova ha insegnato, e dobbiamo dire giustamente, che quando una legge umana impedisce di ubbidire a un esplicito comando di Dio, la Legge di Dio é sempre superiore.

Sarebbe però interessante fare un esempio moderno.

Le Sacre Scritture, nel libro di Levitico 5:1 dicono: “Se un tale è invitato ufficialmente, come testimone di un fatto, a fare una deposizione sotto giuramento, se si rifiuta di dire quel che ha visto o udito, diventa responsabile di peccato” (Traduzione Parola del Signore).

Secondo l´esplicito comando di Dio esposto in Levitico 5:1, se un anziano dei Testimoni di Geova, o qualsiasi Testimone di Geova, non solo ha visto, ma ha anche soltanto udito di un caso di pedofilia nella sua congregazione e non lo riporta alle autoritá, diventa complice di questo peccato. Ci poniamo una domanda: se gli anziani sono interrogati da un giudice sotto giuramento, e si rifiutano di testimoniare su questo crimine contro la legge (come molti anziani italiani e stranieri fanno, adducendo come scusa il segreto confessionale) diventano anche loro complici di questo crimine? Voi a chi ubbidite, a Dio o agli uomini? Ognuno si dia la sua risposta.

 

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